Il bello dell’amore

diabolik_eva_kantSicuramente quello che intriga di più un amore e lo rende più solido è la complicità.

Il capirsi senza parlare, il sapere ciò che l’altro vuole, ciò che gli passa per la testa, e sapere che la cosa è reciproca.

Sapere che lotta per te, e tu per lui, e non solo per quella passione che a volte può pure attraversare qualche momento di stanca, ma perché siete voi, perché avete deciso di essere voi, perché tra voi c’è un filo magico che altri neanche si sognano (ma che forse intuiscono?).

Sì, il bello dell’amore, il più bello dell’amore è decisamente la complicità, l’assoluta fiducia reciproca, l’aver trasformato la propria vita in una danza che sia o no abbracciati all’altro, ma sempre come sentendo dentro di sé qual è la musica che sta suonando, la stessa, dove gli altri avvertono il silenzio, o addirittura un rumore.

Io penso che l’amore sia vento, ma non quel vento che porta via tutto, piuttosto quello che pulisce l’aria, trasporta i pollini, ti soffia l’aria nei polmoni. 

E trasportati da questo vento, i due complici sanno che sono lì, anche quando un uragano li porta altrove, e sanno esattamente dove e come ritrovarsi quando potranno riguardarsi negli occhi.

*** Che sia “complicità” il contrario di solitudine che stavamo cercando?***

80 thoughts on “Il bello dell’amore

  1. Beh, la complicità è bella in tutti i rapporti.

    Per esempio io ho un grosso rapporto di complicità con mia figlia, ma anche coi colleghi non mi posso lamentare.

    Ho anche dei rapporti di amicizia sostenuti da una forte complicità, che dà decisamente un’impronta diversa.

    Poi, qualche complicità strada facendo si perde, e il vuoto si sente e spesso fa male…

    *** … come un morso ***

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  2. Buongiorno bellezza.
    Ottimo questo post….mi piace….mi piace per la sua “normalità”.
    Che bello l’amore, vero?
    Ma chissà se si è in grado di provare questo grande sentimento o riuscire a descriverlo.
    L’amore è qualcosa di grande e in quanto tale, non descrivibile se non dentro noi stessi e quindi il valore che si da è per forza di cose è soggettivo.
    Invece la complicità è un qualcosa che si tocca, è un qualcosa fatta di regole non dette.
    Uno sguardo, un gesto, una carezza e anche un semplice bacio possono alimentare la complicità.
    La complicità è non perdersi, ma viversi e conoscersi sempre di più.
    La complicità è il completamento dell’amore e di un rapporto interpersonale.
    L’unica vera ricetta è quella di non far decadere la complicità, perchè se accade, l’amore si sfalda.

    Un grande bacio dolcezza…..capisci a me….;o)

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  3. L’amore è come la febbre : nasce e si spegne senza che la volontà vi abbia la minima parte. [Stendhal]

    La complicità non è amore, ma piuttosto fa parte dell’amicizia.
    L’amore, quello vero e appassionato, è puro istinto. E se dura e se avesse la necessità di nutrirsi di complicità, di riconoscenza, di stima o altro …. ebbene non sarebbe più amore.

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    • Non so fino a che punto sono d’accordo: forse l’innamoramento, l’attrazione sono puro istinto, ma l’amore no. L’amore, quello vero, secondo me nasce dalla conoscenza, dall’accettazione, la comprensione, e sicuramente si nutre di stima, di riconoscenza, di complicità.

      *** Poi, può darsi pure che non ci abbia capito niente, cosa che ogni tanto vagamente sospetto… ***

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  4. Bisogna intendersi sul significato di “Amore”.
    Tutta la cultura romantica gli attribuisce un significato che si avvicina allo stesso che diamo alla parola “Passione”.
    Del resto, cara Lady Ginevra, tu più di ogni altro dovresti saperlo.
    Non vorrei ricordarti la tua storiella con Lancillotto, mentre il mitico, onesto e valoroso Artù dormiva tranquillo 🙂

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  5. Come fai a dirlo???
    Artù aveva il doppio degli anni di Lancillotto e il matrimonio, come si usava allora, non era per amore.

    Certamente Ginevra amava Artù, ma era un amore diverso da quello che cantono i menestrelli.

    Assolvo Ginevra per il tradimento, ma la condanno per superficialità e irresponsabilità. Cavolo era pur sempre una regina e aveva dei doveri diversi da ogni altra donna.

    *****mai dire mai… è palesemente una bugia****

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    • @Pan: “Anche lei” oltre a chi??? Comunque, lei sarà in gran forma, ma quanto mi piace Diabolik… pensa che un mio amico ne è praticamente il sosia.

      @Matteo: sulla definizione concordo, sul perché le coppie scoppiano ho le mie idee (che trovi sparse per il blog), ma ora non posso tornarci sopra perché sto in ufficio, e quindi posso fare solo interventi “spot”.

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  6. Ecco una saggia definizione che prendo dalla rete:

    “Qualcuno ha detto che l’amore è passione, ammirazione e rispetto. Se hai due di queste cose sei a posto. Se le hai tutte e tre non hai bisogno di morire per avere il paradiso”.

    ******eppure le perchè le coppie scoppiano******

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  7. Artù aveva sposato Ginevra non per amore?
    Che enorme eresia!

    E comunque, mi spiace contraddirvi, ma sono convinto che la complicità è indispensabile tra due persone che si amano.

    *** Ciao bellezza… anzi, dolcezza! ***

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  8. La complicità tra due persone che si amano è da considerarsi più che naturale (amore reciproco), ma essa non è tipica di due innamorati perchè sorge anche tra amici, soci, fratelli, mafiosi, politici, affaristi.

    Tornando ad Artù e Ginevra, chiarisco che intendevo parlare dell’amore di Ginevra verso Artù. Comunque l’amore in una coppia deve essere reciproco per far funzionare la relazione.

    ***** eppure le coppie scoppiano*******

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  9. @Matteo: ho ritrovato uno dei post in cui si parlava di coppie, più o meno scoppiate:

    https://donnaemadre.wordpress.com/2008/07/19/sposarsi/

    Che tenerezza scoprire l’ingresso di Brandy! Anche nel suo caso, mi sembra che sia sempre stato con noi: non per niente è stato nominato “fratellOne”, mica pizza e fichi!

    E anche Antartide… ogni tanto la penso, bisogna che mi decida a scriverle prima o poi (veramente la decisione da quel di’ che l’ho presa, è la lotta col tempo quella che mi lega)

    *** ‘notte, posso dormire ancora un paio d’ore, non mi lascio sfuggire l’opportunità ***

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  10. Ma inszomma, vogliamo sovvertire le sorti di un amore storico?
    Artù ama Ginevra, è vero, lei è bella, dolce, giovane… ma lei, pur dovendolo sposare per un affare di stato, nel momento in cui lo vede, se ne innamora, lui è sì più vecchio, ma è affascinante, possiede la saggezza dell’età e una bontà d’animo che è mista ad un senso del giusto che non era facile trovare in quell’epoca (anche in questa in effetti… ), la fa sentire protetta, è un amore maturo che va al di là della sola fisicità, poi arriva Lancillotto, anche lui bello e giovane, la passione ha il sopravvento e succede il fattaccio, ma Artù, dopo essersi adirato per cotanto tradimento, torna sui suoi passi, non si lascia travolgere dall’odio e dalla voglia di rivincita, un uomo giusto sa da che parte sta la verità e… vissero tutti felici e contenti.

    Grande Artù!

    Per quanto riguarda la complicità di due che si amano, volevo dire al Matteo che non può paragonarmela con quella degli amici, soci, fratelli, mafiosi, politici, no, è tutta un’altra cosa se mi permetti.

    Complicità tra due amanti vuol dire essere in sintonia, provare sensazioni ed emozioni che sono sulla stessa lunghezza d’onda, significa giocare con l’altro sapendo di non essere frainteso, vuol dire conoscere dell’altro cose che non sempre è necessario dire e amarle proprio per questo, vuol dire… devo continuare?

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  11. Oh, sì, continua…

    mi piace sentire parlare di quanto Artù ami Ginevra, quanto Ginevra ami Artù, quanto Artù sia saggio e non permetta a niente e a nessuno di infrangere siffatto amore…

    E sì, la complicità che dici tu, è tutt’altra cosa….

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  12. L’amore vero è indifferenziato, senza pretese, sempre da manifestare spontaneamente fuori. Ma è anche vero che per una legge attrattiva, nel rimbalzo ritorna sempre amplificato.

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  13. Dolcezza Bellezza…..questo amore è un sentimento che a volte “turba”…..specialmente a chi non ha il coraggio di ammetterlo.
    Magari non è proprio amore, ma qualcosa di “profondo” potrebbe essere.
    L’essenziale è venire fuori…..fuori dalla tana.

    Ti bacio mia dolce donzella….vado a suonare i miei strumenti.

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    • @Riccardo: mon amour, non è un po’ troppo tempo che non ci sentiamo? Mi sa che nei giorni prossimi tenterò di beccarti (sono ricapitata per caso su questo post, e ho ri-risposto a qualcuno qua e là 😉 ).

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  14. Artù spiegami, ma se tra il saggio e mitico Re e la bella Ginevra era tutto amore e rose, che cavolo è successo dopo?

    Non so se hai gli anni di Artù o di Lancillotto, in ogni caso è meglio che fai un uso migliore della saggezza, più
    di quanto ne abbia fatto Re Artù. Per cui ti sconsiglio di presentare alla regina uomini della tempra di Lancillotto.

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  15. Lady, la mia è sola una risposta al commento di Artù. Neanche mi sogno di pensare che Artù possa avercela con me solo perchè di diversa opinione. Del resto l’argomento è meno serio di quanto sembri e non faccio guerre per questo. 🙂

    Comunque, giusto perchè mi dai occasione di riflettere, forse posso ammettere una leggera invidia per Artù. 🙂

    *****l’evoluzione del pensiero nasce dal confronto*****

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  16. Invidia per Artù? Per caso mi stai lusingando?

    Se l’evoluzione del pensiero nasce dal confronto, allora confrontiamoci, purché in maniera supereducata…

    *** vabbè, educata e basta…. il “super” toglierebbe vigore al confronto ***

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  17. Carissima Lady Ginevra,
    E’ vero quello che dici “Nel senso che più l’altro ti rifiuta più ti incaponisci??” perchè esiste un’amore diverso, quasi Platonico o Dantesco. Chiamolo Affinità anxhe se nei contrari trova sfogo e spesso anche riluttanza, ma sempre affinità è.

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  18. Ullallà, che grinta, mio caro Matteo! (posso chiamarti caro?)

    Innanzi tutto, non so quanti anni avesse Artù, ma indubbiamente sono più vicino alla sua età che a quella di Lancillotto, quindi per necessità di cose, mi identifico dippiù a lui.
    Sono stato Lancillotto e oggi sono fiero di essere Artù, perché a certi valori non rinuncio.

    Artù ha dimostrato di essere saggio e generoso, ha accolto nella sua casa Lancillotto e lo ha benedetto come fosse un figlio e lui… lo ha ripagato con il tradimento.

    Adesso, se le persone furbe sono le più sagge, allora hai ragione tu, e mi sa che è quello che sta succedendo nella nostra povera Italia oggi, chi ruba, corrompe, chi si arricchisce ai danni degli altri e visto come un “ganzo”, un uomo in gamba, e magari anche votato perché ci governi con le sue furberie, perché l’esempio da raggiungere fa gola a tanti, ma se solo si vive nel rispetto degli altri, ogni cosa è vista nella sua giusta dimensione.

    Artù per me impersona quest’ideale d’uomo, generoso, giusto, saggio, ma mi rendo conto che queste qualità possono essere interpretate male e allora si preferisce la “saggezza” di Lancillotto che indubbiamente fa più presa in certe Ginevre, ma solo in alcune per fortuna, perché le altre hanno ben chiaro con chi hanno a che fare.

    E per le tue massime eterne… “ l’amore ha una sola caratteristica: non dura una vita “, anche su questo non sono d’accordo, l’amore può durare una vita, perchè nel tempo si evolve, diventa tante altre cose, per fortuna dico io, ma è sempre amore.

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  19. PS: il mio vero nome NON è Ginevra, e con certe Ginevre (finora) non c’entro niente (anche se qui non è che scarseggino i Lancillotti, e pure uno più simpatico dell’altro).

    Comunque, nel mio immaginario, re Artù rimane quello straordinario e fascinoso Sean Connery, per cui farei decisamente cose turche.

    *** mmmmmmmm ***

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  20. Artù ti confesso che la mia capacità di espressione è zero. E allora devo chiarire che ho dato del saggio ad Artù e non a Lancillotto, suggerendo ad Artù (chiunque sia) di sfruttare tale veneranda qualità anche per evitare tentazioni alla propria amata.
    Come maturità, anch’io son vicino ad Artù, ma solo per gli anni (mea culpa).
    Grazie per il “caro”, lo considero confidenziale e piacevole.

    Non ho ancora il privilegio di conoscerti mia cara Ginevra, spero sinceramente che prima o poi si abbia l’occasione.

    ******l’amore ha mille volti, ma solo uno si scrive con l’A maiuscola*******

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  21. Un bestiale desiderio non è amore
    solo istinto animale senza cuore

    Niente baci o sospiri profumati
    alito puzzolente e denti cariati

    Nessun brivido, nessuna carezza
    Unghie come artigli e feroce violenza

    Piegata e violata senza via di scampo
    Sarò dannata e sporca finchè campo

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    • Pensa che per certi uomini violentare una donna ha la stessa valenza del fare un gavettone: ce n’era uno su un forum che faceva il verso alle donne che dicono “mi ha ucciso dentro”.

      Ma quante volte sentiamo che le persone che hanno consumato questo reato sono persone che già erano in cella per lo stesso reato e sono state rilasciate? Anche qui, chi è più colpevole?

      Il bestione che segue l’istinto animalesco, o gli onorevoli che hanno legiferato in modo tale che potesse farla franca, o i giudici che quelle leggi le hanno supinamente applicate?

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  22. e per chiusa si potrebbe dire:

    che tu sia sempre maledetto e dannato
    viscido verme va a morì ammazzato 🙂

    Dai quella che tu riporti ha una lirica eccezionale, ma perchè invocare la morte? …… meglio la rabbia.

    ****l’odio e l’amore ti danno le ragioni per vivere*****

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    • Caro Matteo, è chiaro che il colpevole è chi commette la colpa, ma una società che se ne infischia di difendere i suoi figli ha le sue colpe eccome.

      Per quanto riguarda lo stupro, nella donna stuprata spesso non subentra l’odio, ma l’umiliazione; al di là delle responsabilità oggettive e di qualsiasi valutazione razionale, la donna violentata si sente spesso sporca, colpevole, nella maggior parte dei casi si vergogna persino di denunciare l’accaduto. Lo stupro non è una “prepotenza”, ma una tortura, un omicidio, e una persona “morta dentro” non è in grado neanche di odiare, una persona torturata vuole solo che il dolore e la vergogna smettano di torturarla.

      Se il tuo “Ma questa è materia per paesi meno evoluti del nostro… ” era ironico, credo di essere d’accordo con te.

      @Brandy: fortuna reciproca!

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  23. Il colpevole è il pedofilo o il bruto per i delitti di cui sono accusati e giudicati.

    Questi reati contro “la persona” sono orribili perchè ne marchiano la coscienza e la dignità, beni indispensabili per vivere in equilibrio.

    Una società matura e saggia dovrebbe considerare anche i reati commessi nei suoi confronti, ancora più subdoli e con nefaste conseguenze collettive. I reati che offendono la giustizia e il senso della giustizia dei cittadini sono tra questi.

    La pena per i colpevoli dovrebbe essere esemplare.

    Ma questa è materia per paesi meno evoluti del nostro..

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  24. SAlve, troppo vecchio per queste cose da giovani, ma fate bene, daje sorella, faje vede’ di che pasta sei fatta!
    Ma…
    Mi sono commosso leggendo un poco sopra la nostra Lady del Lago che ricorda il mio primo piedino incerto messo in questo blog. Anche io lo ricordo. Un giorno bello e fortunato.
    GRazie a te, sorella, grazie a tutti!

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    • @Brandy: ho rimesso piede in questo post sospinta dal commento di una nuova lettrice e… che tuffo nei ricordi, che nostalgia! Noi ci sentiamo ogni tanto, ma non è come quando eri qui: mi manchi davvero tanto (confido nell’abbonamento alle notifiche, che in qualche modo ti giunga questa mia, ma forse all’epoca in cui ho scritto questo post non esisteva).

      Ciao fratellOne, grazie a te.

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  25. E invece succede caro Matteo, tu non hai idea di come si senta sporca e – anche se irrazionalmente – colpevole una donna che è stata stuprata. Se poi vai a vedere certi iter giudiziari (portava i jeans, quindi era consenziente, ha chiesto “almeno usa il profilattico”, quindi era consenziente), puoi capire come tante donne non denuncino, per non aggiungere al danno la beffa.

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  26. Ma certo che era ironico!

    Mi sa Lady che mi costringi a mettere dei PS.
    E poi “morta dentro” spero sia una metafora. Ritengo che debba passare un messaggio di “vittima della violenza” e di “speranza nella solidarietà”.

    Nessuno può perdere l’autostima per fatti indipendenti dalla sua volontà.
    Siamo positivi anche nella speranza, nel mondo c’è una realtà ben peggiore:
    – bimbi addestrati come kamikaze o soldati;
    – pedofilia;
    – mercato degli organi (gente che sparisce o vende se stessa);
    – riduzione in schiavitù;
    – bombe al fosforo. ecc.

    *****al peggio non c’è mai fine*******

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  27. Non sto e non voglio sottovalutare le conseguenze di uno stupro e neanche l’impatto psicologico del processo, per cui molte donne lo evitano.

    Ci sono provvedimenti legislativi in essere per assicurare pene più severe.

    ******anche ad Auschwitz c’era voglia di vivere******

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  28. Le conseguenze di una violenza del genere sono devastanti e uscirne spesso è un percorso lungo e doloroso,molto di più della punizione inflitta al carnefice.
    E dopo il primo momento di sdegno, l’indifferenza degli altri si fa ancora più pesante e difficile da digerire.
    Anni e anni di psicofarmaci e analisti che difficilmente guariscono le ferite dell’anima.

    ***e c’è chi dice… l’ho fatto per dispetto***

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  29. Pingback: Complicità! « arthur…

  30. Ecco, se io fossi come Nim oggi saprei esprimere il mio stato d’animo. In realtà, mi è perfettamente chiaro, è il riuscirlo a dire “senza di qua” e “senza di là” che mi crea qualche difficoltà. Lei le cose le prendeva sì sul serio, ma aveva una rara capacità di “buttarle in caciara” nel racconto, mettendoci quel sarcasmo che io ho messo in “Issa e il ristorante ai due cornuti” per intenderci, ma lì erano passati 15 anni: quando sono passate 15 ore è più difficile riuscire a prendere le distanze.

    C’è un giochetto che ogni tanto fanno fare nelle varie sessione di corsi di psicologia, ascolto, attenzione e q.a., e consiste nel raccontarsi all’altro, e poi l’altro ti racconta in prima persona, come se si trattasse di se stesso: è un esercizio ottimo per immedesimarsi nell’altro.

    Ce ne sono altri di “giochetti” per legare: non fate i maligni, non sto parlando di mele appese alla corda da afferrare con le labbra e di niente di malizioso o “hard”!!! Parlo di creare una sorta di complicità e di comunione con l’altro, chiunque esso sia.

    Uno di questi giochi consiste nello scovare il più punti possibili in comune: può essere la nonna burbera, o un medesimo gusto alimentare, una cosa qualsiasi. E’ incredibile come funzioni, ci si sente immediatamente affratellati.

    Però a volte questo gioco non si può giocare, o non si vuole.

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  31. …sto passeggiando alla scoperta del tuo blog e leggo delle cose molto interessanti…ci tornerò appena posso prendendomi un pò più di tempo.
    Ti lascio un sorriso

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    • Cara Helen, non so se hai letto tutti i commenti, il tuo intervento qui mi ha fatto fare un viaggio nel tempo: ne è passato così tanto da quando ha scritto questo post, e così tanta acqua è passata sotto i ponti!

      Sono contenta che trovi cose interessanti nel mio blog, c’è anche una categoria che s’intitola, più o meno, “I post più amati (dall’autore)” in cui, quando me ne sono ricordata, ha inserito i post che avevo più a cuore.

      Grazie per la tua cara visita, spero che troverai altri articoli interessanti! 🙂

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  32. Scrisse @Ginevra nel duemila e nove
    buttando nella mischia il suo gran cuore ….
    Ora risponde e intatto è ancor l’ ardore,
    ma il tempo scorre … e gli anni sono altrove !
    😐
    Furon le riflessioni acute e tante
    molti i commenti e le persone care,
    ma io non c’ ero in quel perduto mare
    nè ero ancora un @Cavaliere errante .
    🙂
    Poi venni anch’ io, emerso dal passato,
    però @Ginevra era volata via ….
    Ma amore non perdona a nullo amato,
    così @Diemme è ora amica mia !!!

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    • Beh, caro cavaliere, prima di essere Lady Ginevra ero pur sempre ancora Diemme: come dire, il nome da ragazza, ripreso dopo il divorzio. 😉

      Fiera e felice della tua amicizia e, a proposito di re Artù… il 30 settembre, ora 18:23, anniversario della sua prima apparizione su questo blog, ci sarà una messa in suffragio: ci sarai?

      Per tutti: non fiori ma opere di bene 😉

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  33. Ove Tu sei, @Diemme, sarò anch’ io
    nella cattiva o nella buona sorte ….
    o che sia buono il fato o che sia rio,
    chè @Cavalier son io errante e forte ! 😀

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