L’amore

Quello che mi impressiona dell’amore è che tutti descrivono nello stesso modo i sentimenti che suscita. Possiamo viverlo in maniera diversa, esprimerlo in maniera diversa, possiamo dare o pretendere, può essere altruismo o possesso, ma il cuore lo vive sempre nello stesso identico modo.

Quando proviamo amore per qualcuno – parlo di amore, non di bisogno, o attrazione, o qualunque delle altre cose che vengono solitamente confuse con l’amore -, dicevo, quando proviamo amore per qualcuno, è sempre lo stesso il cuore che perde un colpo quando sente il suo nome, e poi accelera, e quella voglia, e quel bisogno di essere uno solo, quel bisogno che si realizza in quella fusione fisica che è la procreazione, perché che altro è un figlio, se non i corpi dei genitori fusi in uno nuovo, che vive di vita propria?

Essere uno, diventare piccoli piccoli, per fondersi nell’altro, essere parte dell’altro, che ci inghiotte non per divorarci ma per proteggerci, per ricrearci, per accoglierci, per donarsi, per offrirsi, per rinascere.

Cos’è l’amore, è una delle chiavi di ricerca più gettonate in rete. Ma spiegare l’amore è come spiegare Dio (che non a caso è Amore), non si può, o l’hai vissuto, e allora non hai bisogno di parole, o nessuno te lo potrà mai dipingere.

I colori dell’amore non sono quelli dell’arcobaleno, sono piuttosto la luce che ti permette di vederlo quest’arcobaleno, sono il respiro dell’aria, sono tutto ciò su cui la luce si rifrange, e sono la capacità dell’anima di vederli quei colori, di goderne, e di respirare quell’aria.

I colori dell’amore sono quelli della speranza, non a caso ultima dea a lasciare l’Olimpo, della vita, dell’entusiasmo, dell’ottimismo. Sono la forza e la debolezza, la dipendenza e la libertà. Sono coraggio allo stato puro, e forse anche paura. Sono il tempo contratto e dilatato, sono il perdersi dei corpi e dell’età…

“Guarda, ” mi dice una mia amica mostrandomi due foto del marito, una di quando aveva diciott’anni, e una scattata adesso che ne ha settanta “non è cambiato per niente. Guarda, non è un miracolo? E’ proprio identico!”.

E sì, certo, è un miracolo, perché ovviamente non è identico, una foto rappresenta un ragazzo di 18 anni e una un anziano di 70, quello che è identico è il suo amore, quella che è identica è quell’immagine ai suoi occhi che rappresenta sempre l’uomo che ama, sempre lo stesso nell’una e nell’altra foto.

Quando un filo unisce due persone, quel filo è identico, e alle estremità di quel filo due nomi diversi, di persone che si sentono uniche, e che si sentiranno sempre le stesse.

Questo è l’amore. E’ sordità a qualsiasi altro richiamo, perché chi sente quel canto celeste, non può essere interessato certo al gracidare di una rana, ma forse neanche al canto di un usignolo.

Cos’è l’amore, mi chiedevo tempo fa. E forse ora ho trovato la risposta.

(Patrizia Vivanti, 03/05/2008)

© Patrizia Vivanti. Tutti i diritti riservati.

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41 thoughts on “L’amore

  1. Tentare di spiegare l’amore è un po’ come voler spiegare Dio…è vero Diemme, credo sia proprio così.
    E continuando sulla scia di questa analogia mi viene da dire che l’amore esiste per chi sa riconoscerlo, può assumere diverse forme non sempre immediatamente riconoscibili, può presentarsi inaspettatamente e passarti accanto inosservato, travestito addirittura e, a volte, solo col senno del poi, realizzi cos’era…
    Io sono un’innamorata dell’amore, forse persino troppo, tanto da idealizzarlo e creare nella mia mente qualcosa che difficilmente poi trova reale riscontro…l’amore è fatto di tante componenti diverse, è l’incastro perfetto tra corpo e spirito, è “l’amor che move il sole e l’altre stelle”.

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  2. Tocchi – in maniera meravigliosa, come sempre – un tema per me scottante, come sai, in questi mesi.
    L’amore è il sentimento più frainteso, l’emozione troppo spesso equivocata, il legame che viene stretto troppe volte con eccessiva superficialità. Perchè è vero: l’amore è da Dio – è Dio – è in Dio.
    Viverlo nella dimensione umana non vuol dire, tuttavia, declassarlo – tentarne una copia malriuscita. Questo accade quando se ne perde di vista il senso e il vero significato. Vivere l’amore, nella nostra fragilità di esseri umani, di persone piccole e imperfette, vuol dire, secondo me, riuscire a spiccare il volo verso il Sole nella cui luce soltanto si ama davvero. E’ una tensione mai appagata – e forse proprio per questo tanto più vera.
    Mi rimane solo, ora che mi inviti a riflettere su questo, un vago senso di amarezza – la consapevolezza di quanto sia difficile, di quanto sia una scommessa. Soprattutto per l’amore tra uomo e donna: allora non sei tu ad amare, sono i Due che amano, e il miracolo è possibile soltanto nell’unisono dei cuori che si scelgono ogni giorno. Una rara alchimia, possibile quanto difficile, la fortuna e la forza di trovare ed essere La persona giusta.
    Una partita che si gioca in due. Una squadra che non si regge, non può reggersi su di un solo giocatore. Perchè non si è più due, appunto, ma una cosa sola.

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  3. Cara Elle… l’amore, “travestito addirittura e, a volte, solo col senno del poi, realizzi cos’era”… perché quando lo provi è troppo strano, magari è semplicemente troppo, magari il travestimento è difficile da accettare.
    Mi ricordo un fumetto, letto tanti e tanti anni fa, che parlava di una ragazza rimasta unico essere vivente sulla terra. A un certo punto entra in contatto con un altro individuo, maschio, che vagava nello spazio, rimasto solo a sua volta. Il dialogo tra i due si fa continuo, profondo, intenso. Si innamorano (e forse noi in rete sappiamo come questo può succedere…), non so quanto tempo occorrerà all’eternauta per raggiungere la Terra, l’attesa è spasmodica. Il dialogo continua, i due sono sulla stessa lunghezza d’onda, parlano la stessa lingua, e l’amore è sempre più intenso. Il tempo sembra non passare mai, lo spazio che li divide sembra dilatarsi, ma lui c’è, esiste, arriverà, e lei non sarà mai più sola. Poi finalmente arriva, scende dalla navicella, toglie il casco e…. è un primate, evoluto quanto e più degli umani, ma un primate. Lei urla, piange, lo caccia via: “Sei sicura?” chiede lui sapendo che, una volta invertita la rotta, sarà impossibile tornare indietro. Lei insiste, sconvolta, lo manda via. E solo quando lui si è ormai dileguato nello spazio, le ripiomba addosso tutta la sua solitudine, capisce il suo errore, il suo amore, e non potrà fare altro che pentirsi per il resto dei suoi giorni.
    Lessi questa storia venti o trent’anni: fa, mi colpì profondamente, e non me la tolsi mai dalla testa.
    Poi, mi è capitata una storia che le somiglia fin troppo: e l’esperienza non ha saputo aiutarmi.

    Cara Engel, certo che viverlo nella dimensione umana non è declassarlo: siamo umani, in quale altra dimensione dovremmo viverlo? E’ cosa c’è di più magico, di più sublime, di essere tutt’uno con la persona che si ama, quale altra estasi, se è quell’Amore che intendiamo noi, che i suoi baci, le sue mani, il suo respiro, le sue parole… Quale altra strada, se non la progettualità comune, il costruire, cose terrene sì, da una casa a un bambino, a un viaggio, a una piccola cosa, una qualsiasi, da far crescere piano piano, come la rosa del Piccolo Principe.
    Ma l’amore vissuto in una dimensione terrena, non può prescindere dall’altra, quella più alta, che ci fa “amare e onorare” nella buona e nella cattiva sorte, in salute e in malattia.

    *** Un tizio, nella sua descrizone su Libero, ha scritto: “Ma insomma donne, scopate o no?” ***

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  4. Forse l’esperienza in amore non si acquisisce mai, forse non serve affatto, forse “averne passate tante” ci aiuta solo a creare delle corazze e delle armature di ferro che frapponiamo tra noi e gli altri, ma non ci mette di certo al riparo dal ripetere gli stessi errori…che poi sono stati davvero errori?
    In amore puoi far riferimento all’esperienza forse solo se fai prevalere la parte razionale e per come sono io…non funzionerebbe mai, è una minuscola, ma proprio infinitesimale parte di me.

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  5. Cara Elle, se ti fai una navigatina, te ne fai di risate… non si sa se sono peggio quelli con le frasi a effetto o quelli… ehm,… diciamo più diretti!

    Senti questo:

    Mi descrivo
    A 12 anni volevo la fidanzata. A 14 la trovai ma non era appassionata. Al liceo uscivo con una passionale ma era troppo emotiva, e cercai una donna stabile. A 22 ne incontrai una stabile ma era noiosa. Cercai una ragazza emozionante. A 24 la incontrai … ma non reggevo il suo ritmo. Decisi di cercare una donna ambiziosa. A 26 la incontrai: intelligente, ambiziosa e passionale. Era una collega, mi rubò il posto! Adesso, 36 anni, cerco una donna con le tette grosse

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  6. Eppure io su internet, a parte voi intendo, ho trovato un carissimo amico: lui dice che gli sono stata vicina nei momenti del dolore ma, ahimé, ha potuto subito ricambiare. E’ un ragazzo d’oro che, senza nessun altro interesse (attualmente è felicemente convivente con una ragazza che è diventata mia amica a sua volta), si prese l’incarico di darmi quella buonanotte che “lui” mi fece mancare. E ci aggiunse anche il bacio del buongiorno, ogni sera, ogni mattina, il suo tenero messaggio di buonanotte e di buon giorno. Non hai idea quanto io voglia bene a quel ragazzo, e quanto gli sia grato di quella dolcezza….

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  7. Anch’io Diemme ho creato dei legami e degli affetti veri, seppur nati dalla rete che tuttora porto avanti nel tempo.
    Nel periodo della mia interruzione di gravidanza frequentando un forum dedicato al tema, ho conosciuto quella che oggi è una delle mie più care amiche.
    E seppur ci siano centinaia di kilometri a separarci, d’estate cerchiamo di incontrarci, un anno sono stata io da lei e quando poi è nata Petite è venuta lei da me.
    Poi ho un’altra carissima amica, che definisco gemella tanto siamo simili, (guarda caso anche lei siciliana), anche lei conosciuta tramite questo mezzo.
    Non ci siamo mai fisicamente incontrate, ma ci sentiamo via mail e al telefono ogni volta che possiamo.
    Quindi amenità a parte, la rete annulla distanze che un tempo era impensabile annullare ed avvicina persone che difficilmente avrebbero avuto l’opportunità di conoscersi diversamente.
    A riprova che il bene che vuoi ad una persona non si misura certo con il tipo di mezzo con cui riesci a raggiungerla, ma da quel “comune sentire” che unisce al di là di ogni distanza fisica.

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  8. Questo è vero quando il rapporto è di amicizia, ma quando si trasforma in amore… come dice Engel, lo viviamo in una dimensione umana, e il desiderio di abbracciarsi forte può creare tensioni che sono bombe a orologeria.

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  9. Ops, non avevo capito stessi parlando d’amore…cioè il tema del post sì è l’amore, ma il mio commento precedente era riferito solo al tuo n.8, siccome dicevi “Eppure io su internet, a parte voi intendo, ho trovato un carissimo amico…” mi sono agganciata anch’io con le mie esperienze di amicizia.

    Se parliamo d’amore invece sono assolutamente d’accordo sul dire che l’amore ha bisogno di spazi più ampi per essere vissuto e la voglia di annullare quelle distanze che qui sono solo parzialmente annullate, è determinante.
    Poi, ad onor del vero esistono anche le eccezioni.
    Ci sono grandi amori che sono stati consumati anche per via espistolare, ma non esclusivamente epistolare, nel senso che qualche incontro di persona c’è comunque stato.
    Sto pensando ad Ernest Hemingway e Marlene Detrich.
    Tempo fa è stata pubblicata, per volere della figlia di lei mi sembra, parte della loro corrispondenza.
    Cominciarono a scriversi dopo un incontro fulminante a bordo di un transatlantico francese nel 1934 e tennero uno stretto rapporto epistolare fino al suicidio dello scrittore nel 1961.
    In una missiva scritta da Hemingway, che soggiornava a Cuba, lui scrisse: “Sei talmente bella che le foto del tuo passaporto dovranno farle ad altezza uomo. Cosa ti piacerebbe fare da grande? Rompere il cuore degli uomini per 10 centesimi? Sai benissimo che potrai distruggere il mio per solo 5 centesimi, e che ti restituirei la moneta. Ti amo, ti abbraccio con forza e ti bacio intensamente”.
    E Marlene: “L’ho amato immediatamente. Non ho mai smesso di amarlo. L’ho amato platonicamente. Dico questo perché l’amore che Ernest Hemingway e io sentivamo l’uno per l’altro è stato un amore eccezionale nel mondo in cui viviamo: un amore puro, assoluto. Un amore non attraversato da dubbi, un amore oltre l’orizzonte, oltre tomba, anche se so per certo che ciò non esiste. Tuttavia i nostri sentimenti amorosi durarono parecchi anni, anche quando non restavano più speranze per nessuno, né desideri, né voti da esaudire, quando Hemingway sentiva ormai soltanto una disperazione profonda, la stessa che provavo io nel pensare a lui. Era la mia Rocca di Gibilterra, adorava questo soprannome”.

    Ecco, io sarò pure una inguaribile romantica, sognatrice che rincorre chimere, ma a leggere di sentimenti espressi in questo modo e con questa intensità, fa venire sul serio i brividi.

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  10. solo donne qui?
    L’amore, forse se ne parla troppo e in questo modo si svaluta. Ormai, se una poesia o una canzone contengono la parola amore, vengono subito declassate ad un livello inferiore.
    L’amore non dovrebbe neppure essere pronunciato. Promuoverei una moratoria di almeno un anno, divieto assoluto di scrivere, vergare, dattilografare, digitare Amore.
    Obbligo di viverlo però.

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  11. Cara Elle, sarebbe stato meglio viverlo quell’amore… perché quei sogni rimasti incastrati tra le nuvole, impediscono alla vita di riprendere il suo corso.

    @Pan. Non è che non dovrebbe essere pronunciato… non dovrebbe essere pronunciato a vuoto, non dovrebbe essere inflazionato, per non spogliarlo di quel significato che è Vita allo stato puro..

    *** Non pronunciare il nome dell’Amore invano ***

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  12. appunto questo voglio dire. Mi fanno un po’ compassione le madri che chiamano amore i propri figli. E le mogli o mariti che fanno lo stesso con i compagni/e.
    Insomma, è una cosa troppo seria e preziosa per inflazionarla così

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  13. Se permetti Pan, quello è uno dei pochi casi in cui la parola “amore” ci sta bene: più di quello di una madre per un figlio, che amore c’è?

    E il proprio compagno, la propria compagna, se uno li ama veramente, perché non dovrebbe chiamarli “amore”?

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  14. Sì il vero amore è un miracolo, purtroppo è altrettanto raro…la tua amica è stata veramente fortunata. Oggi, invece, ho l’impressione che chiamiamo amore cose – sesso, paura della solitudine, appoggio nella vita quotidiana, compagnia, – che con l’amore non hanno nulla a che vedere e forse per questo sono storie che durano lo spazio di un mattino e lasciano l’amaro in bocca!

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  15. Hai ragione Alla, penso anch’io che ci sia tanta confusione in tema di amore, lo si scambia troppo frequentemente per qualcos’altro, salvo poi rendersene conto e pagarne lo scotto.
    Hai presente “pensavo fosse amore invece era un calesse”?

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  16. “amore vieni qui!, “amore senti…” “amore non mettere le ciabatte sul letto” “amore non pisciare fuori dalla tazza”…
    davvero si può usare cos’ indiscriminatamente la parola amore?

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  17. Amore usato come intercalare, come dici tu Pan, capisco che possa sembrare eccessivo e suonare stonato, ma se chi lo pronuncia lo “sente” veramente? che ne sappiamo noi?
    Io dico che l’amore è un sentimento universale ma che calato nel particolare di ogni individuo diventa poi un’altra cosa, un mondo a sè stante, unico ed irripetibile per ognuno di noi.

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  18. E quello che intendevo io, ma non ho potuto approfondire perché avevo mia figlia che mi saltava sopra. Se io amo una persona, è amore anche quando gli dico di mettere le ciabatte sul letto (beh, veramente una cosa del genere non gliela direi mai!).

    Certo, poi ci sono quelli che ti chiamano amore al mercato mentre ti affettano la mortadella, c’è quel modo snob di chiamare amore e tesoro tutti, non solo le persone per cui non provano niente, ma anche quelle che decisamente butterebbero dalla finestra. E certo, lì è decisamente fuori luogo.

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  19. Cosa c’è di strano nell’intercalare la parola amore…
    Al bagno dove vado al mare, c’è la figlia della proprietaria che quando chiama il suo uomo, che lì fa il cuoco e tra le altre cose cucina in maniera divina, dice: “amore, arthur sta aspettando il filetto al gorgonzola, ci vuole ancora tanto? “ “amore, vado a prendere il pupo, aspettami…” e così via.
    Concordo con Elle, (gemellina per caso?), che l’amore è un sentimento universale e calato in ogni individuo acquista una valenza tutta particolare.

    Certo, come in tutte le cose, l’esagerazione è sempre fastidiosa, ma mettiamo anche in conto che spesso si ha pudore nell’esprimere i propri sentimenti, ed anche un semplice intercalare diventa, agli occhi dei più, una stortura.

    Su cos’è l’amore, una risposta ho cercata di darla in quel famoso post “cos’è l’amore” e adesso tu, cara Diemme, dici che hai trovato la risposta… io più che altro sono felice di averlo vissuto, e forse più che conoscerlo, c’è l’ho dentro come sensazione, come emozione e questo mi sembra tantissimo.

    *** E poi, amo tutti voi… ***

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  20. Ma è implicito, a te di più, di più…che domande, e poi, chi è che mi vuole esautorare?

    Fammelo conoscere che gli dico due paroline, non di più, solamente due. E poi, basta, non mi difendi più?

    Evvabè, anzi evvabè detto con cipiglio corrucciato…

    *** Auguri…Tener_Tesorisia, non ricordo se te li ho già fatti… auguri… auguri… auguri… ***

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  21. Mica non ti difendo… diciamo che non offendo lui…

    Come dissi a B. quando tornò dopo due anni e mezzo di latitanza e, trovandomi al quinto mese di gravidanza, mi rimproverò di non averlo aspettato

    *** Non è che non ti ho aspettato, ho ingannato l’attesa… ***

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  22. Pingback: Baciarsi e fare pace « Diemme

  23. Diemme carissima,

    sono venuta nel tuo universo per consegnarti il premio The Honest Scrap Award.

    (Condizioni del premio: raccontate ai vostri lettori 10 cose che si sappiano o meno di voi ma che sono vere. Indicate dieci persone che hanno diritto al premio e siate sicuri di far loro sapere che sono stati contrassegnati (un breve commento sul loro blog andrà bene). Non dimenticate di collegarvi di nuovo al blogger che vi ha premiato.)

    Non so se scriverai il tuo post, ma se lo facessi fammelo sapere. Stella incantata

    http://stellasolitaria.wordpress.com/2009/08/27/the-honest-scrap-award/

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  24. Ehm …… Lady @Donna&Madre, mi piace molto questo tuo Archivio” di Post a me sconosciuti, che di tanto in tanto estrai, non immemore mai, dalla tua affascinante ed inesauribile Borsa di Mary Poppins !
    Ti chiedesti : “Cos’ è l’ Amore” ?
    E ti rispondo ora : “E’ l’ Amore, o non è” !
    Se tuttavia vuoi approfondire la mia sintetica risposta, consentimi di esprimerla con dei versi yeatsiani che un tempo inviai anche alla tua ‘pronipote al cubo’ :

    “quanti amarono i tuoi istanti di lieta grazia
    e amarono la tua bellezza
    con falso e vero amore,
    ma un solo uomo amò in te
    l’anima pellegrina
    e amò il dolore del tuo mutevole volto” .

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  25. Che belli questi due post che hai appena rispolverato, diemme, questo e quello a cui dai risposta. Quando dici: ma come fai a sapere se sei innamorata? e la risposta, beh se lo sei lo sai. Questi due post, che non avevo ancora letto, completano il dibattito che ho aperto sul mio blog, suscitato da uno splendido post di D&R.
    Perché mi sono resa conto di aver vissuto una vita senza amore. Nel senso di aver amato, sempre nel modo sbagliato. Non sono ancora riuscita ad assaporare ciò che tu così bene descrivi. Forse non ci riuscirò mai.
    Ma è bello sognare.

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    • Io ho vissuto una vita piena d’amore, ma l’ho pagato caro. Forse ne ho conosciuto talmente tanto che non riesco ad accettare amori di serie B e “adattamenti” vari.

      Mi dice una mia amica, a fronte della mia lunga solitudine: “A te t’ha rovinato Otello, quello t’adorava, e tu meno di quello non accetti, ma qui non si adora più neanche la Madonna!”.

      Che tristezza però: non capisco e non mi adeguo 🙄

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  26. Ehi Diemme, l’ho ritrovato. Questo post l’ho letto più volte. Stavo per cliccarci sopra I like, ma l’avevo già fatto tempo fa. In quel breve elenco che ti ho mandato per posta privata mancava questo post. Non è tra i primi primi che ho letto, ma m’è rimasto nel cuore insieme a quello dei palloncini 😀
    Buon pomeriggio…continuo a leggere…ciao

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    • @Luisa: sì, è un post che amo molto… e che dispiacere quando me l’hanno copiato. In effetti la polizia postale avrei potuto avvisarla, se ne becco un altro lo faccio.

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  27. Ohhh, è meraviglioso tutto quello che sei riuscita a scrivere e come lo hai scritto ed io ti ringrazio tantissimo per avermi segnalato questo post…
    Mi è piaciuto molto il racconto della foto, è incredibile come, guardando le cose con gli occhi dell’amore, tutto risulti perfettamente trasfigurato ed eterno….
    Sai, purtroppo, non ho ancora figli, quindi non posso pienamente capire la sensazione del corpo dei genitori, fusi in un altro corpo, nuovo, indipendente e che vive di vita propria, ma ti confesso che è il mio più grande desiderio…
    Ciao Diemme e grazie ancora… 🙂

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    • @Deborath: quanto mi dispiacque quando mi copiarono questo pezzo!

      Purtroppo quello di essere copiata è un mio destino (antipaticissimo) da quando ero alle elementari, ma certe cose, come questa, le sento più mie di altre, e mi sento particolarmente ferita dal plagio.

      Peraltro il deficiente lasciò pure, non rendendosene conte col copia/incolla, il link al post “Cos’è l’amore”, che si trova nell’ultima riga.

      La signora della foto è una mia ex-collega, ora in pensione, e la devi sentire ancora oggi come parla del marito! Lui ora è in trasferta a Milano, e lei l’ha seguito perché senza di lui che vita è, e poi lei vuole coccolarlo, vuole che quando lui rientra trovi qualcosa preparato da lei… sono deliziosi!

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  28. Oh, immagino la tua rabbia ed ho letto anche quel post…
    Mah, la gente non ha proprio altro da fare…
    Anche io ho riportato nel mio blog dei pezzi presi in prestito da amiche di blog, ma dopo averne chiesto esplicito consenso ed averne messo il link e solo perchè in quel momento rispecchiavano perfettamente il mio stato d’animo profondo ed io non riuscivo ad esprimerlo meglio…
    Bella la tua amica, bella bella…
    Si vede che, però, anche lei è molto amata…
    Un forte abbraccio…

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    • Sicuramente è molto amata.

      Io generalmente il consenso non lo chiedo, anche la licenza con cui ci tuteliamo (si fa per dire) recita che basta citare la fonte, (e soprattutto non attribuirsene la paternità!). Io comunque mando sempre il feedback o trackback che sia, così all’autore viene comunicato immediatamente (e, generalmente, gli fa piacere, al contrario del furto).

      Tutti citiamo parole che ci si attagliano in quel momento ed è bello per l’autore essere citato, e sapere che ti rispecchi in uno stato d’animo da lui espresso: ma, questa, è tutt’altra cosa dal plagio, anzi!

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