La mendicante

mendicante.jpg Ho una sensazione d’angoscia da un po’ di giorni. Non c’è un motivo speciale, ho solo addosso un’ansia sottile, a cui non riesco a dare un nome.

E’ con questo stato d’animo che stamattina arrivo alla solita fermata, dove trovo la solita mendicante, accucciata ai piedi di un’albero. E’ poco che ci sta. La prima volta mi sono stupita, soprattutto per la posizione: non era, come stanno solitamente, con la schiena appoggiata al muro e il viso rivolto ai passanti. Lei stava sul ciglio del marciapiedi, ai piedi di un albero, con lo sguardo verso il muro.

E’ giovane, anche se non saprei dire quanto. Schiava? Probabilmente. E noi, crassi occidentali, che ogni mattina le passiamo accanto per andare al lavoro, non facciamo niente.

Ma – e la mia domanda non è un alibi – cosa potremmo oggettivamente fare? Sapete quante volte ho denunciato situazioni a vigili e servizi sociali? Ti fanno passare la voglia.

Mi ricordo una volta che presi particolarmente a cuore una mendicante. Veniva con una bambina, poco più piccola della mia. Cominciai con il chiederle se le servivano abiti per la piccola, glieli portai… che effetto vederla vestita con gli abiti di mia figlia! Le chiesi il nome: suo, della bambina e… la bambina si chiamava praticamente come la mia. Cioè, il nome era diverso, ma il significato lo stesso. Mi sembrò un segno del destino.

La presi tanto a cuore, smossi mari e monti, e qualcosa ottenni. Le fu fatta la tessera sanitaria, la bambina sembra che prese ad andare a scuola, ma più di questo non fu possibile fare. Le chiesi il nome della scuola, per poter parlare con la maestra, per far avere alla bambina tutto il necessario (non intendevo dare soldi a sua madre, non do mai soldi ai mendicanti), ma non mi fu possibile saperlo. Mi rivolsi ai servizi sociali che io stessa avevo messo in moto, ma loro avevano trasmesso la pratica a una cooperativa sociale, che a sua volta aveva passato la palla all’assistenza sociale che operava nella zona dove abitava la donna (chiaramente in roulotte) , che aveva subappaltato a una cooperativa che si occupava di portare i bambini a scuola… insomma, ne ho perso le tracce.

Per quanto riguarda la madre, mi dissero invece che non aveva alcuna intenzione di essere aiutata, che aveva rifiutato qualsiasi tipo di offerta (alloggio in una struttura, frequentazione di corsi di italiano e di economia domestica), e la pratica era stata chiusa.

Cambiai lavoro, e non la vidi più.

Giorni fa l’ho rincontrata, spalle al muro, a mendicare a un angolo di un’altra strada. Mi ha fatto tante feste quando mi ha visto, ma la mia prima domanda è stata per la figlia (ormai ragazza): “Dov’è? Cosa fa? Come sta?”.

“E’ in Romania”, mi ha risposto.

Domani, quando andrò a prendere l’autobus, probabilmente troverò la stessa ragazza, lacera e sporca, a mendicare sotto il solito albero. O forse no.

In ogni caso io, e tutti gli altri, prenderemo l’autobus, quasi senza guardarla, e ci immergeremo nella nostra quotidianità. Forse con una sottile ansia addosso.

Che Dio ci aiuti.

12 thoughts on “La mendicante

  1. Nel quartiere dove abito dal ’93, c’è un ragazzo, ormai uomo, che con un sottovaso verde si mette fuori dalla chiesa. E tutti gli danno qualcosa. PIù di dieci anni fa mio padre si fermò a parlare con lui che gli raccontò la propria storia di profugo, senza lavoro e tutto il resto.
    Sono trascorsi 15 anni. Lui, prima di ogni messa arriva in motorino, lo parcheggia un po’ in là e poi sta lì, a farse dare qualcosa, scambiare qualche parola, fumare una sigaretta. Porta la stessa giacca a vento, gli stessi abiti. Una volta l’ho visto cacciare una donna che si era messa accanto per chiedere l’elemosina.
    Quello che mi chiedo io è: possibile che in 15 anni, e forse più, non abbia trovato una sistemazione? Possibile che la questua sia diventata parte integrante del suo stipendio?

    "Mi piace"

  2. A volte penso che mendicare sia una mentalità, piuttosto che una necessità. Come ho scritto, la mendicante che io volevo aiutare rifiutò qualsiasi tipo di aiuto: voleva il permesso di soggiorno, non una possibilità di vivere diversamente. Una volta mi raccontò che il “marito” l’aveva portata in Sardegna: a fare che? A chiedere l’elemosina, naturalmente! La cosa mi fece persino ridere. Ha tentato anche di “subappaltarmi” l’attività, invitandomi a fare collette in ufficio, per raccogliere soldi ovviamente da versare a lei.
    Chissà se pure i lenoni (gli sfruttatori…) si prendono ogni tanto le proprie protette e gli dicono “Cara, prepara le valige: ti porto a battere in Costa Smeralda!”.
    Certo che il mondo è proprio vario…

    "Mi piace"

  3. Già, non si finisce mai di conoscere le persone e io, anche se può non sembrare così, mi astengo sempre dal dare giudizi. O almeno, questo è l’imperativo che mi do ogni giorno. Cerco sempre di comprendere, non fino al punto di accettare qualsiasi cosa ma comprendere le ragioni, quello sì.

    "Mi piace"

  4. …oggi leggo le beatitudini… leggo, non predico. Le beatitudini non si predicano: non sono per gli altri. Nessuno può darle a parole. Se le predico, tutti notano che io ne sono fuori. Cristo no, lui solo parla dal di dentro di ogni beatitudine: lui povero, mite, pacifico, misericordioso, lui il percosso, il morente… Che non si possano predicare l’ho capito bene in un lontano Ognissanti, quando mi fu imposto dietro minaccia: Tu prete oggi non predicherai… E quel giorno il prete ha letto soltanto: ma nel leggere egli piangeva e gli altri piangevano. Le parole che hanno la virtù di far piangere, o di gioia o di vergogna, non si predicano…

    Don Primo Mazzolari

    "Mi piace"

  5. La vista di un mendicante, non riesce a suscitare più di tanto la mia attenzione.
    Mi emozionano tante altre cose, un disabile, un barbone che dorme su una panchina, un ubriacone che barcolla camminando, ma che non chiede l’elemosina, un anziano, ma un mendicante mai.

    E’ più forte di me e, in lui vedo la parte peggiore di noi. Spesso, oltre che mal vestiti, hanno anche uno sguardo implorante, per meglio fare leva sui nostri sensi di colpa, ed allora, la mia indifferenza diventa rabbia e, se insistono, intolleranza.

    Tutte le mattine andando in ufficio, ad un semaforo c’è sempre il “solito” che chiede l’elemosina.
    E’ un giovane, con una barba lunga e nera come il carbone, cammina aiutandosi con un bastone, con una gamba storta e il piede…lasciamo perdere.
    Le prime volte che lo vedevo, avevo provato anche della compassione nei suoi confronti ma, il suo modo di chiedermi dei soldi, la sua espressione, mi aveva fatto ritornare subito sui miei passi.
    Un giorno, l’ho incontrato per strada che correva su una bicicletta, e le sue menomazioni erano improvvisamente sparite.

    Ecco, in un mendicante io vedo una malafede cattiva, deleteria, oltre che ipocrita e, la cosa mi offende profondamente.
    Questa sua esasperata mancanza di dignità, appositamente studiata, mi fa sentire inutile, in colpa non per i pochi centesimi che non gli ho dato ma, perchè assolutamente inerte, in una società che sempre più spesso fa degli espedienti un suo modello di vita.
    Magari non sarà per tutti così, ma la gran parte lo è senz’altro.

    "Mi piace"

  6. Concordo a 360°, e io non do mai l’elemosina per principio. Se me la chiede un bambino, gli posso offrire un panino, un gelato. Potrei persino portarlo in un negozio e rivestirlo (cosa del tutto inutile, perché per mendicare più sono laceri i vestiti, e meglio è, e non gli permetterebbero di indossarne di nuovi), ma i soldi mai. Intanto perché dare i soldi a un bambino che mendica significa ucciderlo, alimentare il mercato dello sfruttamento minorile e non solo.
    Per quanto riguarda gli adulti, so bene tutti i trucchi e gli espedienti a cui ricorrono, e quello che ha visto Arthur non è il primo invalido guarito miracolosamente appena girato l’angolo. Una volta vidi una scena di una “mamma” che mendicava con un bambino in braccio: a un certo punto venne un’altra donna, la prima le porse il bambino, e si diedero il cambio.
    Perà bambini rapiti e donne costretti ad andare a mendicare a furia di bastonate, purtroppo, ce ne sono.

    "Mi piace"

  7. Si, hai ragione tu.
    Sono stato precipitoso e la fretta è una cattiva consigliera.

    Ho fatto una associazione di idee tra il cap. 5 di S. Matteo sul discorso della Montagna,un pensiero di Madeleine Delbrel che ti riporto in calce(staccato dal resto,al centro, il punto che il tuo comportamento mi ha ricordato) e il cap.25 sempre di S. Matteo su come comportarsi con il prossimo.
    Parla degli ultimi e dovrebbe farci riflettere su quanto comunque noi abbiamo infinitamente più di loro. Anche se spesso ci ingannano, usano dei trucchi e mentono.

    Tu hai fatto una bellissimo gesto, segno di un cuore pieno di tenerezza e puoi stare certa che il Signore ci aiuta.
    Tutti i giorni è insieme a noi. Siamo noi che ce lo dimentichiamo, non Lui.

    Penso si possa anche dare del denaro in elemosina quando non abbiamo altro mezzo.
    Ogni situazione è differente,ma quello che credo conti è il senso di Carità e questo alberga nel nostro cuore. E’ sempre lo stesso indipendentemente da come lo attualizziamo. Dobbiamo chiedere al Signore di aumentarlo. Questo si.
    Il Signore guarda quello.

    Beatitudini della strada

    Beati quelli che lungo la strada
    sanno ridere di se stessi:
    avranno il divertimento assicurato.
    Beati quelli che sanno distinguere una montagna
    dal mucchio di terra scavato da una talpa:
    si risparmieranno molti fastidi.
    Beati quelli che sono capaci di riposare e di dormire,
    mentre gli altri fanno baccano e cercano scuse:
    dimostrano di essere saggi.
    Beati quelli che sanno tacere e ascoltare,
    impareranno ogni giorno cose nuove.
    Beati quelli che sono abbastanza intelligenti
    per non prendersi troppo sul serio:
    saranno apprezzati dai loro compagni.

    Beati quelli che sono attenti alle necessità degli altri,
    senza però sentirsi indispensabili:
    saranno seminatori di gioia lungo il cammino.

    Beati quelli che sanno ammirare un sorriso
    e dimenticare in fretta una smorfia:
    la loro strada sarà illuminata dal sole.
    Beati quelli che pensano prima di agire
    e che pregano prima di pensare:
    eviteranno di fare molte sciocchezze.
    Beati quelli che camminano in silenzio
    e quelli che sanno cantare con gusto:
    la loro strada li porterà lontano.

    Scusate il mio dilungarmi.
    Vi auguro buona domenica.

    "Mi piace"

  8. Oggi riporto “a galla” questo articolo, perché ha avuto stranamente molti accessi, e quando succedono queste cose è generalmente perché è stato citato da qualche parte.

    Lo vado a rileggere, e tanti pensieri si affacciano alla mia mente:

    tra cui quello che la mendicante, a quella fermata, non c’è più da tanto tempo.

    "Mi piace"

  9. In pochi giorni 2 persone mi hanno chiesto soldi. Uno mi si è quasi buttato sotto le ruote dell’auto e mi ha chiesto i soldi per un caffè(tonto), l’altro era un bambino che girava per il cimitero del paesello chiedendo monetine. Sua madre era seduta all’ingresso, con sguardo supplice tendeva la mano. Era molto ben pasciuta. Non ho dato un soldo. Sono d’accordo, eventualmente dò un panino o frutta, soldi mai. Comunque mi da fastidio che mi si importuni o che mi si rincorra, come altre volte mi è capitato. Certo, non sono i mendicanti classici, ma vivono comunque d’espedienti e non mi piace. Alcuni riescono a guadagnare bene con questa tecnica, io, come tanti, mi sono dovuta spaccare la schiena.

    "Mi piace"

    • Una volta, per la strada, c’erano a mendicare un uomo e una bimbetta: l’uomo, appena mi ha visto, ha detto alla bambina “Ecco, adesso che passa la signora, tu vai là, dici che hai tanta fame, e tendi la mano”.

      Come dire, una professione che si tramanda di padre in figlio 😯

      "Mi piace"

  10. Pingback: Carità pelosa? « Diemme

Dimmi la tua!

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.