Un vero amico

amicizia.gif Mi è arrivato via e-mail questo passo, che condivido volentieri con voi: 

Un semplice conoscente, quando viene a casa tua, agisce come un invitato.
Un vero amico apre il tuo frigo e si serve.
Un semplice conoscente non ti ha mai visto piangere.
Un vero amico ha le spalle temprate alle tue lacrime.
Un semplice conoscente non conosce i nomi dei tuoi genitori.
Un vero amico ha i loro numeri di telefono nell’agenda.
Un semplice conoscente porta una bottiglia di vino alle tue feste.
Un vero amico arriva presto per aiutarti a cucinare e rimane fino a tardi per aiutarti a pulire
Un semplice conoscente detesta che tu lo chiami dopo l’orario in cui è abituato ad andare a dormire.
Un vero amico ti chiede come mai hai messo tanto tempo a chiamarlo.
Un vero amico si informa della tua romantica storia d’amore.
Un semplice conoscente potrebbe fare dell’ironia su questa.
Un semplice conoscente pensa che l’amicizia è finita dopo una lite.
Un vero amico ti chiama dopo una lite.
Un semplice conoscente si aspetta che tu sia sempre pronto per lui.
Un vero amico è sempre pronto per te.  

Lo pubblico non solo perché l’amicizia rappresenta un fattore importante nella mia vita (settore di successo!), ma perché in questi giorni mi capita che se ne parli anche per altri motivi, su cui chiedo la vostra opinione: 

1)      Può esistere l’amicizia tra uomo e donna?

2)      Può esistere l’amicizia tra ex? 

Il concetto che più mi ha colpito di questo passo è stato: Un semplice conoscente pensa che l’amicizia è finita dopo una lite. Un vero amico ti chiama dopo una lite.

Penso che l’esperienza insegna a noi tutti che non è così: le amicizie, anche quelle vere, possono finire per un semplice malinteso, se si è troppo orgogliosi, se si è in una fase della vita in cui non si riesce a dare il giusto peso ai fatti, se…

E quello che è più inaccettabile è che amicizie magari ventennali finiscono senza che se ne dica il perché, e qualcuno rimane a leccarsi le ferite attonito, ferite che faranno male per sempre, togliendoci persino la voglia di reinvestire in un affetto amicale. 

3)      Perché finisce un amicizia? (E qui, per la mia opinione, vi rimando al post “L’amico perduto”).

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16 thoughts on “Un vero amico

  1. Non amo mooolto queste classificazioni e/o perle di saggezza : talora mi sembrano ricavate dai bigliettini dei ‘baci perugina’, talaltra da estrapolamento inesatto di frasi di grandi Pensatori …. raramente mi appaiono indotte da originarie riflessioni ! In generale, esse mirano, con la pretesa di semplificarla, ad ingabbiare la complessità dell’ animo umano .
    E l’ amicizia …. poi, è veramente difficile da esprimere a parole, senza picchettarla e/o, non di rado, sminuirla in qualcosa di inferiore .
    Purtuttavia, cara @Diemme, poichè scrivi che l’ amicizia è stata motivo di successo nella tua vita …. provo a rispondere alle tue ( non nuove ) domande .
    1) Può esistere l’amicizia tra uomo e donna ? Secondo me SI’ … ma a certe condizioni .
    2) Può esistere l’amicizia tra ex ? Talvolta sì …. se i due ex ( amanti ) si sono lasciati essendosi, “per entrambi”, quietamente esaurita la propria passione d’ amore .
    3) Perché finisce un’ amicizia ? Resto del parere che, una VERA AMICIZIA, NON FINISCE MAI …. anche se spesso capita di definire “amicizia” un sentimento che, in realtà, NON LO E’ !
    Augh !!!
    @Cavaliere “Tashunka Uitko” … ha parlato ! 😀

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    • Bruno, intanto volevo farti notare che l’articolo, riproposto, è del 2007, scritto agli esordi del blog.
      Secondo poi, se l’ho scritto all’epoca e ieri pure riesumato, è perché ci credo, e la penso ora come allora. Ovviamente, tutto va preso con le molle e interpretato, adattato alle circostanze (dubito che i miei amici abbiano il numero di mia madre, ma spesso l’hanno incontrata, compreso Xavier).

      Mi ha colpito, ora come allora,

      “Un semplice conoscente pensa che l’amicizia è finita dopo una lite.
      Un vero amico ti chiama dopo una lite”

      e infatti Xavier io lo chiamai. La prima volta rispose con voce tra l’asettico distaccato e l’imbarazzato, le due o tre volte successive non rispose proprio.

      Per quanto riguarda il punto uno, tu dici “a certe condizioni”, ma non specifichi quali, e invece mi farebbe piacere che lo facessi, anche perché ho intenzione di scriverci un post da qui a poco, “L’amicizia ambigua”.

      Per il punto 2 sì, può esistere, ma dipende da come i due si sono lasciati, e da quello che è successo dopo, se si sono sistemati con qualcun altro, se sono felici o che. Nel mio caso, posso parlare di rapporti sereni con i miei ex, non certo di amicizia.

      Per il tre no, non sono d’accordo. Io, in coscienza, di certi rapporti finiti non potrei mai dire che non siano state vere amicizie, ma solo che le persone sono cambiate, e quelle che erano state mie amiche non esistevano più, dissolte nell’aere.

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  2. Vedi, amica cara, NON sei Tu che puoi dire se siano state o no “amicizie” vere, non ne sei abilitata … nè potrei esser abilitato io, poichè Tu … ed io siamo stati i soggetti ( e talvolta gli oggetti … ) di questo meraviglioso sentimento, e la nostra visione NON PUO’ ESSERE CHE DI PARTE, e quindi faziosa . Soltanto IL TEMPO, col suo scorrere impietoso, lo può dire, ed il suo responso è che L’ AMICIZIA, QUANDO E’ TALE, NON FINISCE MAI …. e va oltre l’ amore, non di rado sprezzando anche la vita, ove sia in gioco la vita e la felicità dell’ amico !
    Mi dispiace tantissimo ( e lo sai bene … ) per @Xavier … so quanto ne soffri e quanto ti pesi la sua mancanza, ora, ma continui ad assegnare al suo allontanamento da te una causa ( e cioè l’ interessata, sporca azione distruggitrice di @Rosa di Mag …. ehm … di @PDF ) che, a parer mio, è “sbagliata” … Inoltre, Tu scrivi “che le persone sono cambiate”, il che è giusto … chi non cambia ???
    Ma la scienza ti potrebbe dire che sì l’ apparato umano cambia, le cellule che lo costituiscono col tempo si sviluppano, crescono in vitalità, ed infine, descrivendo una parabola, esse deperiscono, cessano di esser vitali … e muoiono, eppure c’ è in noi un quid che, la scienza stessa, definisce IMMUTABILE .
    In quel quid di immutabile, risiede l’ Amicizia, tutto il resto è “chiacchiere e distintivo”, sentimenti umani condivisibilissimi e che, tuttavia, nulla hanno a che vedere con l’ Amicizia !
    Valeas …. amica mea ! 🙂

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    • Non sono d’accordo, se non lo sanno i diretti interessati se fu amicizia vera, chi altri potrebbe saperlo? E poi io MAI ho dato la colpa dell’allontanamento di Xavier a Pelodifiga, mica è un pupazzo che lei manovra, ci mancherebbe! L’ho data, eventualmente ALLA SITUAZIONE che si è creata con Pelodifiga, che ha fatto di lui un’altra persona, distante, obnubilata, ingiusta, ma è chiaro che la responsabilità è unicamente sua, che lui è l’amico che si è allontanato, sua è la decisione, lui è stato colui che ha permesso a una terza parte di mettersi tra me e lui, buttando ai pesci anni e anni di rapporto costruito e consolidato. Dandone la colpa a nocumento Pdf le si darebbe troppo onore!

      Per il resto, rimango della mia idea, le persone cambiano, e quelle che sono state tanto amiche, tanto veramente e sinceramente amiche, potrebbero semplicemente non esistere più.

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  3. Non capisco perché si voglia a tutti i costi dare una definizione di amicizia e stabilire dei requisiti o delle condizioni, sussistendo i quali essa si possa ritenere esistente.
    E’ già molto quando si giunge alla conclusione che verso una tal persona non v’è inimicizia, intesa come un sentimento ostile, avverso…. dopo di che i rapporti “in positivo” con l’altro possono avere un’infinità di sfumature e di intensità che non sono classificabili e inquadrabili, sia per difficoltà oggettiva, sia perché sono mutevoli e soggette a cambiamenti, anche rapidi, nel tempo, per cui è illusorio avere o pretendere di avere una rappresentazione statica e schematica dei rapporti interpersonali esistenti… rappresentazione della quale in effetti non vedo alcuna utilità. 😉

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    • Ma definire serve a capire, in fondo il linguaggio è un fatto convenzionale, perché non metterci d’accordo su che cosa s’intende con “amico”? Poi è chiaro che l’amicizia ha varie gradazioni.

      Da qualche parte ho letto che l’amico è quello a cui puoi chiedere un favore, aggiungerei un favore che gli costi un sacrificio, perché una tazza di zucchero la puoi chiedere pure alla sconosciuta vicina di casa, ma anche su questa definizione non sono d’accordo, perché dipende da chi sei tu, chi è l’amico, e qual è il sacrificio che gli chiedi (potrebbe avere delle ottime ragioni per rifiutartelo, senza nulla togliere all’amicizia!).

      Io una volta, proprio nel contesto delle tante parole scritte proprio in occasione del volontario allontanamento di Xavier e dell’infame comportamento di Pdf, che per me un amico è una persona che mi vuole bene disinteressatamente e con cui c’è un rapporto improntato alla sincerità (e infatti con Pdf la storia è finita, o meglio, si è palesata come mai esistita, per tradimento della fiducia accordata e gratuito propinamento di balle). Ovviamente, a questo si dovrebbe aggiungere il piacere di stare insieme, ma sai che secondo me non è neanche così necessario?

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  4. Avrei tante cose da dire … talmente tante che penso di scrivere un post (sempre se riesco a trovare il tempo!). Dico solo che l’amicizia tra un uomo e una donna può esistere ma prima o poi è destinata a trasformarsi in altro unilaterlamente … almeno questa è la mia esperienza. Tra ex l’amicizia è possibile ma ci vuole un po’ di tempo, non subito. E non è nemmeno detto che sia destinata a durare a lungo e anche questa mia opinione è dettata dall’esperienza.
    Infine, amico o meno, uno che viene a casa mia e apre il frigorifero per servirsi da solo per me è un maleducato. Scusa la franchezza ma non credo che l’amicizia si misuri attraverso questo tipo di parametro.

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    • Io non credo sia “destinata”, né a trasformarsi né, se nel caso, a trasformarsi unilateralmente.

      Questa è una delle opzioni, le altre sono che potrebbe non trasformarsi mai, o che potrebbe trasformarsi per entrambi.

      Anche tra ex, l’amicizia può esserci anche da subito, soprattutto se si era arrivati al capolinea per stanchezza, e l’amicizia, l’affetto oramai solo fraterno, c’erano già da prima.

      Per il frigorifero sono assolutamente d’accordo con te: l’avrei voluto commentare io, o nel post o negli interventi successivi, ma il tempo è stato tiranno e mi hai preceduto: qui comunque non devi scusarti mai per la franchezza, è il valore che più apprezziamo e poi, a parte la disponibilità ad accettare idee diverse, spesso e volentieri, come in questo caso, diverse non sono!

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  5. SCRIVETE … SCRIVETE …. SCRIVETE GENTI, qualcosa resterà !
    In fondo, DE AMICITIA, hanno scritto @Platone, @Cicerone, @Virgilio, @Seneca e, nel corso dei secoli, tantissimi altri Uomini di questa caratura … ed ancor oggi ne parliamo ! 😀

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  6. Cara Diemme,
    questo dell’amicizia è un tema molto delicato e articolato. Per molti motivi, per le mie piccole esperienze dirette e indirette e per tutti i risvolti emotivi che sono collegati ad esso, personalmente credo che vi possano molte differenti sfumature e dinamiche che ruotano intorno all’amicizia.
    La connessione forte che si istaura tra due amici veri penso che difficilmente possa essere schematizzata in regole e in dinamiche che possano avere il sapore della consuetudine, sicuramente non quello della certezza.
    E per un esempio che risponda ad uno dei quesiti in un determinato modo, portandoci apparentemente a definite conclusioni, sono certo, ne troveremmo facilmente un’altro che sembrerebbe contraddirle. Persino sulla questione del frigorifero, quando ci si imbatte in un amico con tante stelline e molta sintonia, forse ci può essere il caso in cui dalla porta aperta del frigorifero esce solo aria fresca e non maleducazione.
    In fondo ognuno di noi, preso singolarmente, ha sempre una fetta di originalità e di autenticità che lo rende unico nel senso più sublime che la sua unicità in questo Universo possa rappresentare. Prendiamo due esseri originali, che entrano in sintonia alla loro maniera, mischiando mente e sentimento per anni, e quello che salta fuori sicuramente esula da qualsiasi scontatezza. E come dici tu in un commento solo i due che costruiscono e vivono la loro connessione possono comprenderne, con il cuore, prima ancora che con la mente, la forza della loro unione.
    Poi è sicuramente vero: l’amicizia non è l’unica relazione tra persone, esistono interazioni che la superano in intensità e in forza, difficilmente in durata, e non è infrequente il caso in cui l’amicizia scema o si interrompe nel tempo, perché nella vita ci sono scossoni e due persone in armonia, per continuare ad esserlo, devono saper gestire in dinamico equilibrio anche il cambiamento. Che si sa, è davvero una brutta bestia.
    Ma mi piace pensare che l’amicizia vera e profonda abbia una sua natura camaleontica, che sa sorprendere e forse è la vera essenza della sua energia straordinaria.
    Ma quando ci dovremo cimentare con le tue osservazioni sull’ “amicizia amigua” se ne dovrà riparlare. 🙂

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    • Sì, sono d’accordo con te. In effetti, dipende da tante cose. Lo stesso Xavier, quando veniva da me, e in casa mia alloggiava, il frigo lo apriva a malapena per prendersi da bene, ma in passato avevo amici con cui c’era una diversa confidenza, e quando erano qua erano a casa loro (però bisogna dire che tra i giovani funziona sempre in un modo diverso).

      Per quanto riguarda il post che ti ho promesso, sull’amicizia ambigua, prometto che appena riuscirò a concentrarmi un po’ lo scriverò! Però posso anticiparti una cosa: quando c’è quel momento, in cui si crea quell’atmosfera magica, in cui tutti e due capiscono che si è sulla terra di confine, quel confine bisogna superarlo, altrimenti, molto probabilmente, non si potrà fare mai più. E mai più significa che quando una delle due persone si rivolgerà al “mercato estero”, per l’altra persona non rimarrà che vederla andar via.

      Nota per tutti: non mi sto minimamente riferendo a Xavier, col quale suppongo che quel momento non ci sia mai stato, e se c’è stato non me ne sono accorta.

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    • Una bella risposta. Mi è piaciuta molto.
      Aspetteremo tranquillamente senza fretta il post che verrà. Il tema, lo sappiamo bene, ha bisogno dell’ispirazione buona per essere sviluppato. 😉
      Però, già che ci siamo, dalle tue parole mi par di intuire che ci potrebbe essere un altro argomento da approfondire, perché la questione del frigo che può avere dinamiche diverse in funzione della “giovinezza”, non volermene, non so perché, mi ha fatto pensare al fatto che esiste un’età anagrafica e un’età interiore. Nella vita ho conosciuto giovani vecchi dentro, adulti infantili e persone più che mature con l’entusiasmo e le energie di un giovane rampante. E anche questo lo trovo affascinante.

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