
Carissimi amici,
spiacente di propinarvi mielosa cassetta con mici, ma come sapete non ho immagini mie, né tempo e/o abilità acquisite per ritoccarle, ergo mi devo beccare quello che passa il convento.
Per ora, quello che mi premeva è far passare l’iniziativa, e cioè che è nata “La cassetta delle idee”, dove potete postare i vostri consigli per il miglioramento del blog, o qualche critica costruttiva, (poche ed educate, mi raccomando, che sono una bimbina sensibile!).
Mi fanno piacere tutti i ritorni che mi avete voluto dare finora, ma sono sicura che qualcuno qualcosa di negativo qua e là l’ha pensato, magare un semplice “a me piacerebbe più così”, ”peccato che ci sia/non ci sia questo o quello”, “secondo me… ” etc. etc.
Ecco, mi farà piacere ascoltare le vostre idee (leggerle piucchealtro), e sentitevi liberi di scrivere ciò che volete: tanto eventualmente censuro, dov’è il problema?































sighhhhhhhhhhh…
da tradizionalista preferisco il blog precedenteeeeeeeeeee
anche se questo è più completo….
uffa
***un bacio adoratatissimissimaaaaaaaaaa***
Mi sono persa tutti i widget. Ho provato a ripristinare il vecchio template, generalmente li recupera, ma una modifica fatta nell’altro probabilmente ha fatto saltare tutto. Avevo una vecchia pagina aperta, ho recuperato quello che potevo da là. Le pagine glitter sono “ite”, non ho certo il tempo di rimettermi a cercare tutti i disegni.
Panta rei… Se avessi saputo che avrei dovuto ricrearli tutti, magari l’avrei fatto sul nuovo template.
*** Quando si dice girare in tondo! ***
Io un’idea ce l’ho. A dire il vero è più una constatazione.
Dunque, chi approda in un blog, di solito dopo la lettura degli ultimi post, s’incuriosisce. Ed allora legge gli “about”, curiosa nei cassetti del passato, fino a che, dal fondo della classe alza la mano e dice: “ecco…vorrei dire una cosa anch’io”.
Questo secondo l’etica di un vero lurker. Poi, ovvio, ci sono quelli più sgamati – solitamente altri blogger – che lasciano immediatamente altri commenti od osano, addirittura un ” il tuo post mi sembra interessante. Più tardi lo leggerò con calma ma sappi che lo apprezzo”.
Questo lungo cappello per dirti che il tuo blog, da un po’ di tempo
a questa parte, è, come dire, un po’ blindato.
A meno che non abbia problemi io, non ci sono più archivi disponibili, quello spazio, per me, bellissimo che era “l’angolo delle chiacchere” o un “un posticino tranquillo”, è ormai sparito, o meglio, chiuso dalla password.
E guarda che non è per il fatto di non averla che lo cito (hai spiegato anche i motivi di questa scelta), perché, come ebbi modo di dirti, a parte casi particolari, è una pratica che non mi è molto simpatica.
A quanti capitoli eri arrivata? Tanti.
Allora ero un commentatore alle prime armi, però era interessante avere un luogo così.
Topo d’archivio, vecchia braghera (impiccione), ripercorrere la vita del blog mi restituiva l’immagine del sito, e tua, nel suo divenire. Mica ho preso appunti, però spesso seguo più agevolmente alcuni riferimenti che fai.
Tanta gente è passata di qui, molti non li ritrovo più, ma questo penso che sia fisiologico.
Non conosco i motivi intimi e precisi che ti hanno portato a questa decisione. Però ogni tanto mi mancano, anche se, come dici, siamo i re degli off topic.
Mo’ te l’ho detto.
Più che una constatazione, una contestazione…
Sì, hai ragione, anche a me manca l’angolo delle chiacchiere. Sai quante volte avrei avuto qualcosa da dire, un episodio, una riflessione… oggi per esempio, andando a curiosare qua e là gli articoli su Mike Buongiorno, in un servizio sulle sue vallette, è spuntata la foto di Ylenia Carrisi. Io ho seguito, come la maggior parte degli italiani, tutta la storia della famiglia Carrisi, dai primi timidi incontri di Albano e Romina, il grande amore, matrimonio, nascita di tanti figli… e poi, il dramma, la sparizione di Ylenia, e tutto quello che ne è seguito.
Ecco, avevo iniziato a scrivere un post, rimasto abbandonato accanto ad altri 34 circa… un post è impegnativo, una chiacchiera no, e poi l’esperienza sul campo ci ha dimostrato che da cosa nasce cosa, a volte i vostri stessi commenti erano talmente interessanti e coinvolgenti da diventare a loro volta post. La mancanza dell’angolo mi lega le mani, credo anch’io, come blogger, di provare la stessa identica cosa di voi che mi seguite.
Comunque, è un momento un po’ particolare, ho all’incirca un tre “lutti” da elaborare. Comunque, vi devo pure fare una tirata d’orecchie, perché a tutti piaceva leggere e a pochi scrivere, e allora…. cosa si legge se non scrivete? Per questo sono tornata alla vecchia politica del classico post, io affronto un argomento,voi esprimete un vostro parere, magari pure un “esterno” non ha bisogno di trovarsi “dentro” l’atmosfera e il clima del blog per lasciarci un suo parere.
Comunque, di getto, ti direi “riapriamo l’angolo”, ma mi sembrerebbe un po’ intempestivo rispetto al post che ho scritto ieri, programmato da qui a un po’, in cui dico “Cari amici, mi riprendo i miei giocattoletti e mi ritiro sul cucuzzolo della montagna”…
Va beh, un po’ di tempo manca, vediamo un po’…
A proposito di about, anche l’about da qualche tempo non c’è più: si passano questi periodi, fa parte della mia natura la voglia di arroccarmi. Io non sono una solitaria, ma una che di tanto in tanto a bisogno del suo eremo sì.
Mo me l’hai detto. (grazie…
)
Come ti ho detto, in quel periodo ero “giovane” e titubante. Però mi leggevo anche le cose più datate con gusto.
Sicuramente il suo successo era dovuto anche alle persone che frequentavano il blog (indistintamente), ben assestate e riconoscibili.
Infatti ora le presenze sono quasi tutte relativamente giovani e questa esigenza non sembra così sentita.
La valutazione sarebbe stata comunque tutta tua, ovvero la corrispondenza con i tuoi bisogni/desideri.
Mi preoccupa di più che stia arrivando ad un punto di saturazione.
Non conosco gli accadimenti o le emozioni, ma immagino che siano piutosto pesanti.
Dacci la possibilità di parlarne insieme, se ne hai voglia e se non hai la sensazione di scoprirti troppo.
Un momento di stacco della spina, se non impulsivamente definitivo, è più che dovuto, è sacro.
Caro Bal, sai che non ho problemi ad aprirmi, ma quando le cose coinvolgono altre persone mi pare giusto rispettare una loro minore disponibilità all’apertura. Anche in fase di “sciabordate”, ho espresso miei stati d’animo, miei sentimenti e risentimenti, ma non posso mettere in mezzo scelte di vita altrui.
Sicuramente l’atmosfera creata da quelle persone “ben assestate e riconoscibili” mi manca, ma non perché poi le abbia perse (la maggior parte di loro sono persone che frequento e sento anche quotidianamente), è quell’atmosfera che si era creata e abbiamo perso che mi fa male, è il non riuscire a perdonare chi, per un malinteso senso di non ho capito bene cosa ha causato tutto questo, che è una persona che ho amato profondamente, ma che non sono mai più riuscita a vedere come prima (né niente mi ha aiutato a farlo).
Certo però che, se sarà, sarà un semplice stacco della spina, non cancellerò il blog (come altri hanno fatto, lasciandomi di stucco). E poi, credimi, quando si ha un blog, ci si sente in dovere di scrivere qualcosa, e vorrei avere per questo uno spirito che generalmente ho, ma non in questo momento.
Ogni mattina leggo il giornale e c’è sempre qualcosa che vi vorrei raccontare, ma è l’entusiasmo che fa cilecca.
Non è solo Arthur ad avermi fatto male, ma altre persone che ti trovi poi a dover ignorare in situazioni in cui avrebbero oggettivamente bisogno di te, ma non puoi (te lo ricordi il mio famoso sogno del serpente cui salvavo la vita?), altre di cui ti chiedi “Ma che è successo?”, altre ancora in cui lo sai benissimo che è successo, e magari sono cose buone, e sei contenta per quelle persone, ma il risultato è che non ci sono.
Non tutti poi se ne sono andati inseguendo la felicità o in seguito a “malintesi” (veramente, sono stati intesi benissimo… ), altri stanno combattendo dei drammi familiari insostenibili, stanno vedendo spegnersi i propri cari senza poter far niente, e anche se non li senti la testa è sempre lì, e se non hai notizie, lo è ancora di più, e perdi la concentrazione su mille altre cose.
Ecco, oggi mi sento così…
Loud and clear. (scusami, ogni tanto qualche scappatella esterofila mi piace).
Ancora spunti, sul tuo modo di vedere e sui blog.
Sicuramente ne riparleremo.
Non è che fai come me, che quando dico “torno a parlarne più diffusamente” è il momento che mi eclisso? Non intenzionalmente, s’intendo… fossi pure io allergica agli impegni?
Stasera faccio passo.
Prendiamola con calma, ci saranno occasioni, sono sicuro.
Ps aggancio qui una risposta all’ultimo tuo intervento da Mrs:President.
Guarda che il mio perché sì vuol dire fermarsi a valutare la situazione e, di conseguenza, assumersi la responsabilità del proprio agire.
Il perché no, corrisponde a chi dice “che me frega, a me va di farlo e lo faccio, per il resto non sono cavoli miei”.
Non è che diciamo la stessa cosa a termini invertiti?
‘notte anche da qui, che sono cotto.
Ma certo che stiamo dicendo la stessa cosa a termini invertiti!
Tu dici “Perché sì” di fronte al negativo, io “Perché no?” per il positivo.
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@Bali: richiesta accolta.