Da bambina sognavo di dire: “Lo voglio”

bacio_rospo “Pessima educazione” lamenta oggi mia sorella pensando alle nostre fantasie di bambine, e non posso darle torto: sogni fuori della realtà, di un mondo che esce direttamente dalle fiabe di Cenerentola e Biancaneve e dai racconti del libro Cuore.

Grandi valori, sogni smisurati, perdita del senso della realtà, concretezza zero.

Cresci, pensando solo al tuo dovere e a lui, il principe azzurro, lo aspetti  e proprio per potergli dire “Ti ho aspettato: non mi sono lasciata andare mai, perché sapevo che saresti arrivato”.

Cresci, cresci, cresci.

Ti sembra di vederlo, come richiedono tutte le fiabe che si rispettino. D’altra parte la nonna, quando leggeva le carte, lo vedeva sembre quell’uomo che ti avrebbe reso felice, cionondimeno il mazzo di carte rimane l’unico luogo in cui l’hai visto.

Cresci, cresci. Magari sei pure bellissima, ma non lo sai, ti fanno il filo, ma non ricambi, e quando ricevi la tua prima dichiarazione non puoi non pensare “E’ lui”.

Cosa gli chiedi? Di amarti, naturalmente.

Sbagliato, nulla al mondo di più sbagliato: l’amore non basta, non è mai bastato, non basterà mai. E poi, per di più, neanche ti ama.

E’ solo il primo di quelli che ti spezzeranno il cuore, che spremeranno il tuo tempo, il tuo spazio, la tua fatica, la tua buona fede, per poi lasciarti a piangere (eventualmente tentando poi di tornare, perché altrove non hanno trovato la stessa cosa).

“Profumi di moglie” mi diceva con tenerezza mio marito: ma il suo di odore era quello della superficialità e dell’incoscienza.

Sono 15 anni che sono sola e devo dire che, purtroppo, è da allora che sono felice. Stanca, stanchissima, ma felice. Forse con un pizzico di entusiasmo in meno di quello che avrei avuto se avessi accanto l’anima gemella, questo sì, lo ammetto.

Però felice.

Da bambina sognavo di dire: “Si, lo voglio”. Oggi sogno di desiderarlo ancora perché non mi sento mica normale.

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27 thoughts on “Da bambina sognavo di dire: “Lo voglio”

  1. Leggo le tue parole e mi rivedo bambina, seduta nell’angolo della mia camera a sognare il mio principe. In realtà ero un maschiaccio e non stavo mai ferma, quindi è strano questo ricordo legato a questo sogno.

    Mi scende una lacrimuccia quando leggo…sono 15 anni che sono sola e devo dire che purtroppo è la allora che sono felice (secondo me non solo perchè sei sola ma perchè hai cio che a me manca). Queste parole mi fanno pensare alla mia Amica Ale che spesso mi dice: NON TI HO MAI VISTA FELICE IN UNA STORIA…e io a rincorrere fantasmi e a illudermi ancora una volta…

    Ho deciso mi prendo un periodo sabbatico (domani arriva il post): niente sesso (questo non è difficile, non ho una storia); niente flirt telefonici (che poi qdo ci si incontra la magia è gia bruciata attraverso le bollette della vodafone); niente cercare di conoscere gente (in alcun modo); niente riesumare fantasmi o antichi flirt (tutti flop); non crederò alle mille balle dei mille indecisi, dei mille intrappolati in loro stessi (si sono intrappolati x il desiderio di farlo, l’unica cosa che potrei fare è mettere in tappo alla lampada e lasciarli li per sempre). Ho gia detto spesso: non cerco nulla e poi un fantasma ricompare o conosco qcn. Basta magia immaginaria. Basta feeling sognati. Alla fine io sono da sola, e sono felice di non essermi mai convertita alle avventure e alle storie di sesso.

    Principe, se stai arrvando allunga la strada, perchè anche se mi passassi sui piedi mi sa che non ti vedrei…a presto mio principe….

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    • Eccomi finalmente a rispondervi. Oggi in ufficio giornata infernale, e poi una volta a casa niente linea. Ho aspettato pazientemente per un paio d’ore che il segnale si stabilizzasse, poi ho telefonato all’assistenza e appena ho dato il numero telefonico si è sbloccato; ora, essendo la centesima volta che capita, anche quando il numero viene fornito al servizio automatico, permettete che pensi che non sia un caso?

      Ma veniamo a noi e al nostro principe azzurro.

      @Stella: io ho adottato questa strategia (niente forzature di situazione), e infatti… :lol:

      Scherzi a parte, quello che ti dice Ale è una situazione tutt’altro che rara: si è infelici con un uomo, serene da sole, ma si continua a cercare un compagno. Una volta una collega, parlando della sua situazione sentimentale, mi disse: “Io ho deciso di rimanere sola perché non mi fido DI ME, dei miei criteri di scelta, del mio fiuto che funziona al contario”. Mi fece ridere, ma certo il fatto è inquietante, perche ritengo che sia vero, e non riguardi certo lei sola.

      Scherzi a parte, ma l’errore che facciamo non sarà proprio quello di aspettare un principe, invece di accettare un uomo con tutta la sua umanità? Non sarà per questo che caschiamo nella rete di chi ci rimbambisce di chiacchiere romantiche, ma poi non ci porta un bicchiere d’acqua se siamo assetate e con una gamba ingessata?

      Una volta lessi un libro (era il libro cult di una mia collega) che si intitolava “Se sono così meravigliosa, perché sono ancora single?”: divertente, e forse vale la pena di rileggerlo, ma nel frattempo potremmo farci un serio esame di coscienza.

      1) Siamo timide?
      2) Siamo, al contrario, troppo aggressive?
      3) Vorremmo anziché un uomo uno psicanalista addosso al quale riversare tutta la lamentazione funebre della nostra triste e trista esistenza?
      4) Abbiamo paura?
      5) Non siamo capaci di accettare i limiti e le fragilità dell’altro?
      6) Siamo nate nell’epoca sbagliata?

      Insomma, io un esamino di coscienza comincerei a farmelo…

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  2. Intanto sei normalissima….perchè dopo un’esperienza sbagliata sfido io chiunque sano di mente a volerci riprovare :)
    Invece io rappresento il caso contrario. Da bambina o adolescente non ho mai sognato il matrimonio, il vestito bianco, le foto. Anzi mi faceva proprio terrore l’idea di dover essere per una giornata al centro dell’attenzione generale……aiuto!!! Tant’è che quando il mio ex mi parlò di matrimonio, io saggiamente declinai l’invito, e da lì iniziai a riflettere a tutta la nostra storia, che finì, manco a dirlo, dopo soli 2 mesi dalla sua proposta!
    Per cui, quando ho conosciuto il mio attuale compagno, da poco separato dalla sua ex moglie, ho quasi tirato un sospiro di sollievo! “Ecco qualcuno che non mi chiederà di sposarlo” ho pensato…..
    Eppure, eppure….. dopo aver passato del tempo con lui, e dopo averci condiviso il sonno, i problemi, le risate, le quotidianità, gli affanni……..
    Ora sì che vorrei dirgli “LO VOGLIO”.
    Ora mi fa impazzire l’idea che – per almeno per i prossimi 2/3 anni – non potrò essere sua moglie.
    Ora penso a quanto sarebbe stato bello potergli giurare amore eterno davanti a Dio.
    Ma tutto questo non avverrà, soprattutto non in Chiesa.
    Ci sposeremo in Comune, una cerimonia semplice con una decina di persone e via….. tutto sommato un giusto compromesso tra la mia ritrosia per le feste megagalattiche mangiasoldi che si fanno ora e la voglia di creare un legame speciale con quest’uomo che aspettavo da tutta una vita.
    Baci, L.

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    • @Liviana: quanto mi ha fatto piacere leggerti. Tanti auguri e, tra 2 o 3 anni, fammi un fischio che ti vengo a gettare il riso (e a prendere i confetti… ;) )

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  3. L’amore…non basta mai, ci ho creduto, ho desiderato che bastasse…so solo che la vita ti cambia, e quello che prima sembrava importante dopo assomiglia al niente… troppo poco per essere felici…poco amore forse…dato, ricevuto…naufragato…so solo che sto male, dentro, nel’anima, nel profondo…resta un pezzo di vuoto incolmabile.
    Io non voglio sognare più.

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  4. Presente! pure io da piccola sognavo il principe azzurro e lo sogno ancora!!!
    Sogno un amore come quello che vedevo nei film- che ormai posso rivedere solo su rete4 al pomeriggio quando sono a casa- eppure io l’amore non l’ho mai avuto…

    Ultimamente sto facendo una riflessione a tal proposito analizzandomi, come mai solo io sono sola?
    Non ho mai avuto autostima di me stessa, figurarsi poi stare al centro dell’attenzione in quelle rare occasioni.. quando capitava mi sentivo “male” come un pesce fuor d’acqua nonostante fossi insieme ad amici e gente che conoscevo…

    E poi oggi l’episodio che mi ha fatto riflettere e lo fa tutt’ora, ma io sono veramente pronta per un amore?? o sono ancora una ragazza immatura ma che la sua carta di identità rivela tutt’altro?? non lo so, so solo che le difficoltà della vita le affronto sempre abbastanza bene appena un amico ha un problema io sono sempre pronta ad ascoltarlo e consigliarlo e la frase che mi sento ripetere spesso è “tu siiiii che sei forte / tu siiiii che sei matura!” e allora perché difronte all’amore non lo sono??

    Mi piace un ragazzo e al posto di dimostrare la mia maturità il mio coraggio mi chiudo a riccio appena lui si avvicina, vado in pallone e assumo un aria accigliata che pure il mio migliore amico avrebbe paura a parlarmi… ma perché mi capita tutto questo??? qualcuno sa rispondermi??

    Scusa Diemme per lo sfogo….

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    • @pensierieperline: non scusarti per lo sfogo, siamo qui per questo e per noi è un onore che tu voglia condividere i tuoi pensieri. Bene l’esame di coscienza, bene il pensare che tu sei così e colà, ma è pur vero che l’uomo che cerchiamo è la nostra mezza mela, quello a cui piaciamo esattamente così come siamo.

      Una mia amica era arrivata quasi a trent’anni senza aver conosciuto nessuno, timida da morire, un mare di fragilità eppure… il destino le ha messo sulla strada, in modo piuttosto rocambolesco, la sua mezza mela: una delle poche coppie felici che conosco, di quelle al cui matrimonio mi sono commossa, perché si vedeva lontano un miglio che era un matrimonio vero, fatto con tutti i sentimenti, i principi e le intenzioni e, infatti, sono passati tanti anni e regge che è una meraviglia.

      Allora, lanciamo un appello: o uomo che ci ami esattamente come siamo, batti un colpo se ci sei e, hai visto mai, magari potremmo ricambiare, e amarti così, senza destriero, senza mantello rosso e tuta azzurra con una grande “S” gialla.

      Insomma, proviamoci…

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  5. Pensierieperline,
    che nome carino…beh non sei solo tu ad essere sola, io la sono e sto bene. Certo vorrei qcn accanto…ma la vita a volte è strana

    Diemme, abbiamo saltato qualche passaggio ma non dovevamo scrivere nei rispettivi blog del blog gemello????

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  6. Anch’io, come Stella, sono colpito dalla frase “sono 15 anni che sono da sola”, ma più che altro perché qualcosa non mi torna, hai una figlia meno che quindicenne o poco più…

    Come può essere?

    A volte vedo donne bruttissime accoppiate, altre che potrebbero avere molti uomini invece rimanere single, penso che la chiave sia l’insicurezza di cui le donne sono spesso prigioniere e le single ancora di più.

    Meno insicurezza ragazze, e soprattutto…

    ma basta con ‘sta palla del principe azzurro!!

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    • E infatti, caro Fra’, a noi che piacciono le formule matematiche applicate all’amore o a ciò che per esso è sopportabile la formula di oggi è:

      età della figliola + periodo di gestazione = 15,qualcosa. :lol: :lol: :lol:

      Dai, diciamocelo, detta così fa ridere!

      Io non credo che il problema sia l’insicurezza, piuttosto il panico. E certo, basta co’ ‘sta palla del principe azzurro, però che sia una persona perbene, con la quale sia piacevole stare, di cui potersi fidare: meno di questo, no no no.

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  7. Uhm….io non voglio sposarmi di certo,ora come ora preferirei andare in malesia,farmi crescere barba e capelli,arruolare una marmaglia di pescatori malesi e dirgli che sono la tigre di Mompracem ! Sai mai che mi venerano come il re degli straccioni ! :lol: p.s. non ho sonno…1 pecora…2 pecore…3 pecore…

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  8. Fra,

    credere al principe azzurro è volere rimanere ancora un po’ bambini. E’ non smettere mai di sognare.

    Qualche commento fa, Sonia, ha scritto che non sogna più. Ma sognare è un modo per vedere a colori anche quando dentro è tempesta. E ti posso assicurare che le tempeste ci sono anche per Stella, pur essendo solare, allegra e felice per quello che è e per cio’ che ha. Al puzzle (proprio letto così come dicono i tedeschi) manca sempre un tassello, ma non è detto che il tassello mancante sia proprio il principe azzurro. Il tassello mancante potrebbe essere accettare l’idea di stare da sola. E lo dico per l’ennesima volta sto bene da sola, anche x’ quando sono sola sono felice, ma come commentava Diemme forse x’ non ho mai trovato la persona giiusta, affascinata da strrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr…i
    Certo che ricevere msg-ini è bello, pensare all’uscita, all’we o a quando lo rivedrai (e gente anche il sesso ci vuole) ma bisogna cercare di trovare l’equilibrio dentro noi stessi e non in un rapporto di coppia. Stella non ha la scienza infusa, ma ha lavorato tanto su se stessa e continuera’…

    un abbraccio amici….

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  9. @stellasolitaria: grazie per il complimento del nickname ;D in effetti se analizziamo a volte l’essere soli ha anche i suoi vantaggi! però ultimamente sono più le volte che voglio accanto qualcuno che non siano i miei famigliari o i miei amici… una persona che si collochi tra queste due “categorie”
    Ma la paura di soffrire troppo mi blocca e alla fine questo “progetto” non va mai in porto per via della sottoscritta!

    @Diemme: spero che i tuoi problemi di connessione si siano risolti… non oso immaginare la tua assenza dal blog per giorni! :P Grazie per la tua risposta… non so alla fine in certe situazioni risulta più facile sfogarsi/confidarsi con delle persone “estranee” piuttosto che gli amici.. pensa che stamattina a me è capitato un caso analogo… in posta fila kmetrica arriva il turno di un signore che dopo aver passato la sua bolletta ha iniziato a sfogarsi per la sua vita che in questo periodo gli è avversa… alla fine la fila si è allungata ancora di più ma nessuno ha detto niente e quel signore è uscito con qualche soldo in meno nel portafoglio ma con una sensazione di leggerezza per essersi sfogato ;D

    PS: grazie grazie grazie grazie :D

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    • I miei problemi si sono risolti telefonando al gestore (che cambierò as soon as possible), e credo che la storia della copertina troppo corta sia valida anche per loro. Questo ora se ne esce che è colpa dei filtri, che interrompono la comunicazione ogni 62 secondi (ma dopo che ho telefonato a loro il filtro era sempre lo stesso però la connessione c’era… ).

      Sì, la gente ha bisogno di parlare, ma anche di ascoltare, perché chi parla si sente meno solo, si sente capito, e chi ascolta ne esce arricchito. Scrissi qualcosa tempo fa in proposito, proprio partendo da un post letto. Se ti va di darci un’occhiata, il link è questo: http://donnaemadre.wordpress.com/2007/12/11/parlare-ed-ascoltare/

      PS: grazie a te grazie a te grazie a te!

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  10. Sono sempre più convinta di una cosa: il destino è sempre dietro l’angolo. Anche io, dopo una storia di 7 anni chiusa sull’orlo di un matrimonio (e di una crisi di nervi :) ), ho imparato a stare sola. E’ difficile, credetemi. Perdere le abitudini, le cene fuori del sabato sera, pensare che non puoi più farti aiutare da lui nel disbrigo di tutte quelle piccole rogne domestiche.
    Ad un certo punto poi mi ero creata l’alibi che in fondo mi piacesse addirittura stare da sola, e che avrei rinunciato alla mia libertà così faticosamente (ri)portata in equilibrio…. solo per una persona speciale.
    E invece no. Quando è arrivato lui nella mia vita, la storia aveva tutte le premesse per essere quella “sbagliata” per antonomasia. Eppure siamo ancora qui. Con amore e rispetto.
    Vi regalo questa citazione, non per fare la figa-pseudo intellettuale de’ noartri…. ma perchè sintetizza al meglio il Liviana-pensiero al riguardo. Buon weekend!!!

    “Gli incontri più importanti sono già combinati dalle anime prim’ancora che i corpi si vedano. Generalmente, essi avvengono quando arriviamo a un limite, quando abbiamo bisogno di morire e rinascere nuovamente.
    Tutti sanno amare ma la maggioranza deve apprendere di nuovo, ricordare come si ama.. e tutti, senza alcuna eccezione, hanno bisogno di bruciare nel fuoco delle proprie emozioni passate, di rivivere gioie e dolori, cadute e riprese, fino al momento in cui sono in grado di intravedere il filo conduttore che esiste dietro ogni nuovo incontro.
    Si, perché un filo c’è sempre…”
    (P. Coelho, 11 minuti)

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    • Speriamo che sia vera questa storia delle anime! Qui ho incontrato due persone che, indipendentemente dal fatto che il rapporto possa o meno trasformarsi in sentimentale, secondo la nostra astrologa di fiducia, sono due incontri scritti nel cielo.

      Uno è “L’incontro” quello karmico, del tipo però vincente-perdente; a quanto ho capito, dal punto di vista astrale, c’è uno che deve pagare un debito karmico e l’altro che deve riscuotere. Spero vivamente di essere quella che deve riscuotere, perché quella megasòla della nostra astrologa, dopo avermi dato queste informazioni dal finestrino della macchina mentre me ne stavo andando via, si è dileguata.

      L’altro incontro è “L’anima gemella” (non necessariamente sentimentale), rapporto del tipo vincente-vincente. Io non ci ho capito niente, lei mi sa che prima di settembre non riuscirà ad uscire dall’apnea, dunque…

      Come diceva Battisti? Lo capiremo solo vivendo…

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  11. Antonella e Tonino, si, avevano lo stesso nome, nessuno sapeva da quanto tempo stessero insieme, neppure loro perché si conoscevano e frequentavano da bambini, forse il primo bacio era datato 24 mesi prima ma che importanza poteva avere, loro si amavano e basta.
    E amandosi come ci si ama a 20 anni, Antonella restò incinta. Nessun problema disse Tonino, noi ci amiamo, col mio lavoro posso sostenere la famiglia, sposiamoci! E un piovoso giovedì d’ottobre, jeans e scarpette da tennis, perché quello era l’unico abbigliamento che conoscevano, si recarono al Municipio di lei per contrarre matrimonio. Lettura di pochi articoli del codice, scambio degli anelli (regalo di nozze dei testimoni, una coppia di amici di Lotta Continua) e in quattro e quattrotto erano marito e moglie. Si fiondarono, con pochi amici, al bar che frequentavano di solito per il rinfresco, poco più di un aperitivo con l’aggiunta di una torta fatta in casa, e partirono subito dopo per il viaggio di nozze, destinazione Firenze.
    Ad Antonella avrebbe fatto piacere andare a Parigi (successivamente Tonino la porterà 4 volte, sempre in occasione del suo compleanno), ma Tonino aveva un carico pendente per una sciocchezza di qualche mese prima e la carta d’identità valida per l’espatrio gli era stata ritirata dal giudice in attesa della sentenza, poi i soldi erano pochi e servivano per cose più importanti, e Antonella, un po’ per non far dispiacere Tonino, un po’ perché con gli occhi dell’amore sembra tutto più bello, si mostrò felice e soddisfatta di quel viaggetto.
    Dopo pochi giorni fecero ritorno a casa. Un vano con angolo cottura e bagno, arredata come una sezione di partito, che avevano in fitto da tempo per i loro incontri amorosi.
    Vado veloce, Antonella partorì un batuffolo biondo dagli occhi verdi, una bambina bellissima, la più bella del mondo, la gioia di Tonino e quando la piccola non aveva ancora spento la sua prima candelina, Antonella rimase di nuovo incinta. Debilitata da una brutta bronchite che l’aveva ridotta a 38 chili, Antonella al quarto mese perse il bambino e fu un dramma perché lo voleva fortemente e questa cosa l’avrebbe segnata per tutta la vita. Poi vennero gli anni della costruzione, un lavoro al Ministero per Antonella, una casa tutta loro nel posto più bello della città, un mutuo da pagare, grandi sacrifici per una buona istruzione alla figlia e a seguire gli anni della spensieratezza, auto nuove, barca al pontile, viaggi e divertimenti, qualche litigata d’obbligo ogni tanto ma sempre insieme e sempre innamorati. Dopo vent’anni di matrimonio, Antonella sentì il rapporto scricchiolare, vuoi per il nuovo incarico lavorativo di Tonino che lo vedeva sempre in giro per clienti, vuoi perché Tonino qualche scappatella se l’era concessa e a una donna certe cose non sfuggono. E allora, forse per riannodare quel rapporto che le stava scivolando di mano, forse per un rimpianto di quel bambino perso, espresse il desiderio di un altro figlio che purtroppo, anche impegnandosi seriamente insieme, non venne mai.
    Gli anni passarono tra alti e bassi, la coppia non era scoppiata ma il rapporto si andava deteriorando.
    La bambina, ormai dottoressa viveva una vita autonoma e anche il cane, che per 15 anni aveva fatto parte della famiglia, regalando loro gioia e impegni quotidiani, li aveva lasciati. Antonella a questo punto, in occasione dei 25 anni di matrimonio, chiese a Tonino quell’impegno davanti a Dio che forse le mancava. Si sposarono in Chiesa e, pronunciando “SI LO VOGLIO”, Tonino vide la sua Antonella piangere.
    La prossima scena… che ve la dico a fare, Antonella e Tonino, dopo poco più di 4 anni, in un’aula di tribunale (un box 5×3) a firmare la loro separazione, davanti a un giudice che non tenta neppure la benché minima riconciliazione.

    Di Antonella non so, ma Tonino mi ha detto che pensa spesso a quel “SI LO VOGLIO”.

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    • Beh, a questo giro mi hai fatto venire i lucciconi (forse anche perché Tonino è una delle persone che ho incontrato a Napoli, ovviamente non conoscendo questa vicenda). Tutta una vita, racchiusa in poche frasi, tanta tenerezza (però, un po’ scavezzacollo il Tonino, eh?), uno spaccato di vita di gioie e dolori, ricchezza e povertà, sempre insieme.

      Molti rapporti scricchiolano per la perdita di un bambino, è una di quelle circostanze in cui, solitamente, le donne non si sentono mai capite abbastanza, vuoi per un diverso modo di vivere il dolore, vuoi perché il progetto di vita che è in grembo alla donna per l’uomo spesso diventa reale solo quando vede la luce. Se a questo ci si aggiungono le scappatelle, il ripetere “lo voglio”, il santificare un’unione nata forse sotto una stella più laica (anelli marcati Lotta Continua ;) ), è stato forse un estremo tentativo di “pulire” quello che la perdita del bambino e le scappatelle di lui avevano in qualche modo sporcato.

      Forse insieme all’acqua santa occorreva un po’ di detergente, ma qual è il detergente in questi casi? La comprensione? L’amore arrabbiato ma forse mai sopito?

      Ti dico la verità, dentro di me mi auguro che questa storia non finisca così; auguro con tutto il cuore a Tonino e Antonella un terzo sì, magari davanti al giudice per la riconciliazione: che vuoi cuggi’, io sono una romantica!

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  12. Preso da qui: http://www.warriorofthelight.com/ital/index.html.

    Amore

    Nel mondo c’è sempre una persona che aspetta l’altra, tanto in mezzo a un deserto come nelle grandi città. E quando queste persone si incontrano, e i loro occhi si incrociano, tutto il passato e tutto il futuro perdono qualsiasi importanza, ed esistono solo quel momento e quella certezza incredibile che tutte le cose sotto il Sole sono state scritte dalla stessa Mano.

    La Mano che risveglia l’Amore, e che ha creato un’anima gemella per ogni persona che lavora, riposa e cerca i tesori sotto il Sole.

    Perché, senza questo, i sogni della specie umana non avrebbero alcun senso.

    Ecco, nonostante tutto, io ci credo…..

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  13. Rientro nella categoria delle bimbette romantiche, con il sogno di quel benedetto principe azzurro, però non ho mai sognato il matrimonio, forse perchè non ne ho visti tanti sereni e l’unica cosa che percepivo (i bambini hanno le antenne molto sviluppate, si sa) era il dovere, o l’obbligo, di stare insieme per il bene dei figli, ponendo su di loro enormi pesi, responsabilità e sensi di colpa (essendo figlia unica le responsabilità si moltiplicano). Crescendo, naturalmente, sono riuscita ad accettare il fatto che le persone possono rimanere sposate anche per motivi diversi dall’amore, dalla condivisione, dalla tenerezza, e sono perfino riuscita a vedere qualche matrimonio felice, però la diffidenza sull’ “istituzione” mi è rimasta e credo sempre nell’amore :-)

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    • In effetti, quelle persone che rimangono insieme “per amore dei figli” (che poi non è mai vero), danno a questi figli un pessimo messaggio, e una pesante eredità, che è proprio quella che tu ci descrivi.

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  14. Ciao a tutte,passavo di qui per caso e non ho fatto a meno di leggere i vostri commenti..

    Siete carinissime davvero..

    Che dirvi ragazze ogniuno di noi ha le propie ragioni per come vede le cose..per quello in cui crede e per quello di cui ha bisogno,ho lottato tanto per il mio ultimo amore per averlo vicino ma non è servito a niente..non volevo un principe azzurro volevo lui il suo cuore..
    Ma nulla..che dire sono arrivata al limite!!¨
    e nonostante tutto nonostante la grande sofferenza che ho vissuto e che sto per superare..(credo ancora nell’amore)
    non sono normale?
    Vorrei avere la gioia di poter condividere il mio cuore con un’altra persona..restare soli ci si inaridisce..è triste..
    Voglio condividere un sorriso prima di addormentarmi..
    la vita è fatta per essere vissuta in tutte le sue forme
    Ma la tristezza è ce sono consapevole che non è facile non è facile..non è facile accettare l’altro per come è gli alti i bassi che ci possono essere in un rapporto le accettazioni..non è facile e allora ci si trova un’ecquilibrio da soli perchè non ci si deve ho non ci si ha voglia di confrontarsi con queste cose..che dire..la vita è dura ragazze..soprattutto adesso che si è nell’era di internet dove la maggior parte delle persone ci si conosce in chat..anche questo è triste..
    Ragazze buonanotte e scusa te per l’invadenza..

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