E tra un primo passo più o meno timidamente fatto, un no di picche reale o per paura, finalmente ci scappa pure il sì, e arriviamo al fatidico giorno:
REVERENDO, a lui: “Vuoi tu prendere questa donna come tua sposa e promettere, davanti a Dio e questi testimoni, di essere un marito leale e fedele, di amarla e rispettarla in qualunque circostanza, di vivere con lei e di accudirla, in ricchezza ed in povertà, nella gioia e nel dolore, nella buona e nella cattiva sorte finchè morte non vi separi ?”
Lui: ” Lo voglio”.
REVERENDO, a lei: “Vuoi tu prendere questo uomo come tuo sposo e promettere, davanti a Dio e questi testimoni, di essere per lui una moglie leale e fedele, di amarlo e rispettarlo in qualunque circostanza, di vivere con lui e di accudirlo, in ricchezza ed in povertà, nella gioia e nel dolore, nella buona e nella cattiva sorte finchè morte non vi separi?”
Lei: Lo voglio.
E’ importante questa formula, solenne, suggestiva; dice tutto quello che è un matrimonio e tutto quello che serve per rispettarlo, alimentarlo e mantenerlo in vita, e in buona salute, finché morte non ci separi.
Ti affido la mia vita, e diventiamo un’unica carne. E i nostri figli saranno la prova di questa unione, di questa nostra straordinaria fusione in una vita nuova, piena d’impegni, piena d’amore.
E’ lo scontro con la realtà che fa fallire un matrimonio? Secondo me, due sono i fattori che portano un matrimonio alla tomba: la mancanza di rispetto e la mancanza di responsabilità.
Ci sono persone che si sposano, ma poi non capiscono bene che sono sposati. Spendono i soldi come vogliono, senza cura del bilancio familiare, si presentano agli altri come se fossero liberi, anche se non lo sono. Non parlo necessariamente di adulterio: “A Natale sto a cena da tizio, ma tu non sei stata invitata/stato invitato”, è un discorso che all’interno di un matrimonio non sta né in cielo né in terra. Eppure, c’è chi ce lo fa stare.
La violenza poi all’interno del matrimonio è molto più diffusa di quanto si possa pensare e, similmente a morte e malattia, non fa distinzione di cultura e censo; è un settore che riguarda il carattere, il modo di rapportarsi agli altri. Se poi ci aggiungiamo la violenza psicologica, il messaggio subliminale che uno a volte manda all’altro, un “sei una nullità, un fallimento, un inconcludente imbecille” che si respira nell’aria senza soluzione di continuità, mi parrebbe piuttosto strano che l’altro prima o poi non scoppiasse: in un modo o nell’altro.
Le responsabilità poi sono anche quelle nei confronti dei figli, chi non ne vuole in partenza ma si decide a “confessarlo” solo dopo il matrimonio, chi ce l’ha ma non se ne occupa anzi, invece di dare una mano e sobbarcarsi la sua parte di responsabilità, fa gravare sull’altro tutta la gestione e in più lamenta di sentirsi trascurato.
Mancanza di responsabilità e mancanza di rispetto: secondo me non ci sono altri motivi per cui la coppia scoppia.
Se andiamo a esaminare tutte, ma proprio tutte le cause di naufragio di un matrimonio, credo che si possano interamente, per un verso o per l’altro, ricondursi a questo.































“Mancanza di responsabilità e mancanza di rispetto… ” Beh, praticamente hai detto tutto con queste parole, anche se forse è da aggiungere che tante volte ci si sposa senza sapere perchè e allora…
Ore 19.00, puntualità nel mio DNA, e un posticino tutto per me. Abito da cerimonia, rosa di seta con i fiorni, elegante e leggero, stola rosa, sandalo bassissimo con brillantini, e i ricci sciolti e liberi. A me ai matrimoni piace andarci elegante, l’importante è stare bene con se stessi in primis.
Sin da piccola ho sempre sognato un matrimonio con tanta gente a cui voglio bene e che mi vuole bene. Alessandra, Michelle e il fratellino come testimoni. Abito tinta panna, pizzo e seta fasciante con un leggero strascico e un ricchissimo corpetto con le spalle nude, ricoperte da un leggerissimo velo. I capelli non mi piacciono sacrificati in qualche acconciatura raccolta, ma valorizzati in tutta la loro lunghezza. Le unghie con il franch e il brillantino al collo.
Mi sono sempre chiesta cosa fare nel momento di scambio degli anelli, x non finire al pronto soccorso dopo 5 secondi che ho su l’anello.
Matrimonio verso le 5. Fine settembre. E poi cena con tutti gli amici, colleghi, parenti, vicini di casa. Un misto tra una cena e un buffet, e poi si balla. E naturalmente un animatore per i bambini. Sabato sera così la festa continua e poi alle 6 una bella colazione.
Viaggio di nozze, naturalmente avventura in qualche paese lontano. Magari una notte in un albergo a 2000 stelle, ma una notte sola. Promesso.
E poi inizia la vita a due. Escludo di aver convissuto prima.
Più che un commento al tuo LO VOGLIO, potevo pubblicare un post dal titolo DA BAMBINA SOGNAVO DI DIRE: LO VOGLIO.
Tanti anni sono passati. Io sono cresciuta, ma questo desiderio è rimasto. Forse perchè legato al mio fortissimo desiderio di diventare mamma. A dire il vero non mi vedo molto moglie (forse è per questo che sono ancora sola), ma molto mamma. Ma come dicevamo oggi QUELLO CHE NON è SUCCESSO IN UNA VITA SUCCEDE IN UN ISTANTE…
Davanti a me tanti esempi di matrimoni falliti.
Lei si sposa 17 anni fa, appena vent’enne x’ in cinta. Oggi ha un figlio di 17, una di 11 e uno di 8. Lavoro pesante. Casa di mandare avanti e i figli da seguire e lui, a parte spassersela con la bella, in giro in moto a fare il coglione (scusa diemme) con il cognato. Il cognato è il marito della sorella. Trentenni senza figli, mutuo enorme x un mega villone. Dopo meno di 5 anni di matrimonio lui, sempre negando, aveva l’amichetta.
Il padre di lei molla la moglie dopo 40 anni di matrimonio per una badante russa e chiede pure la libera uscita.
Lei, 40 anni, due figli grandi e un marito sposato appena sedicenne. Lui imprenditore e bellissimo uomo. I figli lo beccano nella casa in campagna con la bella.
Lui, convive, nella casa di lei. Lei si crede felicemente fidanzata. Lui fa felicemente il coglione fuori casa.
Beh mi fermo qui…sulla donna spesso grava un lavoro fuori casa (magari con tanti km), figli da crescere ed educare, nonche seguire nei compiti, la cura della casa (pulizie, lavare, stirare, cucinare) e magari deve anche essere bella curata e avere voglia di fare sesso dopo una giornata iniziata alle 5 e conclusa addormentata sul tavolo mentre aspetta di scaricare la lavastoviglie o stendere la biancheria. E scusate se è poco….
@Arthur: e allora… è mancanza di responsabilità e mancanza di rispetto.
“Da bambina sognavo di dire: lo voglio“.
Ottimo spunto, ci mettiamo subito a scrivere, facciamo il bis del gemellaggio di post? Ti mando un’e-mail quando avrò finito.
“Se” avrò finito.
Ci sto. Domani in pausa pranzo lo scrivo, poi ti dico x’ magari ho difficoltà ad accedere al blog. 90 su 100 non va…e gemellaggio bis sia….
quando Master ci ha sposato invece ha usato una formula tutta sua:
“E non osi dividere l’uomo ciò che io ho unito”
…tutto un programma!
Dolce Lady,
un buongiorno anche qui.
Questo tuo post mette in evidenza una marea di aspetti rispetto al fallimento di un matrimonio.
Non credo siano solo la mancanza di rispetto e di responsabilità che possono far “scoppiare” una coppia.
C’è tanto altro, che si tocca e non si tocca.
Il fatto vero è che ad un certo punto va tutto “scemando”.
Non è solo la responsabilità ed il rispetto; dove la mettiamo la complicità, la passione, i gesti e tutte quelle piccole cose che fanno da contorno ad un rapporto.
Quante volte non si mette più il “pepe” in un rapporto.
“Pepe” non significa solo sesso, ma anche partire per un fine settimana, fare una cena a lume di candela e tanto altro.
Una volta le coppie “resistevano”. Una volta non si sognava assolutamente una separazione. La donna era la donna e aveva i suoi doveri in casa e l’uomo aveva il suo ruolo di lavoratore e “faticatore” per portare la pagnotta a casa.
Non era proprio bello quel rapporto di coppia.
I tempi sono cambiati; nettamente cambiati da tutti i vari input che riceviamo ogni giorno dai mass media.
La donna è cambiata, per fortuna.
Ma anche i rapporti di oggi non sono proprio belli.
Sempre più spesso si sente parlare di coppie giovanissime, che per una trombata si rovinano il loro cammino. E vai a parlare di responsabilità e rispetto a queste persone.
Qui si tratta di ignoranza, come sono ignoranti tutti quelli che usano violenza o si usano violenza vicendevolmente (psicologica e materiale).
Donne e uomini che non sanno vivere, non sanno stare al loro posto.
Persone che credono di avere il mondo sul palmo di una mano.
Talvolta la coppia scoppia per scelte sbagliate: una gravidanza inaspettata, un aborto, un problema economico, la perdita del lavoro e tanto altro.
Non è solo responsabilità e rispetto.
Ce ne sarebbe da scrivere ancora…..
Dolce Lady ne ho viste tante di coppie scoppiate.
Una volta lo è stata anche la mia e credimi io le responsabilità me le ero prese tutte, casa, figli, lavoro e moglie.
Ma a tutto c’è un limite.
Tante volte trascuriamo il fatto che una carezza in più fa molto bene e fa tanto bene non trascurare la propria intimità.
Un giorno scriverò un trattato…..ahahahahah
Bacioni a tutti e buona giornata
Caro Rick,
ti ringrazio per questo tuo intervento e per la tua preziosa testimonianza, e ovviamente aspetto con ansia il trattato!
Tu m parli di mancanza di complicità, mancanza di “pepe”: ecco, forse anche questo può ricondursi alla mancanza di rispetto, rispetto anche per l’umanità dell’altro, per il momento in cui non è più complice, perr stanchezza, avvilimento, sbandamento, e ha bisogno di una razione extra d’amore, o per quel chiudersi in se stesso e non capire che l’altro ha bisogno di un fine settimana insieme, e per non capire non intendo non capire, ma non sentire neanche se gli si chiede esplicitamente ad alta voce e scrive alla lavagna in caratteri cubitali.
Sono al lavoro, torno quanto prima sull’argomento.
Io aggiungerei che spesso ci si avvicina alla vita di coppia con la speranza di diventare coppia.
Però se avvengono delle vicende per cui la coppia non si rivela tale non è solo mancanza di responsabilità se non ci si ama più.
E’ la scelta di ammettere un fallimento piuttosto che recitare una commedia.
Beh, non ci si può sposare con la speranza di diventare una coppia! E’ come fare un figlio per salvare il matrimonio, pura follia.
Un figlio generalmente amplifica la situazione già in atto, lega di più se si è già legati, inasprisce le situazioni critiche, diventando un argomento in più di dissidio.
E, ovviamente, il figlio paga il conto.
Tu parli di coppie che scoppiano perché uno/a vuole un figlio e l’altro/a no. Ma qui non c’è mancanza di rispetto, e tutto sommato neanche mancanza di responsabilità.
E’ che proprio si hanno orizzonti e sistemi di valori diversi.
E poi un po’ ha anche ragione Riccardo: molte volte è semplicemente che l’amore viene meno, e non si riesce a rimediare.
Io su questo aspetto ho un’opinione mia: quando l’amore viene a mancare forse bisognerebbe puntare sul sesso, in fondo il sesso tra persone che si conoscono bene può essere molto bello e molto divertente.
So già che qualche romanticona mi risponderà che non c’è sesso senza amore, bla bla bla.
Gli replico anzitempo così
Ora non posso vedere il video perché sono in ufficio, ma mi sento di risponderti una cosa: c’è un mio carissimo amico, che vanta un lungo matrimonio, che dice “a volte ti ritrovi come co’ la monnezza a Napoli: puoi andartene, o rimboccarti le maniche e pulire”; ecco, è proprio questo il punto a cui volevo arrivare, e cioè che quando ci si sposa, nel bene e nel male, nella gioia e nel dolore, in ricchezza e in povertà, forse bisognerebbe aggiungere anche “nell’entusiasmo e nell’indifferenza”.
Quando ci si sposa, secondo me bisogna mettere in bilancio i momenti di stanca, e anche quelli di rabbia, rancore, indifferenza, delusione: è un po’ come con un figlio o con un genitore con cui non si va d’accordo, bisogna fare di tutto per far andare le cose, anche se secondo me è anche lecito alla fine, e dico alla fine, gettare la spugna.
Un figlio ribelle è sempre nostro figlio, una madre noiosa è sempre nostra madre, un consorte con il quale è venuta meno la complicità è sempre la persona con cui abbiamo liberamente scelto e giurato di vivere il resto della nostra vita.
Poi certo, ci sono genitori che non parlano più con i figli, figli che non parlano più con i genitori, coniugi che divorziano: purché sia l’extrema ratio, dopo ogni possibile tentativo.