E se lui è distante? (i “lui” leggano “lei”).
Abbiamo speso fiumi di parole per parlare della quotidianità, dell’intimità, della condivisione ma… ma se “lui”, proprio “lui”, la tua anima gemella, non abita dietro l’angolo?
“Perché non te ne trovi uno più vicino?” mi disse un giorno una mia amica. E io: “Perché uno non è lui“.
E se lui un giorno ti dicesse ”Ne ho trovata una che mi sta a cinque minuti da casa”, quasi si trattasse di una casa più vicina al posto di lavoro?
Poco male, questo significherebbe che lui non era lui ma uno, come tu non eri lei ma una.
Andiamo oltre.
La mia domanda è questa: esiste l’amore a distanza? Sì.
L’amore eterno a distanza forse no, o forse sì ma è un’altra cosa, che prescinde dal rapporto di coppia (e quindi, proprio un’altra cosa…
); ma se la mia anima gemella abitasse altrove, io non esiterei un attimo a creare e difendere il rapporto: poi, se funziona, si deve trovare una soluzione, perché è chiaro che la distanza è un problema.
La soluzione può essere solo il trasferimento di uno dei due, ma di questo si parlerà quando il rapporto si sarà consolidato, e i due saranno entrambi convinti che ne valga la pena.































L’amore è distanza è ottimo come inizio, pessimo come continuazione.
Per un motivo molto pragmatico: all’inizio sei pieno di energia ed amore, non te ne importa nulla farti due ore di macchina due volte a settimana, e in più si evitano i dubbi di essere troppo assillante o troppo distante.
Una volta comunque pensavo che la soluzione migliore fosse vivere ad una distanza, in termini temporali, dai 30 minuti all’ora.
Poi, però, quando finisce l’innamoramento, gli sforzi per incontrarsi cominciano a pesare, e al contempo si vorrebbe una buona volta dormire accanto a lei/lui.
In ogni caso, bisogna sempre intendersi sulla definizione di distanza; diciamo che la distanza accettabile è direttamente proporzionale all’intensità del sentimento, secondo l’equazione:
Km x MAP : A
in cui Km sta per chilometri, MAP per massimo amore possibile ed A per Amore effettivo
Concordo assolutamente, e la tua formula matematica e STRA-OR-DI-NA-RIA!
Esplicativa…
Anzi no: scusa, più piccolo è l’amore effettivo, più grande è la distanza accettabile? Mumble mumble… ci devo pensare.
Dunque, diminuendo il MAP diminuisce la distanza accettabile, e questo ci può pure stare, è il diviso A che mi spiazza…
Continuo a pensare…
Allora.
Distanza accettabile = Distanza effettiva * (A : MAP)
laddove quando A = MAP la distanza accettabile è perfettamente identica a quella effettiva, ma con il diminuire di A diventa decisamente inferiore, quindi urge accorciare le distanze.
Però poi c’è anche una formula per la vicinanza accettabile, pure quella direttamente proporzionale ad A: mumble, mumble, mumble
L’ho verifica con Excel, funziona.
Il MAP è sempre pari a 100%, l’A può essere di entità variabile, dall’1% al 100%.
Se il risultato è inferiore a 100, non ci sono problemi, se supera 300, cominciano i casini
Per certi versi ti capisco e tenderei a concordare, ma per altri molte volte i fatti dimostrano il contrario.
Secondo me dipende molto dalla disponibilità di tempo, denaro, libertà di movimento dall’una e dall’altra parte, nonché dalla ricchezza e varietà di interessi di entrambi.
Se uno non sa vivere solo, se si annoia, difficilmente la storia potrà avere un seguito. Se uno invece è pieno di interessi, ha una vita sociale ricca, le possibilità che dà oggi la tecnologia si parlarsi, comunicare, contattarsi ed essere comunque in qualche modo vicini, non interrompere mai il dialogo, possono bastare a “coprire il “gap” tra un incontro e l’altro.
Mi raccontava una mia amica di una persona che aveva iniziato una storia con una ragazza cinese, con cui si vedeva una volta l’anno; una storia, mi diceva, su cui nessuno avrebbe scommesso un soldo bucato: oggi sono marito e moglie.
Ragazzi ma siete dei ragionieri del sentimento!!
Bacchettata sulla dita per Fra Puccino che misura km, prezzo del greggio e costante gravitazionale del miocardio …e tu Diemme gli dai anche retta.
In castigo tutti quanti. E silenzio.
io comunque a parte le considerazioni che avete fatto e che sono tutte in gran parte condivisibili, aggiungerei anche la questione dell’ETA’.
A 20 anni l’amore a distanza è una cosa. A 40 la situazione è tutt’altra. E vuoi concretezza. Anzi: progettualità.
[...] Read more: L'amore a distanza « Diemme [...]
Tuà a muà, me dì castigò???
Nel regno di Ginevra, dove vige la monarchia assoluta, e la monarca è pure un tantino permalosa, minacci il castigo?
E vabbè, per stavolta il visto non te lo revoco, mi piace troppo quello che scrivi (anche perché, mezzo commento più in là, dichiari le nostre affermazioni condivisibili).
Per quanto riguarda l’età, certo è una variabile che andrebbe inclusa nella formula (capito Fra’? Studia!), ma non credo funzioni sempre come dici tu anzi, a volte è proprio il contrario: a 20 anni si vuole Roma e toma, a 40, 50, si è imparato a fare i conti con la realtà e si può essere più disponibili al carpe diem.
Ma non siete al mare? Pensa, io praticamente ci abito e non ci vado. Da fucilare, eh?
Ne conosco diverse di storie che riguardano l’amore a distanza, ve ne racconto una per tutte.
Il mio migliore amico (quasi un fratellino), abitava in un paesino sperduto di montagna, lei in una cittadina della romagna. Chi nasce e cresce in un paese montano, non subisce il richiamo delle radici, di più. Per questioni logistiche si crea un legame con il luogo dove si è nati e le persone che lo abitano quasi patologico. Quando si allontanava per un po’ di tempo, il mio amico soffriva, fisicamente.
Poi arriva l’innamoramento, le cose più folli per potersi vedere, toccare. In questa fase anche l’attesa entra a far parte della magica ricetta.
Dall’innamoramento i due scivolano verso l’amore ed il problema di dare continuità al loro stare insieme diventa un problema da affrontare. Lui fatica a vedersi lontano da casa, lei di isolarsi in un paese nevoso non ha voglia (anche perché ha dei forti legami con la famiglia).
Inizia un periodo di temporeggiamento, che però dura tanto e nel frattempo è lei che per mesi si sobbarca il peso di lunghi e pesanti tragitti ( a suon di treni, auotus, muli e tutto quanto), alternati ad incontri a mezza strada con notti passate in alberghetti nella zona.
Ma avanti così non si può andare ed allora si mettono a tavolino e lucidamente fanno un esame di realtà, chi è disposto a lasciare cosa, sia in termini emotivi che pratici. La soluzione è che il mio amico si mette a cercare lavoro giù, a livello del mare, ed una volta trovato vanno a convivere.
Poi il matrimonio, ed è lui che ora due/tre volte al mese torna per il we al paesello (ma lei non sempre, anzi quasi mai, lo segue). Festività per metà qui e per metà là. Oggi, dopo tanto tempo, io li guardo e vedo due persone che litigano, ridono, hanno delle dispute ma che comunque vivono insieme, ed è un patto forte perché insieme lo hanno costruito. Hanno spazi propri eppure, quando sono lontani, foss’anche per due giorni, non mancano mai di telefonarsi e non per abitudine, ma perché hanno ancora voglia di sentirsi, condividere, di non rinunciare all’altro.( ma non chiedetemi la frequenza dei rapporti sessuali perché non la conosco).
Quando è cominciata questa storia non avevano poco più di vent’anni, oggi sono poco oltre i cinquanta (ma non li dimostrano).
Non è un racconto disneyano, col lieto fine. E’ una storia comune, quella che la fa diversa sono i due protagonisti, due persone intelligenti che hanno saputo riconoscere e mettere sul piatto le proprie peculiarità ed i propri limiti. Che poi sono risultati coniugabili fra loro.
In conclusione, vedo coppie, sposate e no, che io ho difficoltà a capire o con la cui situazione non farei a cambio, eppure ognuna vive di un’equilibrio( e sottolineo equilibrio) interno che si basa sul rispetto delle esigenze, dei desideri, delle aspettative di entrambi, quindi variabile a seconda di tempo, disponibilità e dell’apparato emotivo-affettivo degli interessati.
). E’ un incontrarsi (la ruota che gira Presidente?)
E’ un’alchimia non sempre possibile, ma come tale non riconducibile alla chimica o alla matematica (Fra Puccino la tua formula però mi è piaciuta moltissimo e mi è piaciuto che Diemme ci abbia ragionato su
@ Presidente : con il permesso di Lassen devo dire che sei Stupefacente (e sennò come te lo beccavi) (Maria di secondo nome?
)
Mi accorgo di essere andato oltre le intenzioni del post.
Ripeto che di equilibri ne esistono tanti, ammesso che non si aderisca a quelli preconfezionati.
Personalmente, esiste? No
Almeno non al momento. Quien sabe.
Fra, ma sei un matematico, un ingegnere o qualcosa del genere?
Se la monarca mi consente, ritengo che la distanza accettabile sia inversamente proporzionale all’NGF (nerve growth factor)…
l’età non penso abbia molta rilevanza… se l’innamoramento c’è, c’è (scusate la banalità).
Cavolo, si rischiava il conflitto costituzionale tra la Regina e la Presidente di Blogville. Così finiva che una non commentava i post dell’altra con la scusa del torcicollo.
Meno male che si è tutto risolto.
E poi a chi dò retta: devo aggiustare la formula o abbandonarla? Veltronianamente rispondo che la formula matematica per comprendere la fattibilità di una relazione a distanza è utile, ma è anche inutile.
E comunque, ben altro è il problema
Ma anche no.
‘Notte amici cari, torno adesso (mezzanotte!) dal mare stracotta (ma felice).
Domani ci penso su, mumble mumble, mumble e ritorno.
@Bali. Ti ringrazio per la tua testimonianza. Anche qui vede che, oltre all’amore, c’era il buon senso, il rispetto per l’altro, e la volontà di far funzionare le cose: che, detto così, non sembra neanche poi così difficile.
@Gianni: l’età conta eccome. Quando si è giovani, magari non si hanno i mezzi economici per spostarsi continuamente ed alimentare un amore a distanza, quando sì è più in là con gli anni, magari si hanno i mezzi ma non la forza.
*** La solita vecchia storia che chi ha il pane non ha i denti e chi ha i denti non ha il pane ***
@Fra: niente scuse di torcicollo. A parte che Marcillotta mi è visceralmente simpatica, a parte che non vorrei rinunciare mai al suo sense of humour, ma quando io decido di rompere con una persona mica m’invento il torcicollo: imbraccio il bazuka e sparo!
Che dirvi, in questo sono norvegese: niente inutili formalità e giri di parole!
mai considerato chi non ha nè pane nè denti?
Considerato come promesso sposo intendi?
Ma certo che esiste l’amore a distanza, ma la domanda secondo me è un’altra, come può vivere questo amore e poi, di cosa si nutre?
Non voglio apparire troppo materialista, ma l’amore epistolare secondo me, anche se ne ammetto l’esistenza, è difficile da coltivare… e già, l’amore va in qualche modo coltivato e come è possibile farlo se uno abita a 400 o 500 km di distanza dall’altro?
L’amore non è soltanto fatto di parole, lo sguardo, il contatto, il sapore, l’odore, quell’alchimia che spesso è necessaria tra due che si amano, è fondamentale e allora, come è possibile poterla vivere?
E poi, non si corre il rischio di enfatizzare il tutto, di renderlo un po’ troppo surreale, di idealizzarlo al punto che poi, quando veramente ci si incontra il castello cade come se niente fosse?
In un certo senso, lo paragono ai lunghi fidanzamenti, quando magari per sette o otto anni si progetta da fidanzati una vita in comune, ma nel frattempo non la si vive, proprio perché ognuno a casa propria non è consapevole delle vere abitudini dell’altro, di come gestisce i suoi spazi privati e, infatti, spesso e volentieri dopo, una volta sposati, la coppia va in crisi, perché pensavano di conoscersi, ma i “calzini sporchi” in comune, ha fatto vivere loro una dimensione del tutto sconosciuta.
No, non credo possa funzionare. E poi, è più facile da giovani, forse perché si è meno coscienti della realtà quotidiana e più propensi a fantasticare.
Comunque, complimenti a Fra Puccino per la formula matematica, a Diemme che l’ha subito fatta sua e… beh, come Presidente di BananasRepublik (‘mmazza come è lungo questo nick… )un po’ vi tiro le orecchie, perché mi domando e dico, come si può fare dell’amore una formula matematica?
Mannaggiavvoi!!!
Guarda che io e Fra con le nostre formule siamo meno prosaici di te con il tuo scetticismo. E poi, ho parlato di amore a distanza, non di amore virtuale: per amore a distanza intendo quello che comprenda, magari più raramente di quanto si vorrebbe e con più difficoltà della media, degli incontri ravvicinati, di primo secondo e terzo tipo.
E poi, hai ragione, l’amore non è una formula ma-tematica, è una formula ma-gica (e infatti il “ma” c’è sempre).
Ma poi dimmi, sinceramente, ti sembravano, le nostre, formule che la matematica tradizionale avrebbe preso in considerazione?
Dimenticavo: notata la foto?
Eh, la classe non è acqua…
Io prosaico?
ma, ma, ma…
No, il mio scetticismo nasce da ragioni certe, dalla realtà e cosa cambia tra amore virtuale e amore che ogni tanto comprenda degli incontri ravvicinati?
maddai… prosaico amme!!!
E poi lo sai come la penso, anche se, proprio per mia natura, non scarto mai nessuna possibilità.
Bella l’immagine (riconosciuto l’origine… )… non mi starai diventando troppo brava? Evvabè, me tocca anche questo…
L’origine???? Sicuro che stiamo parlando della stessa cosa?
Sì, prosaico a te. Dall’ultima volta che mi hai dedicato ‘E vui durmiti ancora‘ sono passati 352 secoli.
Maddai…
352 secoli? Per forza, e vui durmiti ancora…
Stavolta ti sei fatto fregare. Non so chi sia questo A. (ma non sei tu, perché la provenienza è diversa), però mi comincia a essere simpatico.
Evvabè… digli però di aggiornare il suo repertorio musicale che mi sembra un pochetto fuori moda…
Questo lo prendo come uno “sgrunt sgrunt” di folle gelosia.
Vediamo tu che proponi…
Ciao amici tutti, arrivo anch’io con il fuso orario, fra il mio cielo e il mondo reale (come dice Arthur)
Anch’io come Arthur non scarto mai nessuna possibilità, e poi, nella vita bisogna darsi e dare una possibilità.
Parlo per esperienza e credo nell’amore a distanza. Credo nel farsi ore di autostrada sotto una pioggia torrenziale, o con una nebbia che non vedi nulla, e con km di lavori in corso in galleria. (eh la buona vecchia cisa) ma lo facevo perchè ci credevo (e lui, l’angelo triste anche) Poi non è andata, ma non è certo per la distanza.
E a dirla tutta tranne i fantasmi (che la distanza era tra pianeti e modi di pensare) ho sempre avuto storie a distanza, ma tutte le miei storie le ho avute da grande e mai da ragazzina. Lavoravo già, avevo la mia macchina, un grande senso di sbattimento e sempre un coinvolgimento alto. E se le storie non sono andate non è per la distanza. Qualche anno fa avevo conosciuto una persona a 1 ora di autostrada da qui e per conoscersi qcn ben si doveva sbattersi e li ho visto (era una conoscienza ma già da li si vede) che mi muovevo solo io, lui spendeva migliardi in bollette ma per il resto sempe solita pasta mozzarella e rucola e sempre io ad andare la e così proprio non andava (e poi diciamola tutta non mi fidavo neanche tanto e se la fiducia è già uno dei punti saldi per una storia x una storia a distanza è un pilastrone se no poi si sclera e io non sono gelosa)
Mesi fa ho conosciuto una persona che con diemme abbiamo battezzato l’indeciso e al primo incontro la magia che vola, e tutto sembra bellissimo e il giorno dopo: “sai, se fossi qui sarebbe tutto diverso saresti la donna perfetta ma visto che ci sono 180 km proprio non me la sento. E sai anni fa ho avuto una storia con una ragazza che distava da me meno di quello che disti tu e poi non siamo riusciti a costruire nulla e alla fine anche se c’era del sentimento era solo una storia di sesso x’ non siamo riusciti a costruire nulla”. Io gente capisco tutto quello che volete ma la prima volta che incontri una persona (conosciuta x caso per un’e-mail indirizzata ad una persona sbagliata) dopo mesi di telefono e di mail non può dirti questo.
Dati gli studi economici sono molto legata ai numeri che mi danno stabilità e mi aiutano a ricordare (sono fissata con il dover ricordarmi tutto e sono famosa x la mia super memory anche se a volte rimuovo di peso) anche io metterei tutto in formule:
Di bastonate ne ho avute tante (in amore e in amicizia) ma credo che nella vita bisogna provarci sempre, e come mi disse qcn un giorno: il nostro obiettivo (uno dei ns obiettivi direi) è essere felici. Diamoci una possibilità e diamola agli altri. Non creiamo paletti quando già la vita mette i suoi. Mettiamoci tutti noi stessi e non soffochiamo l’altro. Non anticipiamo sempre le mosse dell’altro…ognuno ha i suoi tempi (magari non come i miei fantasmi che devono ancora arrivare) ma diamo tempo…
Oggi non so da dove viene qusta strana saggezza….
Eh, sì, mi hai spiazzato. Sono d’accordo con tutto quello che hai detto, tranne una cosa che abbiamo sbagliato in due: non dovevamo chiamarlo “indeciso”, ma “banalissimo gran coglione”.
Generalmente le “brutte parole” nel mio blog sono censurate ma, credetemi, non so come altro chiamare quel tizio… nel senso che, se pure lo chiamo ‘parac@@@’ la brutta parola c’è lo stesso…
Grandissima Diemme, hai ragionissima, così è…e proprio banalissimo…gente così meglio perderla che trovarla..e poi non per essere perfida: ma voi andate a cena da una fanciulla e non le portate proprio nulla??? Sarà, ma io non sono abituata ad andare a cena anche da amici senza portare niente, o il dolce e una pianta o un fiore o una bottiglia di vina, che caspita ne so, ma devo dire che questo e i fantasmi in questo erano uguali…cenette di tutto punto ma mai portato nulla… anche in questo che puo’ essere una stupidata sono diversa da loro, non dico meglio, ma diversa….
Ma lui aveva portato se stesso, non ti basta?
Scherzi a parte cara Stella, bisogna che tu cominci a pretendere di più, o quanto meno a farci caso a certe cose. Io non mi permetto di andare a cena da qualcuno a mani vuote, neanche se è una persona che conosco da vent’anni (anche se con queste non c’è particolare problema se magari mi invitano all’ultimo momento e tutti i negozi sono chiusi).
E’ per queste evenienze che ho quasi sempre a casa bottiglie di vino e liquore, da afferrare all’ultimo momento per non farmi trovare mai impreparata.
Stella, ricordati, l’ho sempre detto e sempre continuerò a dirlo: persone che hanno tanta voglia di dare è facile che attirino quelle che hanno tanta voglia di prendere. Comincia almeno a pretendere una par condicio…
Mi arrendo. Ho finito le parole (era ora).
Ho raccontato storie, mie o di altri, a cui facevo seguire il balibar-pensiero. Ma racconto quello che vivo o che vedo e, non avendo esperienze di relazioni “serie” a distanza (se non in periodo giovanile esauritesi comunque con l’innamoramento ), farei parlare solo la mia parte desiderante.
Sono sulla stessa linea di Arthur, anche se stranamente lui parte da una risposta che è “sì, esiste” ed io da un “no, non esiste”.
Abbiamo detto che parliamo di persone adulte, che hanno già giocato (al meglio) la carta dell’innamoramento ed ora affrontano il problema della distanza, abbiamo riconosciuto, cioè, che è amore.
Il confine fra amore ed innamoramento (tanto per mantenere la distinzione di Alberoniana memoria) è così sottile. Io soffro di crisi da innamorato anche quando “quel” periodo dovrebbe essere finito.
Non mi piace dire che sono un tipo fisico, ma la mia lei ho bisogno anche di toccarla, odorarla, giocarci, litigarci, vivere insieme, vis à vis. Poi sognare, progettare, costruire insieme.
La distanza offre il rischio di creare ed alimentare fantasmi e fantasie, di ritrovarsi davanti, col trascorrere del tempo, qualcuno che non riconosciamo più perché non aderente al pensiero che abbiamo di lui/lei quando questi non c’è.
E’ l’amore ed il rapporto che ci lega che va, non solo difeso, ma nutrito e fatto crescere, per non cominciare mai a dare niente per scontato.
Accetto la distanza solo se vissuta come elemento transitorio.
Prendersi questa responsabilità verso se stessi e l’altro è, per me, a dir poco, spaventevole, ma abbiamo deciso che “fra rischiare e perdere, è meglio…”
Visto che qui è stato coniato, un po’ di norvegianesimo non ci starebbe male
Perdonami Diemme, ma ho l’impressione che ti ponga personalmente e concretamente il problema, e, se così fosse, non può essere un buon argomento mettere sul piatto le proprie titubanze con l’interessato? Se invece è tutt’altro, confermo comunque la ricetta, se mai dovesse capitare.
Al solito, anche se talvolta sembra che predichi bene, in realtà razzolo malissimo.
vivo una storia a 3000 km circa di distanza da 4 anni…
…non è facile, per niente, ma la rivivrei altre mille volte…
e se ancora la sento che mi appartiene credo che il motivo sia solo uno: l’Amore!!!
Un bacio
cmq anche una persona che a te piace tanto si è presentata senza nulla….e li ci ho fatto caso e come!!!
E’ come andare a un compleanno senza regalo o a una festa di inagurazione senza nulla… adesso è un periodo che ci faccio tantissimo caso non x’ mi aspetto chissà che cosa ma x’ sono stufa di sbattermi solo io…
@Bali. In effetti, nonostante le apparenze, è tutt’altro. Credo che nessuno di noi creda nell’amore a distanza, è chiaro che abbiamo bisogno di tutta quella fisicità che tu descrivi, e da cui il rapporto non può prescindere.
Io volevo solo dire che a volte la vicinanza ce l’abbiamo scodellata dal destino, altre volte dobbiamo lottare per costruircela.
Ribadisco per tutti i lettori: i miei post non parlano necessariamente della mia esperienza, ma dei miei pensieri, che possono anche nascere dalla mia esperienza, o da quella di altri, o da argomenti di cui ho letto o addirittura sentito parlare in autobus al mercato. Credo che sarebbe fuorviante tentare di ricostruire la mia vita da ciò che scrivo.
Però sicuramente si può ricostruire ciò che della vita penso.
*** il prossimo post è sul due di picche, ma non ricordo più per quando l’ho schedulato… ***
@Barbie: grande, meravigliosa Barbie, è di queste testimonianze che abbiamo bisogno!
Però, a questo punto, saremmo tanto ma tanti curiosi di sapere chi come quando, nel senso di come è nata e come viene condotta: penso che aiuteresti un sacco di persone in crisi.
Ora mi hai messo in curiosità: è quella persona il cui nome comincia con la A. (ma è un’invasione!
), ovvero E.?
@ Barbie: senz’altro è amore, ma toglimi una curiosità, come mai nessuno dei due dopo quattro anni non si è ancora trasferito?
Comunque, sono curioso anch’io di sapere come Diemme, aspettiamo un racconto dettagliato sul come, quando e perchè…
Scherzo ovviamente, però ho una teoria che tra l’altro si sposa benissimo con quello che ha scritto Stellina, magari più tardi ve la dirò.
Ma inszomma, chi è ’sto A.?
Ehi si Diemme!!! Azzeccato, anzi azzeccatissimo… io non invito per pretendere, questo no, xo’ noti questo si, e ora noto molto di più. Anzi mi deve ancora restituire un libro a cui sono affezionatissime, un libro di poesie…
(non sopporto chi non restituisce i libri)
qui potrei dettagliare meglio: io non sono certo quello che ha amicizie o storie per avere qcs in cambio xo’ sfruttata no eh… la più bella come dice mia mamma è quella dell’uomo sulla fune: era il mio turno per pagare il conto e lui pensa bene di farmi pagare anche il suo pranzo del mezzogiorno… questa è da annuari….
Il libro te lo DEVE restituire, telefonagli e impuntati. Secondo poi, i libri “a cui siamo affezionatissimi” non si prestano neanche alla propria ombra..
Per quanto riguarda l’uomo della fune… ti dico solo che una volta un conoscente (e per conoscente intendo “conoscente”, nessun rapporto neanche di amicizia) si offre di accompagnarmi a Reggio Emilia, insiste per andare con la sua macchina, poi se ne esce che non se la sente di guidare e molla a me lo scasson 1800 di cilindrata, con serbatoio a secco. Ci fermiamo a una stazione di servizio e a momenti si fa fare il tagliando, dopo di che si allontana, non prima di avermi sussurrato nell’orecchio “Poi quando prendo lo stipendio te li restituisco” (cosa puntualmente non avvenuta).
*** al peggio non c’è mai fine… ***
ihihihihihih la tua è ancora peggio… grande…(mo la devo raccontare alla mamma)….io il numero di tel l’ho cancellato e anche il contatto messanger ho solo la mail… dice dice dice (mi sa che gli manderò i soldi per il pacchetto…
Io diemmuccia mi fido, è questo il fatto. Ed era un libro di poesie di Padre davide Maria turoldo (un grande grandissimo) che su mia richiesta mi aveva regalato mia mammma ai tempi della scuola.
Io e te diemmuccia siamo fatte della stessa pasta. Io mi metto tra i pirli (nel senso buono del termine) meglio pirli che arpie o serpi….
cmq se vieni da queste parti inivito a cena garantito (e non voglio mica niente in cambio) era solo x dire che ancora un po’ mi facevano pagare l’autostrada o il treno o la benzina….
Sicura di essere della mia pasta? Io spesso ho l’impressione che, pur essendoci indubbiamente dei punti di convergenza (altrimenti non saremmo neanche entrambe qui a parlarne), le differenze siano parecchie, nel bene e nel male, ora a vantaggio mio ora a vantaggio tuo, ma comunque differenze.
si, ma la pasta è quella!!!
Stelli’, hai vinto…
velocissima @ Bali:
però Maria è mia madre, e questo giuro su dio che è vero!!!
…no, di secondo nome non faccio Maria
buonanotte a tutti:)
Ma Bali, è stato ispirato dal post e ci ama a distanza pure lui???
@ Balibar: “si, esiste”, perchè tanti amori nascono così (o almeno è quello che sento dire, non avendolo vissuto direttamente… ) ma esiste anche perché a volte la distanza è ancora più lontana tra due persone che vivono insieme, ma forse questa è tutta un’altra storia…
Caspita, ok!!!
Vi racconterò per benino la storia, promesso…
…magari raccolgo un paio di post in cui ne ho parlato, e ricostruiamo insieme il tutto…
Un bacio
Bacio a te Barbie, restiamo in attesa…
io la fidanzata ce l’ho in francia…..cazzo se è dura!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! e oltretutto in normandia…quindi,aereo+1h di macchina.roba da matti….ma l’amore rende matti….ciao raga
L’amore rende matti ma paga
Ciao a te Andy!
Ciao Andy!
anche io sono innamorata di un ragazzo che vive in bretagna!ma ho ho un pò di paura ad intraprendere questa storia, per la distanza! tu e la tua ragazza è tanto che state insieme? quanto spesso riuscite a vedervi?avete pensato a chi dovrà fare le valigie e trasferirsi??
raccontami la tua esperienza!
grazie e ciao!
Non so se Andy ripasserà da queste parti, è un commentatore occasionale. Chissà, possiamo sempre sperare sia un lurker!
Ciao a tutti, sarò spero esaustivo e breve visto che mi trovo al lavoro.
Io ho vissuto una esperienza del genere, ho “conosciuto ” una donna tramite un sito al quale mi son registrato così per parlare con un amico e da lì dopo tante sere passate a scriversi e a parlare via msn.. c’è stata l’occasione per conoscersi di persona..Lei abita a piu’ di 1600 km da dove sto io ma bè ho pensato che sarebbe stata una semplice conoscenza tra due persone che si scambiavano idee opinioni e esperienze di vita.
Quando sono ritornato nella mia città mi son accorto che non era più semplice “voglia di conoscere la persona del monitor” e così dopo 4 mesi ci siamo rivisti ancora.. e li ci siamo dichiarati nei nostri sentimenti.
Nei mesi a venire ci sono stati molti alti e molti bassi.. lei.. non voleva andare piu avanti perchè si stava affezionando sempre piu e .. sempre più cresceva in me il sentimento ogni volta che diceva basta… e così a distanza di 3 mesi ci rivediamo ancora ed ancora ..fino a quando un giorno parlando del futuro di questa relazione nata, dico che .. se non mi avessero chiamato per un lavoro certo dalle sue parti non sarei riuscito a “spostare” dal mio habitat.. Da questo momento in poi..le sue richieste di trasferimento mio si sono fatte sempre piu incalzanti e per carità erano sicuramente legate alla voglia di non perderci.. però io continuavo a ripeterle sempre queste cose fin quando.. be un giorno mi scoppia a piangere via msn e via telefono.. Già quel telefono che ha accompagnato tutti i momenti della relazione..
Mi sono fermato a questo punto ed.. ho pensato.. Lei mi vuole li, io non riesco a darle questa sicurezza essendo già passato un anno.. ci manchiamo reciprocamente.. e nn intendo il sol rapporto fisico ma anche gli sguardi il camminare assieme .. ecc.. e così decido.. che ( che veniva da un’altra relazione a distanza) io non riesco ad andare via dalla mia terra, vuoi per il lavoro che non arriva dalle sue parti, vuoi perchè quì ho creato un equilibrio e si diciamolo anche vuoi perchè i genitori cominciano a perder colpi e..vuoi perchè.. anche a me comincia a mancare il contatto .. e quindi.. si decide di troncare.. anche se non subito.. cioè.. ci siamo cercati reciprocamente e l’unica cosa che abbiamo ottenuto è stata quella di stare male.. entrambi.. lei vorrebbe riprendere anche se siamo a distanza io nn voglio crearle false illusioni.. e nn voglio farla soffrire piu di quanto abbia sofferto nella sua vita .. e allora.. mi chiedo.. perchè è successo? e mi chiedo.. adesso che sembra finito tutto l’idilliaco amore.. perchè nessuno dei due riesce a riprendersi?
Amore a distanza.. un dilemma che non ha spiegazioni..La chimica.. o come dite l’alchimia.. ne è la custode.
Scusate la poca chiarezza magari ma i colleghi guardano..
Ciao
Mi permetto di rispondere ad Acer77.
La prima cosa che mi viene in mente è che la difficoltà che l’amore a distanza, quello inteso nel tuo caso, quello che cerca un futuro, trova l’ostacolo di non garantire il dopo.
Mi spiego meglio.
Fossi al tuo posto credo che mi chiederei “ma quando l’ebbrezza dell’innamoramento finirà, chi mi garantisce che seguirà un quotidiano altrettanto appagante? Non capiterà di aver lasciato casa, parenti, amici e lavoro, per scoprire che non eravamo fatti l’uno per l’altra? Con quale dolore dovrò tornare indietro e ricominciare?”.
Questa sarebbe la mia grande paura.
In situazioni normali una persona può sperimentare con una frequenza maggiore quanto è valido l’incastro affettivo, fino al punto di decidere di tentare una convivenza, un matrimonio o altro.
A voi sembra precluso, vi nutrite dell’attesa e dei momenti rubati.
Se ne avete voglia potete darvi tempo e cercare di vivere insieme situazioni anche meno idilliache (anche un viaggio può servire).
Perché altrimenti il vostro amore esiste, ma solo sulla nuvoletta rosa.
Poi può essere anche che tu sia una persona, come il mio amico di cui raccontavo sopra, che aveva (ed ha) delle radici troppo profonde con i luoghi d’origine (distanti comunque 300km, non 1600).
La possibilità che si sposti lei? No, eh.
Auguri
Ciao Balibar e ciao a tutti ancora.
Pensavo di non aver risposte vista forse la mia storia.
Dici bene balibar, alla fine..anche e pur avendo rassicurazioni da parte di lei che mi dice che si troverebbe lavoro e che non mi lascerebbe mai..c’è qulla paura del ritorno alle ” origini” se dovesse capitare che non ci si capisse per le questioni che possono nascere nel quotidiano..
Per non parlare della differenza di età che ho omesso prima..Ci siamo presi entrambi nonostante questo e .. nonostante le diverse idee che abbiamo sul concetto di libertà.
Adesso è passata una settimana da quando non ci sentiamo “assiduamente” e ogni volta.. che ci si prova a parlare.. si finisce con. lo star male.. specie da parte sua.Io questo non lo vorrei.. lei vuol rifarsi una vita dice .. ha trovato me come io ho trovato lei ma a tutt’ora..dopo un anno di attese da parte sua non mi sento piu in grado di dirle di aspettare..
Converrete con me che diventerei falso a questo punto se le dicessi ” aspetta ancora”…
Non so che far più, ci siamo detti di nn sentirci ma ci scappa sempre una mail o unsms.. e.. be ho paura che le sti facendo male… pur nel male che già c’è avendo deciso che non si puo andar avanti cosi.. Lei ne è consapevole.. me lo dice sempre ma .. non riesce a staccarsi..
Insomma da “angelo ” che ero.. son diventato un “diavolo”?:(
Scusate… le esternazioni ma.. in questi casi si cercano appigli e consigli.. pur avendo avuto sempre le stesse risposte.. ” Lasciatevi”
A presto
Notte
Acer 77
No, da me non avrai quella risposta. Non ti ho risposto prima perché ero in ufficio a lavorare a ritmo pressantissimo, e poi anche perché l’argomento mi tocca molto e no, non sono d’accordo con quello che hai fatto. L’amore è una cosa seria, e rara, e preziosa. Non dico che, bisogna fare tutto per amore (ho scritto un post sulle follie d’amore, magari poi cerco di rintracciarlo e ti do il link), ma mi sembra assurdo quando lui amalei, lei ama lui, sono liberi da impegni tutti e due, e devono macerarsi con l’abbandono per dei ragionamenti a tavolino che equivalgono a fasciarsi la testa prima di essersela rotta.
No caro Acer, rimettetevi insieme, di corsa, amatevi, siate felici. Poi magari la cosa si spegnerà da sola, perché nessuno dei due si trasferirà mai dall’altro e la distanza unita alle divergenze d’idee affievoliranno il sentimento. Oppure, uno dei due troverà un altro e in quel caso, sembra cinico adesso dirlo ma è vero, soffrià uno solo. Amarsi e sforzarsi di stare lontano, procurarsi con le proprie la sofferenza per evitare di soffrire (???) non mi sembra una grande idea.
Ecco, ho detto la mia. Femminile. Venusiano.
Ciao Diemme,
grazie per la celere risposta, e giro a te una domanda.. forse mi hai già risposto.. cmq ti chiedo.. se fossi tu ( credo hai gia vissuto un’espeienza del genere) al suo posto e.. il tuo lui ti dicese, aspetta aspetta aspetta aspetta.. cosa penseresti pur se vi sentiste piu di 6 volt al giorno ? e un’altra domanda, se sapessi che il tuo lui ti ha.. tradito nel frattempo che ti diceva.. ” ti amo”..come laprenderesti?
è successo anche questo ho perdonato e per tuta rirposta ho avuto.. detto ” la colpa è tua che non sei qui”..
Allora.. pensi che il mio sentimento stia svanendo pan piano.. tramutandosi in affetto?
Scusa
Ciao
Beh, tu sei nuovo di questo blog, altrimenti conosceresti la mia risposta: io non tollero il tradimento, e non perdono. Non lo perdonerei comunque, ma a maggior ragione se il traditore, anziché prendersi le proprie responsabilità, tentasse di accollare a me la colpa (e con me, ti assicuro, i sensi di colpa non attaccano): se uno ruba, la colpa è del ladro, non del derubato (a parte in Italia intendo
).
Dille che ha ragione lei, che la colpa è tua che non sei là, e che è tua pure la ragione di dire che un amore a distanza non può funzionare. Almeno, non con lei.
Cara Diemme,
Io glielo ho detto, io glielo ho scritto e .. lei me lo ha detto anche fino a ieri. Ora nn vuol sentir ragioni. E mi fa preoccupare.
chiudo.
scusate la mia intrusione
Intrusione? Questo è un blog!
@Acer: il video per ora non si vede, ogni tanto wordpress fa di questi scherzi, ma tra un po’ si vedrà. E’ la scena dei 300, in cui Leonida grida, uccidendo il messaggero persiano “Questa è Sparta!” Non c’entra molto, ma volevo alleggerire l’argomento, che mi sembra ormai giunto a un suo, seppur doloroso, epilogo.
@Diemme alleggerire? ROTFL
@Acer77 se ripassi di qui. Certo che se poi racconti anche altre cose il discorso cambia.
No, anch’io come Diemme non riesco, ti assicuro che ci provai, a perdonare.
I sensi di colpa sono, in qualche caso, manipolatori. Capisco che tu sei preoccupato e che per me è facile scrivere.
Ma lei sarà responsabile di qualsiasi cosa decida di fare. Dovrà in qualche modo capire che la vita degli altri, la tua, non gira come un satellite intorno ai suoi bisogni.
Non posso darti consigli, e non so quale sia la differenza di età, però sembra, o si comporta, come una ragazzina che deve ancora crescere.
Se ha bisogno di un aiuto non è a te che lo deve chiedere.
Scusa se mi sono sbilanciato.
@bal: tu pensi che una scena granguignolesca non alleggerisca l’atmosfera? Intanto il grido di Leonida è mitico, rivendicazione della forza, il coraggio, la libertà e quindi, ai giorni d’oggi suona, ahimé, persino un po’ buffo.
Poi, volevo un po’ riprendere lo “scusa per l’intrusione”, perché questo per l’appunto è un blog, e chiunque voglia lasciarci la testimonianza delle sua vita e dei suoi sentimenti, ci fa un dono, perché la condivisione delle esperienze, il confronto, sono proprio le ragion d’essere di un luogo come questo.
Forse invece abbiamo concluso l’argomento troppo frettolosamente, perché è chiaro che chi è fuori ha una lucidità che non ha chi è dentro, chi è coinvolto coi sentimenti, e anche coi rimorsi e i sensi di colpa, che le colpe siano vere o presunte, bene non sta, e le parole fanno poco.
Comunque, caro Acer, noi siamo qua. Non proprio nati ieri, col nostro carico di batoste, di amori difficili, tradimenti subiti, storie grandi purtroppo naufragate e… insomma, siamo qui. In bocca al lupo!
Ciao Ancora, buon giorno a tutti
Bè la differenza di età è molta diciamo.. un decennio piu di me .. ma l’esser cosi magari denota in lei quel carattere di “ragazza” che crede nei sentimenti .. specie in quello dell’amore.. però è anche vero che sì adesso da tranquillo e sereno che ero son circondato da mille pensieri e .. non so da dve cominciare e come muovermi. Vivere così questa post-relazione pensavo fosse poco più semplice visto che ho notato in lei la voglia di non andare avanti per via delle mie insicurezze, dalle quali non mi tiro indietro in fatto di responsabilità per aver fatto naufragare quello che c’era. MA anche lei ci si è messa con i continui..”Consigli” ogni volta che voleva troncare..del tipo ” cercatene una della tua città.. della tua età.. non puoi ingabbiarmi… ecc ecc.”
Sono parole dette, lo so in momenti di rabbia, ma lasciano il segno.. e quando così io e la mia coscienza abbiamo capito che.. è difficle da mandare avanti.. per via di questa insofferenza.. la relazione.. bè una botta di coraggio per dire.. ” basta” la abbiamo avuta…
Grazie per le parole spese al mio caso.. se cosi posso chiamarlo..
Un saluto e si riprende a lavorare.. tra mille pensieri.. o .. no?..
Ciao Acer77