Era mio padre – V parte
Era diventato violento. Irriconoscibile, non controllava più le sue reazioni.
I miei familiari si trasformarono in pecore, io no. Seguirono anni di terrore, cinghiate, il viso ripetutamene colpito, tumefatto.
Quante paia di occhiali mi fece a pezzi, costringendomi per giorni e giorni a non vedere, perché i soldi per ricomprarli non c’erano.
In seguito, ma solo per esigenze economiche, imparò a togliermi gli occhiali durante i suoi attacchi d’ira, provocando in me un senso di disorientamento e di impotenza che non voglio certo ricordare.
Mia zia non credeva a quanto stesse succedendo, ma mi ospitò più volte per darmi un po’ di ristoro e offrirmi un po’ di serenità. Dopo qualche tempo però anche questo mi fu tolto: fu accusata di strapparmi all’affetto della mia famiglia, e le fu intimato di non ospitarmi mai più.
Intervenne la scuola, ma mia madre e mio padre furono compatti e irremovibili: non era vero niente, nonostante i lividi palesi, nonostante le mie gambe sanguinassero.
A 18 anni passai dal pianto impotente alla reazione e un giorno, durante una delle solite aggressioni, me lo staccai da dosso gettandolo a terra.
Cadde guardandomi allibito: di lì a poco, con un anno di anticipo, diedi l’esame di maturità, feci le valigie, e me ne andai.
*** Fine V parte ***































A volte dolori troppo grandi cambiano così profondamente le persone da renderle irriconoscibili. Soprattutto guerre, campi di prigionia, ma anche malattie e disoccupazione mettono alla prova le persone duramente, e non sempre questa prova viene superata.
Può darsi che i tuoi familiari non fossero diventate pecore per paura, ma semplicemente perché capivano quel dolore.
Poi, certo, un genitore, intendo l’altro genitore, al di là del comprendere il proprio marito, ha il dovere di difendere i suoi figli, e mi pare che in questo caso non sia stato fatto.
In certi casi interviene quel fenomeno che in psicologia va sotto il nome di “negazione”, e sicuramente c’è stato anche questo.
All’epoca poi non c’erano certe “chiavi di interpretazione psicologica”, e il bisogno quotidiano prendeva il sopravvento su tutto.
A volte le persone si fanno un alibi del proprio dolore, che diventa un lasciapassare per farlo agli altri impunemente: il dolore, che sia miseria, malattia, eventi traumatici o q.a., se forse è un credito nei confronti della vita, non lo è certo nei confronti del prossimo.
Tornata da fuori lavoro…Ti abbraccio con affetto pieno, ma soprattutto ti dono un forte sorriso!
Ti ringrazio di cuore: sono così contenta di averti conosciuta; è proprio vero, “Dove l’uomo toglie, Dio mette”
*** Un abbraccio forte a te ***
Cara sorella, ce l’hai fatta, mi hai fatto male.
Ma ti ringrazio, perchè pare sempre che queste cose accadano in casa di altri, e che noi siamo diversi.
Ti dico la verità, ho sentito la tua paura, il tuo sgomento, e avrei voluto fare qualcosa, ma non c’ero, e chissà….
Ti abbraccio, e anche se ti stringo forte non è detto che tu senta il mio cuore battere, adesso.
Lo sento.
Ti abbraccio anch’io fratello.
Non riesco ad esprimere nemmeno un pensiero. La mente è lì, ferma, davanti alle immagini… mie, tue, di altri, chissà… Per adesso ancora impotente, forse un giorno troverà il suono di tromba che la farà uscire dal nascondiglio…
Solo un abbraccio… ma vale???
Vale.
Ma la cosa che mi ha aiutato di più è stato entrare nel cuore di mio padre e capirlo: questo è successo magari vent’anni dopo, però è successo.
MARZO 2009: JODOROWSKY A FIRENZE
Nei giorni 7 ed 8 Marzo 2009, Alejandro Jodorowsky terrà a Firenze un incontro sul tema “Psicogenealogia, Kharma e Tarocchi”. L’evento, organizzato dall’Istituto Lama Tzong Khapa di Pomaia (PI) e da Alessandro Lampugnale, che segue da tempo Jodo a Parigi, vedrà anche un inedito confronto tra il poliedrico Maestro e Lama Ghesce Tenzin Tenphel, abate del Monastero di Pomaia, sugli argomenti comuni che avvicinano l’attività di Jodo ed il mondo del Buddhismo. L’evento si terrà a Firenze, al Palazzo degli Affari (lato Stazione FS Santa Maria Novella) per poter ricevere al meglio le centinaia di persone che normalmente Jodorowsky attira nelle sue sempre più rare apparizioni in giro per il mondo. Gli aggiornamenti ed informazioni varie in tempo reale sono su http://www.lampugnale.it (menu “seminari e sviluppo potenziali”) e http://www.iltk.it. A partire dal 10 Dicembre 2008, solo su http://www.iltk.it ci si potrà iscrivere on-line. Per l’evento specifico, è attiva la mail eventojodo@libero.it, unico riferimento per contatti sull’incontro. I proventi della due giorni, detratte le strette spese di realizzazione, andranno interamente a sostenere le attività dell’Istituto Lama Tzong Khapa.
FATE GIRARE A TUTTI I VOSTRI CONTATTI QUESTA MAIL, PERCHE’ L’EVENTO SARA’ A POSTI LIMITATI.
La mia stima nei tuoi confronti a questo punto è schizzata alle stelle… e ti stringo forte forte!
…è successo…
tutto il dolore provato trova una ragione…
e ci restituisce a questa vita..rinati
ti abbraccio
Preferisco non dir niente, perchè come ho già detto, m’immagino d’essere seduto accanto a te, ad ascoltare la storia della tua vita e quindi…
… però mentre lo fai, la mia mano è con la tua…
@arthur
“la famiglia serve a questo”
…e Santi
..e Angelo
… e [...]
seppur con storie diverse..con dolori diversi
hanno lasciato la loro impronta d’amore.
Alcuni lo hanno fatto in vita
ad altri è toccato donare l’esempio in “Quell’assenza”
e in “Quella disperazione” del non essere riusciti a farlo in vita..
Mio padre l’impronta d’amore l’ha lasciata anche in vita, era così evidente quanto ci amasse, nonostante tutto. Ora, di fronte alla vita, io mi chiedo: se avessi passato quello che ha passato lui, sarei stata migliore? Non credo.
Io di lui ricorderò sempre la frase “Quanto deve soffrire un uomo prima di poter dire non ce la faccio più?” La vita gli ha dato tanti strumenti, e gli ha anche dato l’amore di tutte le persone che lo circondavano: ma, su troppi fronti, gli ha chiesto veramente tanto. Troppo?