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	<title>Commenti a: I sopravvissuti</title>
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		<title>Di: Fra Puccino</title>
		<link>http://donnaemadre.wordpress.com/2008/06/23/i-sopravvissuti/#comment-16842</link>
		<dc:creator>Fra Puccino</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2009 07:41:47 +0000</pubDate>
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		<description>A me non importa nulla, per andare al paese dov&#039;è nata mia nonna devo passare il confine, e dov&#039;è nata mia trisnonna ne devo passare ben due.

Importa invece per tutti quelli che pensano che essere nati in un determinato posto ti dia più diritti di chi c&#039;è arrivato dopo, e che si dimenticano che praticamente tutti gli Italiani, dai Longobardi in poi, sono discendenti di immigrati.   

Ecco perché secondo me è bene ricordare, in faccia a certi personaggi innamorati della  romanità imperiale, che i più romani di tutti sono proprio i componenti della comunità ebraica</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>A me non importa nulla, per andare al paese dov&#8217;è nata mia nonna devo passare il confine, e dov&#8217;è nata mia trisnonna ne devo passare ben due.</p>
<p>Importa invece per tutti quelli che pensano che essere nati in un determinato posto ti dia più diritti di chi c&#8217;è arrivato dopo, e che si dimenticano che praticamente tutti gli Italiani, dai Longobardi in poi, sono discendenti di immigrati.   </p>
<p>Ecco perché secondo me è bene ricordare, in faccia a certi personaggi innamorati della  romanità imperiale, che i più romani di tutti sono proprio i componenti della comunità ebraica</p>
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		<title>Di: Diemme</title>
		<link>http://donnaemadre.wordpress.com/2008/06/23/i-sopravvissuti/#comment-16837</link>
		<dc:creator>Diemme</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2009 05:34:23 +0000</pubDate>
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		<description>E infatti in Dio continuiamo a credere, negli uomini meno.

E certo, gli ebrei sono i più romani di tutti, ma poi che c&#039;entra? Se così non fosse, dove sarebbe comunque il problema? 

Le persone sono persone.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>E infatti in Dio continuiamo a credere, negli uomini meno.</p>
<p>E certo, gli ebrei sono i più romani di tutti, ma poi che c&#8217;entra? Se così non fosse, dove sarebbe comunque il problema? </p>
<p>Le persone sono persone.</p>
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		<title>Di: Fra Puccino</title>
		<link>http://donnaemadre.wordpress.com/2008/06/23/i-sopravvissuti/#comment-16829</link>
		<dc:creator>Fra Puccino</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 May 2009 21:14:40 +0000</pubDate>
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		<description>Non possiamo incolpare Dio delle colpe degli uomini; l&#039;essere umano può essere colpevole di orribili nefandezze, lo ha dimostrato troppe volte, e l&#039;unica responsabilità del Signore è di averci dato il libero arbitrio.

Detto questo, quanto sento della persecuzione degli Ebrei di Roma, mi viene in mente quella considerazione per cui, alla  faccia dei razzisti di ieri e di oggi, i più romani di tutti i romani sono proprio gli appartenenti alla comunità ebraica, che esiste da più di 2mila anni, mentre si sa che la gran parte degli attuali romani viene dall&#039;immigrazione interna, anche molto recente.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Non possiamo incolpare Dio delle colpe degli uomini; l&#8217;essere umano può essere colpevole di orribili nefandezze, lo ha dimostrato troppe volte, e l&#8217;unica responsabilità del Signore è di averci dato il libero arbitrio.</p>
<p>Detto questo, quanto sento della persecuzione degli Ebrei di Roma, mi viene in mente quella considerazione per cui, alla  faccia dei razzisti di ieri e di oggi, i più romani di tutti i romani sono proprio gli appartenenti alla comunità ebraica, che esiste da più di 2mila anni, mentre si sa che la gran parte degli attuali romani viene dall&#8217;immigrazione interna, anche molto recente.</p>
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		<title>Di: Diemme</title>
		<link>http://donnaemadre.wordpress.com/2008/06/23/i-sopravvissuti/#comment-16116</link>
		<dc:creator>Diemme</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 16:08:53 +0000</pubDate>
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		<description>Caro Salvatore, intanto ti ringrazio del tuo intervento e della tua solidarietà. Dov&#039;era Dio? Beh, se non sappiamo dove era Dio, sappiamo dov&#039;erano alcuni dei suoi rappresentanti: hai detto tu, erano nei campi ad assolvere i carnefici.

Ciò sconvolge le nostre coscienze forse ancora più dei fatti criminali, ma la storia ha visto cose anche peggiori: questi crimini erano commessi in nome di un delirio di presunta superiorità e presunta inferiorità etnica, ma quanti crimini si sono commessi a nome diretto del Signore? Abbiamo dimenticato l&#039;Inquisizione? Le lotte all&#039;eresia e, se vogliamo andare ancora più indietro, le Crociate?

E&#039; inconcepibile che l&#039;essere umano possa concepire crimini come quelli perpetrati dal nazismo contro altri esseri umani: ma chi commette tali crimini, può essere definito &quot;umano&quot;? La paura di rappresaglie, la viltà, fino a che punto possono giustificare il chiudere gli occhi e non intervenire?</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Salvatore, intanto ti ringrazio del tuo intervento e della tua solidarietà. Dov&#8217;era Dio? Beh, se non sappiamo dove era Dio, sappiamo dov&#8217;erano alcuni dei suoi rappresentanti: hai detto tu, erano nei campi ad assolvere i carnefici.</p>
<p>Ciò sconvolge le nostre coscienze forse ancora più dei fatti criminali, ma la storia ha visto cose anche peggiori: questi crimini erano commessi in nome di un delirio di presunta superiorità e presunta inferiorità etnica, ma quanti crimini si sono commessi a nome diretto del Signore? Abbiamo dimenticato l&#8217;Inquisizione? Le lotte all&#8217;eresia e, se vogliamo andare ancora più indietro, le Crociate?</p>
<p>E&#8217; inconcepibile che l&#8217;essere umano possa concepire crimini come quelli perpetrati dal nazismo contro altri esseri umani: ma chi commette tali crimini, può essere definito &#8220;umano&#8221;? La paura di rappresaglie, la viltà, fino a che punto possono giustificare il chiudere gli occhi e non intervenire?</p>
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		<title>Di: Salvatore</title>
		<link>http://donnaemadre.wordpress.com/2008/06/23/i-sopravvissuti/#comment-16115</link>
		<dc:creator>Salvatore</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Apr 2009 15:48:15 +0000</pubDate>
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		<description>Sono appena stato in un campo o meglio dire &quot;mattatòio&quot;; Mauthausen. Ho fatto una domanda alla guida, gli ho chiesto cosa quegli uomini andavano a raccontare alle proprie famiglie, con quale coraggio guardavano negli occhi i propri figli, festeggiare i Natali, andare a messa dopo tutte le atrocità commesse. E poi in questi campi esistevano anche i cappellani militari, e questi cosa dicevano, distribuivano il Pane di Cristo, assolvevano le coscienze come se tutto fosse normale? Ma Dio dove era? Come ha potuto permettere tutto questo? Sono anni che mi tormento, che mi faccio domande e non riesco ad avere risposte. Un conto è combattere una guerra tra soldati di eserciti diversi, e un conto è sopprimere degli esseri umani indifesi. E poi in una comunità possono esserci dei criminali, ma non tutti, non è possibile che una intera nazione la pensasse allo stesso modo.Rimango con i miei interrogativi, e scusate lo sfogo.
                                                       Salvatore Orlando</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Sono appena stato in un campo o meglio dire &#8220;mattatòio&#8221;; Mauthausen. Ho fatto una domanda alla guida, gli ho chiesto cosa quegli uomini andavano a raccontare alle proprie famiglie, con quale coraggio guardavano negli occhi i propri figli, festeggiare i Natali, andare a messa dopo tutte le atrocità commesse. E poi in questi campi esistevano anche i cappellani militari, e questi cosa dicevano, distribuivano il Pane di Cristo, assolvevano le coscienze come se tutto fosse normale? Ma Dio dove era? Come ha potuto permettere tutto questo? Sono anni che mi tormento, che mi faccio domande e non riesco ad avere risposte. Un conto è combattere una guerra tra soldati di eserciti diversi, e un conto è sopprimere degli esseri umani indifesi. E poi in una comunità possono esserci dei criminali, ma non tutti, non è possibile che una intera nazione la pensasse allo stesso modo.Rimango con i miei interrogativi, e scusate lo sfogo.<br />
                                                       Salvatore Orlando</p>
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		<title>Di: donnaemadre</title>
		<link>http://donnaemadre.wordpress.com/2008/06/23/i-sopravvissuti/#comment-9774</link>
		<dc:creator>donnaemadre</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Sep 2008 20:51:17 +0000</pubDate>
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		<description>Eh già, lo conosco bene quel concetto di Wiesenthal, che peraltro ho avuto l&#039;onore di conoscere di persona.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Eh già, lo conosco bene quel concetto di Wiesenthal, che peraltro ho avuto l&#8217;onore di conoscere di persona.</p>
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	<item>
		<title>Di: Focus on Israel</title>
		<link>http://donnaemadre.wordpress.com/2008/06/23/i-sopravvissuti/#comment-9773</link>
		<dc:creator>Focus on Israel</dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Sep 2008 20:49:31 +0000</pubDate>
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		<description>&quot;Si può perdonare qualcuno per il male che ti ha fatto,ma non per quello fatto ad altri&quot;

Simon Wiesenthal</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Si può perdonare qualcuno per il male che ti ha fatto,ma non per quello fatto ad altri&#8221;</p>
<p>Simon Wiesenthal</p>
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		<title>Di: donnaemadre</title>
		<link>http://donnaemadre.wordpress.com/2008/06/23/i-sopravvissuti/#comment-8756</link>
		<dc:creator>donnaemadre</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 Aug 2008 14:25:31 +0000</pubDate>
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		<description>Ho trovato l&#039;articolo che qui vi riporto a questo link: http://www.romacivica.net/anpiroma/Resistenza/resistenza2c6.html

Ve lo riporto solo per comodità... no, non solo... a volte certi articoli spariscono dalla rete, e io questa testimonianza invece voglio conservarla:

&lt;blockquote&gt;

16 ottobre 1943
La deportazione degli ebrei di Roma

La &quot;soluzione finale&quot; per gli ebrei romani arriva il 24 settembre 1943 con
l&#039;ordine da Berlino di &quot;trasferire in Germania&quot; e &quot;liquidare&quot; tutti gli ebrei &quot;mediante un&#039;azione di sorpresa&quot;. Il telegramma riservatissimo è indirizzato al tenente colonnello Herbert Kappler, comandante delle SS a Roma. Nonostante il colpo delle leggi razziali, gli ebrei a Roma non si aspettano quello che sta per accadere: Roma è &quot;città aperta&quot;, e poi c&#039;è il Papa, sotto l&#039;ombra della cupola di San Pietro i tedeschi non oserebbero ricorrere alla violenza. Le notizie sul destino degli ebrei in Germania e nell&#039;Europa dell&#039;Est sono ancora scarse e imprecise. Inoltre, la richiesta fatta il 26 settembre da Kappler alla comunità ebraica di consegnare 50 chili d&#039;oro, pena la deportazione di 200 persone, illude gli ebrei romani che tutto quello che i tedeschi vogliono sia un riscatto in oro. Oro che con enormi difficoltà la comunità riesce a mettere insieme e consegnare due giorni dopo in Via Tasso, nella certezza che i tedeschi saranno di parola e che nessun atto di violenza verrà compiuto. Nelle stesse ore le SS, con l&#039;ausilio degli elenchi dei nominativi degli ebrei forniti dall&#039;Ufficio Demografia e Razza del Ministero dell&#039;Interno, stanno già organizzando il blitz del 16 ottobre.

C&#039;è una lapide sulla facciata della Biblioteca di Archeologia e Storia dell&#039;Arte a Via del Portico d&#039;Ottavia, quasi di fronte alla Sinagoga. Ricorda che &quot;qui ebbe inizio la spietata caccia agli ebrei&quot;. Qui, in un&#039;alba di 56 anni fa, si radunarono i camion e i soldati addetti alla &quot;Judenoperation&quot; nell&#039;area del ghetto, dove ancora abitavano molti ebrei romani. Il centro della storia e della cultura ebraiche a Roma stava per vivere il suo giorno più atroce. «Era sabato mattina, festa del Succot, il cielo era di piombo. I nazisti bussarono alle porte, portavano un bigliettino dattiloscritto. Un ordine per tutti gli ebrei del Ghetto: dovete essere pronti in 20 minuti, portare cibo per 8 giorni, soldi e preziosi, via anche i malati, nel campo dove vi porteranno c’è un’infermeriao», così Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma, ha ricordato  quella mattina del 16 ottobre 1943.

Alle 5,30 del mattino di sabato 16 ottobre, provvisti degli elenchi con i nomi e gli indirizzi delle famiglie ebree, 300 soldati tedeschi iniziano in  contemporanea la caccia per i quartieri di Roma. L&#039;azione è capillare: nessun ebreo deve sfuggire alla deportazione. Uomini, donne, bambini, anziani ammalati, perfino neonati: tutti vengono caricati a forza sui camion, verso una destinazione sconosciuta. Alla fine di quel sabato le SS registrano la cattura di 1024 ebrei romani.

&quot;Quel 16 ottobre -racconta uno degli scampati alla deportazione- era un sabato, giorno di riposo per gli ebrei osservanti. E nel Ghetto i più lo erano. Inoltre era il terzo giorno della festa delle Capanne. Un sabato speciale, quasi una festa doppia... La grande razzia cominciò attorno alle 5.30. Vi presero parte un centinaio di quei 365 uomini che erano il totale delle forze impiegate per la &quot;Judenoperation&quot;. Oltre duecento SS contemporaneamente si irradiavano nelle 26 zone in cui la città era stata divisa per catturare casa per casa gli ebrei che abitavano fuori del vecchio Ghetto. L&#039;antico quartiere ebraico fu l&#039;epicentro di tutta l&#039;operazione... Le SS entrarono di casa in casa arrestando intere famiglie in gran parte sorprese ancora nel sonno... Tutte le persone prelevate vennero raccolte provvisoriamente in uno spiazzo che si trova poco più in là del Portico d&#039;Ottavia attorno ai resti del Teatro di Marcello. La maggior parte degli arrestati erano adulti, spesso anziani e assai più spesso vecchi. Molte le donne, i ragazzi, i fanciulli. Non venne fatta nessuna eccezione, né per persone malate o impedite, né per le donne in stato interessante, né per quelle che avevano ancora i bambini al seno...&quot;.

&quot;I tedeschi bussarono, poi non avendo ricevuto risposta sfondarono le porte. Dietro le quali, impietriti come se posassero per il più spaventosamente surreale dei gruppi di famiglia, stavano in esterrefatta attesa gli abitatori, con gli occhi da ipnotizzati e il cuore fermo in gola&quot;, ricorda Giacomo Debenedetti.

&quot;Fummo ammassati davanti a S. Angelo in Pescheria: I camion grigi arrivavano, i tedeschi caricavano a spintoni o col calcio del fucile uomini, donne, bambini ... e anche vecchi e malati, e ripartivano. Quando toccò a noi mi accorsi che il camion imboccava il Lungotevere in direzione di Regina Coeli... Ma il camion andò avanti fino al Collegio Militare. Ci portarono in una grande aula: restammo lì per molte ore. Che cosa mi passava per la testa in quei momenti non riesco a ricordarlo con precisione; che cosa pensassero i miei compagni di sventura emergeva dalle loro confuse domande, spiegazioni, preghiere. Ci avrebbero portato a lavorare? E dove? Ci avrebbero internato in un campo di concentramento? &quot;Campo di concentramento&quot; allora non aveva il significato terribile che ha oggi. Era un posto dove ti portavano ad aspettare la fine della guerra; dove probabilmente avremmo sofferto freddo e fame, ma niente ci preparava a quello che sarebbe stato il Lager&quot;, ha scritto Settimia Spizzichino nel suolibro &quot;Gli anni rubati&quot;.

Per la prima volta Roma era testimone di un&#039;operazione di massa così violenta. Tra coloro che assistettero sgomenti ci fu una donna che piangendo si mise a pregare e ripeteva sommessamente: &quot;povera carne innocente&quot;. Nessun quartiere della città fu risparmiato: il maggior numero di arresti si ebbe a Trastevere, Testaccio e Monteverde. Alcuni si salvarono per caso, molti scamparono alla razzia nascondendosi nelle case di vicini, di amici o trovando rifugio in case religiose, come gli ambienti attigui a S. Bartolomeo all&#039;Isola Tiberina. Alle 14 la grande razzia era terminata. Tutti erano stati rinchiusi nel collegio Militare di via della Lungara, a pochi passi da qui. Le oltre 30 ore trascorse al Collegio Militare prima del trasferimento alla Stazione Tiburtina furono di grande sofferenza, anche perché gli arrestati non avevano ricevuto cibo. Tra di loro c&#039;erano 207 bambini.

Due giorni dopo, lunedì 18 ottobre, i prigionieri vengono caricati su un convoglio composto da 18 carri bestiame in partenza dalla Stazione Tiburtina. Il 22 ottobre il treno arriva ad Auschwitz.

Dei 1024 ebrei catturati il 16 ottobre ne sono tornati solo 16, di cui una sola donna (Settimia Spizzichino). Nessuno degli oltre 200 bambini è sopravvissuto.

Dopo il 16 ottobre 1943, la polizia tedesca catturò altri ebrei: alla fine  scomparvero da Roma 2091 ebrei. Uno dei momenti più tragici fu il massacro delle Fosse Ardeatine; in queste cave di tufo abbandonate, fuori dalle porte della città e contigue alle vecchie catacombe, il 24 marzo 1944 furono trucidati 335 uomini di cui 75 ebrei. 

Roma fu liberata il 4 giugno 1944 e la capitolazione finale di tedeschi e fascisti si ebbe il 2 maggio 1945. Nel 1946, le vittime accertate per deportazioni da tutta Italia furono settemilacinquecento e quelle per massacri mille; gli abbandoni per emigrazione, cinquemila. Dalla comunità di Roma, oltre ai 2091 deportati e morti, mancavano alla fine della guerra anche molti emigrati. Nel biennio 1943-1945 le perdite della popolazione ebraica in tutta Italia furono all&#039;incirca 7750, pari al 22% del totale della popolazione ebraica nel nostro Paese.
&lt;/blockquote&gt;</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Ho trovato l&#8217;articolo che qui vi riporto a questo link: <a href="http://www.romacivica.net/anpiroma/Resistenza/resistenza2c6.html" rel="nofollow">http://www.romacivica.net/anpiroma/Resistenza/resistenza2c6.html</a></p>
<p>Ve lo riporto solo per comodità&#8230; no, non solo&#8230; a volte certi articoli spariscono dalla rete, e io questa testimonianza invece voglio conservarla:</p>
<blockquote>
<p>16 ottobre 1943<br />
La deportazione degli ebrei di Roma</p>
<p>La &#8220;soluzione finale&#8221; per gli ebrei romani arriva il 24 settembre 1943 con<br />
l&#8217;ordine da Berlino di &#8220;trasferire in Germania&#8221; e &#8220;liquidare&#8221; tutti gli ebrei &#8220;mediante un&#8217;azione di sorpresa&#8221;. Il telegramma riservatissimo è indirizzato al tenente colonnello Herbert Kappler, comandante delle SS a Roma. Nonostante il colpo delle leggi razziali, gli ebrei a Roma non si aspettano quello che sta per accadere: Roma è &#8220;città aperta&#8221;, e poi c&#8217;è il Papa, sotto l&#8217;ombra della cupola di San Pietro i tedeschi non oserebbero ricorrere alla violenza. Le notizie sul destino degli ebrei in Germania e nell&#8217;Europa dell&#8217;Est sono ancora scarse e imprecise. Inoltre, la richiesta fatta il 26 settembre da Kappler alla comunità ebraica di consegnare 50 chili d&#8217;oro, pena la deportazione di 200 persone, illude gli ebrei romani che tutto quello che i tedeschi vogliono sia un riscatto in oro. Oro che con enormi difficoltà la comunità riesce a mettere insieme e consegnare due giorni dopo in Via Tasso, nella certezza che i tedeschi saranno di parola e che nessun atto di violenza verrà compiuto. Nelle stesse ore le SS, con l&#8217;ausilio degli elenchi dei nominativi degli ebrei forniti dall&#8217;Ufficio Demografia e Razza del Ministero dell&#8217;Interno, stanno già organizzando il blitz del 16 ottobre.</p>
<p>C&#8217;è una lapide sulla facciata della Biblioteca di Archeologia e Storia dell&#8217;Arte a Via del Portico d&#8217;Ottavia, quasi di fronte alla Sinagoga. Ricorda che &#8220;qui ebbe inizio la spietata caccia agli ebrei&#8221;. Qui, in un&#8217;alba di 56 anni fa, si radunarono i camion e i soldati addetti alla &#8220;Judenoperation&#8221; nell&#8217;area del ghetto, dove ancora abitavano molti ebrei romani. Il centro della storia e della cultura ebraiche a Roma stava per vivere il suo giorno più atroce. «Era sabato mattina, festa del Succot, il cielo era di piombo. I nazisti bussarono alle porte, portavano un bigliettino dattiloscritto. Un ordine per tutti gli ebrei del Ghetto: dovete essere pronti in 20 minuti, portare cibo per 8 giorni, soldi e preziosi, via anche i malati, nel campo dove vi porteranno c’è un’infermeriao», così Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma, ha ricordato  quella mattina del 16 ottobre 1943.</p>
<p>Alle 5,30 del mattino di sabato 16 ottobre, provvisti degli elenchi con i nomi e gli indirizzi delle famiglie ebree, 300 soldati tedeschi iniziano in  contemporanea la caccia per i quartieri di Roma. L&#8217;azione è capillare: nessun ebreo deve sfuggire alla deportazione. Uomini, donne, bambini, anziani ammalati, perfino neonati: tutti vengono caricati a forza sui camion, verso una destinazione sconosciuta. Alla fine di quel sabato le SS registrano la cattura di 1024 ebrei romani.</p>
<p>&#8220;Quel 16 ottobre -racconta uno degli scampati alla deportazione- era un sabato, giorno di riposo per gli ebrei osservanti. E nel Ghetto i più lo erano. Inoltre era il terzo giorno della festa delle Capanne. Un sabato speciale, quasi una festa doppia&#8230; La grande razzia cominciò attorno alle 5.30. Vi presero parte un centinaio di quei 365 uomini che erano il totale delle forze impiegate per la &#8220;Judenoperation&#8221;. Oltre duecento SS contemporaneamente si irradiavano nelle 26 zone in cui la città era stata divisa per catturare casa per casa gli ebrei che abitavano fuori del vecchio Ghetto. L&#8217;antico quartiere ebraico fu l&#8217;epicentro di tutta l&#8217;operazione&#8230; Le SS entrarono di casa in casa arrestando intere famiglie in gran parte sorprese ancora nel sonno&#8230; Tutte le persone prelevate vennero raccolte provvisoriamente in uno spiazzo che si trova poco più in là del Portico d&#8217;Ottavia attorno ai resti del Teatro di Marcello. La maggior parte degli arrestati erano adulti, spesso anziani e assai più spesso vecchi. Molte le donne, i ragazzi, i fanciulli. Non venne fatta nessuna eccezione, né per persone malate o impedite, né per le donne in stato interessante, né per quelle che avevano ancora i bambini al seno&#8230;&#8221;.</p>
<p>&#8220;I tedeschi bussarono, poi non avendo ricevuto risposta sfondarono le porte. Dietro le quali, impietriti come se posassero per il più spaventosamente surreale dei gruppi di famiglia, stavano in esterrefatta attesa gli abitatori, con gli occhi da ipnotizzati e il cuore fermo in gola&#8221;, ricorda Giacomo Debenedetti.</p>
<p>&#8220;Fummo ammassati davanti a S. Angelo in Pescheria: I camion grigi arrivavano, i tedeschi caricavano a spintoni o col calcio del fucile uomini, donne, bambini &#8230; e anche vecchi e malati, e ripartivano. Quando toccò a noi mi accorsi che il camion imboccava il Lungotevere in direzione di Regina Coeli&#8230; Ma il camion andò avanti fino al Collegio Militare. Ci portarono in una grande aula: restammo lì per molte ore. Che cosa mi passava per la testa in quei momenti non riesco a ricordarlo con precisione; che cosa pensassero i miei compagni di sventura emergeva dalle loro confuse domande, spiegazioni, preghiere. Ci avrebbero portato a lavorare? E dove? Ci avrebbero internato in un campo di concentramento? &#8220;Campo di concentramento&#8221; allora non aveva il significato terribile che ha oggi. Era un posto dove ti portavano ad aspettare la fine della guerra; dove probabilmente avremmo sofferto freddo e fame, ma niente ci preparava a quello che sarebbe stato il Lager&#8221;, ha scritto Settimia Spizzichino nel suolibro &#8220;Gli anni rubati&#8221;.</p>
<p>Per la prima volta Roma era testimone di un&#8217;operazione di massa così violenta. Tra coloro che assistettero sgomenti ci fu una donna che piangendo si mise a pregare e ripeteva sommessamente: &#8220;povera carne innocente&#8221;. Nessun quartiere della città fu risparmiato: il maggior numero di arresti si ebbe a Trastevere, Testaccio e Monteverde. Alcuni si salvarono per caso, molti scamparono alla razzia nascondendosi nelle case di vicini, di amici o trovando rifugio in case religiose, come gli ambienti attigui a S. Bartolomeo all&#8217;Isola Tiberina. Alle 14 la grande razzia era terminata. Tutti erano stati rinchiusi nel collegio Militare di via della Lungara, a pochi passi da qui. Le oltre 30 ore trascorse al Collegio Militare prima del trasferimento alla Stazione Tiburtina furono di grande sofferenza, anche perché gli arrestati non avevano ricevuto cibo. Tra di loro c&#8217;erano 207 bambini.</p>
<p>Due giorni dopo, lunedì 18 ottobre, i prigionieri vengono caricati su un convoglio composto da 18 carri bestiame in partenza dalla Stazione Tiburtina. Il 22 ottobre il treno arriva ad Auschwitz.</p>
<p>Dei 1024 ebrei catturati il 16 ottobre ne sono tornati solo 16, di cui una sola donna (Settimia Spizzichino). Nessuno degli oltre 200 bambini è sopravvissuto.</p>
<p>Dopo il 16 ottobre 1943, la polizia tedesca catturò altri ebrei: alla fine  scomparvero da Roma 2091 ebrei. Uno dei momenti più tragici fu il massacro delle Fosse Ardeatine; in queste cave di tufo abbandonate, fuori dalle porte della città e contigue alle vecchie catacombe, il 24 marzo 1944 furono trucidati 335 uomini di cui 75 ebrei. </p>
<p>Roma fu liberata il 4 giugno 1944 e la capitolazione finale di tedeschi e fascisti si ebbe il 2 maggio 1945. Nel 1946, le vittime accertate per deportazioni da tutta Italia furono settemilacinquecento e quelle per massacri mille; gli abbandoni per emigrazione, cinquemila. Dalla comunità di Roma, oltre ai 2091 deportati e morti, mancavano alla fine della guerra anche molti emigrati. Nel biennio 1943-1945 le perdite della popolazione ebraica in tutta Italia furono all&#8217;incirca 7750, pari al 22% del totale della popolazione ebraica nel nostro Paese.
</p></blockquote>
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		<title>Di: donnaemadre</title>
		<link>http://donnaemadre.wordpress.com/2008/06/23/i-sopravvissuti/#comment-6892</link>
		<dc:creator>donnaemadre</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 21:29:03 +0000</pubDate>
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		<description>Già, la ricerca del capro espiatorio, del totem negativo cui imputare ogni male, novello Tersìte che incarna ogni bruttura

*** dagli all&#039;untore... ma la peste non passa ***</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Già, la ricerca del capro espiatorio, del totem negativo cui imputare ogni male, novello Tersìte che incarna ogni bruttura</p>
<p>*** dagli all&#8217;untore&#8230; ma la peste non passa ***</p>
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		<title>Di: alla09</title>
		<link>http://donnaemadre.wordpress.com/2008/06/23/i-sopravvissuti/#comment-6887</link>
		<dc:creator>alla09</dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jul 2008 19:59:08 +0000</pubDate>
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		<description>Hai perfettamente ragione &quot;il seme del razzismo non è mai morto&quot;..cambiano le circostanze, cambiano le vittime, ma l&#039;aggressività verso le minoranze, verso il &quot;diverso&quot; e, soprattutto, la ricerca di un &quot;capro espiatorio&quot; cui imputare i problemi non risolti e verso cui catalizzare la rabbia della gente..sono meccanismi che abbiamo ancora sotto gli occhi, tutti i giorni.
E&#039; la fabbrica dell&#039;odio. Magari non arriverà mai più all&#039;atrocità dei campi di concentramento. Ma certo non porta bene, a nessuno.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Hai perfettamente ragione &#8220;il seme del razzismo non è mai morto&#8221;..cambiano le circostanze, cambiano le vittime, ma l&#8217;aggressività verso le minoranze, verso il &#8220;diverso&#8221; e, soprattutto, la ricerca di un &#8220;capro espiatorio&#8221; cui imputare i problemi non risolti e verso cui catalizzare la rabbia della gente..sono meccanismi che abbiamo ancora sotto gli occhi, tutti i giorni.<br />
E&#8217; la fabbrica dell&#8217;odio. Magari non arriverà mai più all&#8217;atrocità dei campi di concentramento. Ma certo non porta bene, a nessuno.</p>
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		<title>Di: osolemia</title>
		<link>http://donnaemadre.wordpress.com/2008/06/23/i-sopravvissuti/#comment-6362</link>
		<dc:creator>osolemia</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jun 2008 17:44:35 +0000</pubDate>
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		<description>mamma mia... di tutti i &quot;difetti&quot; dell&#039;uomo, la stupidità è quella che temo di più. hai ragione, non sai proprio come combatterla!</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>mamma mia&#8230; di tutti i &#8220;difetti&#8221; dell&#8217;uomo, la stupidità è quella che temo di più. hai ragione, non sai proprio come combatterla!</p>
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		<title>Di: donnaemadre</title>
		<link>http://donnaemadre.wordpress.com/2008/06/23/i-sopravvissuti/#comment-6316</link>
		<dc:creator>donnaemadre</dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Jun 2008 08:25:52 +0000</pubDate>
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		<description>Mia figlia mi riferisce che il suo insegnante in classe (quello che difendeva le due bulle, hai seguito tutta la storia?) ha fatto l&#039;apoteosi di Hitler, grande uomo politico e grande condottiero. Ha detto che gli ebrei un po&#039; se l&#039;erano voluta.

Lo stesso è quello che fa il buonista con serial killer, pedofili, and so on.

*** Contro l&#039;idiozia umana, mi sento le armi spuntate ***</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mia figlia mi riferisce che il suo insegnante in classe (quello che difendeva le due bulle, hai seguito tutta la storia?) ha fatto l&#8217;apoteosi di Hitler, grande uomo politico e grande condottiero. Ha detto che gli ebrei un po&#8217; se l&#8217;erano voluta.</p>
<p>Lo stesso è quello che fa il buonista con serial killer, pedofili, and so on.</p>
<p>*** Contro l&#8217;idiozia umana, mi sento le armi spuntate ***</p>
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