Maggio 13, 2008
In teoria sono contraria. In pratica, non solo sono divorziata, ma sono anche una grossa sobillatrice di terzi a seguire la stessa strada.
Perché sono contraria? Perché, credendo molto nell’immenso valore della famiglia e nella serietà dell’impegno matrimoniale, vedo questi miei principi disattesi nella facilità con cui si contrae il matrimonio quasi per “provarci”, o comunque per averlo fatto (molte donne hanno il complesso della zitella, e avere la fede al dito le salva da grosse turbe esistenziali), sapendo che esiste il teoricamente comodo paracadute del divorzio.
Quando poi le cose non vanno, secondo me bisognerebbe fare ogni sforzo possibile per farle andare, soprattutto quando ci sono figli di mezzo: per farle andare, intendo farle andare sul serio, un ritrovarsi davvero, non fare la finta, tra il disprezzo, il rancore, l’anaffettività e l’incomunicabilità, nonché la doppia e tripla vita, spesso da una parte e dall’altra, ma a volte anche da una parte sola, mentre dall’altra non c’è altra via che una rassegnata sopportazione che non fa bene a nessuno.
Sono invece favorevole perché, poniamo per ipotesi che uno si sia sposato convinto, con tutte le migliori intenzioni, si sia comportato responsabilmente, abbia fatto di tutto per difendere la famiglia e salvaguardare il matrimonio, ma le cose proprio non vogliono funzionare, quando l’alternativa è per l’appunto “il disprezzo, il rancore, l’anaffettività e l’incomunicabilità, nonché la doppia e tripla vita, spesso da una parte e dall’altra, ma a volte anche da una parte sola, mentre dall’altra c’è una rassegnata sopportazione che non fa bene a nessuno”, beh, allora il divorzio mi pare l’unica strada percorribile: la vita è una, e va vissuta alla massima espressione, laddove per massima espressione non intendo certo fare gli allegri gaudenti, ma conservare la dignità, il rispetto di se stessi, l’entusiasmo per la vita, il diritto ad amare ed essere amati, e a condurre una vita appagante e costruttiva.
Arrivati dunque, dopo ogni possibile sforzo e tentativo di riconciliazione, al divorzio, bisognerebbe almeno divorziare civilmente: qualunque sia la causa, fossero pure “futili motivi”, scannarsi non serve a niente, e la cosa peggiore che possano fare due coniugi che divorziano, comportamento per il quale andrebbero incriminati, è l’uso dei figli come arma di ricatto.
Al di là del fatto che due persone possano non amarsi più, o non andare d’accordo, o essersi ferite, ingannate, tradite, non appoggiate, non sostenute etc. etc. etc., i figli sono innocenti. Gli adulti sono adulti, e devono trovare la forza di affrontare la realtà e rinascere dalle proprie ceneri, per difficile che sia, ma il dovere di genitore non deve mai venire meno: e ammettendo pure che venga meno perché il genitore disperato, magari quello abbandonato, non ce la fa a essere all’altezza della situazione, prima di rovinare un figlio, dovrebbe avere il coraggio di raccogliere le proprie forze e di chiedere aiuto.
Per un figlio i genitori sono importanti, entrambi, e voler dimostrare a un figlio che l’altro genitore è un delinquente significa togliergli un importante punto di riferimento. Poi, siccome generalmente questo lavoro lo fanno tutti e due, i punti di riferimento al figlio vengono tolti a 360°, e qui si spiegano tanti sbandamenti dei nostri giorni.
Abbiate pazienza: a che serve che vostro figlio vi dia ragione? Se ce l’avete veramente (ammesso che si possa tracciare una linea di confine tra torto e ragione), non c’è nessun bisogno di dimostrarlo. E se avete bisogno di qualcuno che prenda le vostre parti, rivolgetevi a un pari grado, non a un figlio.
Per un figlio è terribile il conflitto tra genitori, e se spesso non è evitabile, è comunque evitabile mettere benzina sul fuoco e coinvolgere chi non c’entra.
Quando uno usa il figlio per vendicarsi dell’ex, sta spogliando questo figlio di qualsiasi valore, rispetto, dignità umana. Quando non gli facciamo vedere l’altro genitore perché vogliamo soldi o più soldi, stiamo usando la persona che ci dovrebbe essere più cara come una cosa. Quando non glielo facciamo vedere per “salvarlo” da quel “delinquente” che è l’altro genitore (a meno che non sia sul serio un violento, un pedofilo o simili), stiamo commettendo un abominio servendoci di patetici alibi.
Poi portiamo il figlio dallo psicologo, perché presenta dei problemi, non mangia, non dorme, a scuola ha avuto un crollo, frequenta gentaglia: in realtà chi dovrebbe andare in analisi spesso sono i genitori, non i ragazzi.
*** Mi fermo qui: l’argomento è vasto e doloroso… ***
Maggio 13, 2008 at 10:56 pm
vasto e doloroso…
Io non ho molta fiducia sul futuro della famiglia. Voglio dire che ormai le nuove generazioni sembrano così prive di valori (o valori diversi dai nostri) che difficilmente riescono a gestire e godere delle difficoltà che ogni giorno nascono in un nucleo familiare.
Credo che la provvisorietà, la temporaneità, nel futuro sarà una costante.
Ora, l’argomento è vasto e doloroso ma mi chiedo: cosa centrano i Possibly related posts qui sopra? Sono generati automaticamente ma che criterio usano?
Maggio 14, 2008 at 5:07 am
Non lo so che criterio usino… a giudicare dai post indicati, oserei dire nessuno, assolutamente random: li odio! Ma come si fanno ad eliminare?
*** Poi con più calma rispondo a te e agli altri sui post… ***
Maggio 14, 2008 at 7:57 am
credo che quella funzione l’abbia inserita tu perché in altri blog non li vedo.
Maggio 14, 2008 at 9:34 am
Neanch’io… ma se l’ho inserita è stata involontaria, e non ho idea di come toglierla…. so che tu odi questa espressione, ma io odio i “related post” e quindi…
*** aiutatemi!!! ***
Maggio 14, 2008 at 10:04 am
ma non è vero che io odio questa espressione. Qui ha un suo senso. E’ il Wine Bar che non lo ha.
Comunque, credo che dovresti togliere qualcosa trai i widget
Maggio 14, 2008 at 10:04 am
ah! ma forse ti riferivi all’”Aiutatemi” ?
Be’, ci ho fatto il callo.
Maggio 14, 2008 at 10:06 am
Forse ci sono riuscita, sono andata nella sezione “aiuto”, e spulciando tra le FAQ ho trovato qualche indicazione: non era tra i widget, ma su design/extra, ho biffato “hide” nunmericordoche, e sembrano scomparsi.
Maggio 14, 2008 at 10:37 am
Tornando all’argomento del post, rispondo al tuo primo commento: secondo me non si tratta tanto di non avere valori, quanto di avere perso la mentalità dell’ “impegno”; siamo in un mondo in cui tutto pare reversibile, anche quando si firma un contratto si pensa più alla possibilità di recesso che ad onorarlo.
Questo fatto del poter cambiare idea, che di per sé sarebbe cosa buona e giusta, portata all’eccesso sta generando il caos.
Voglio dire, portando un esempio su un altro settore, uno dopo le medie sceglie il proprio corso di studi: se, dopo il primo anno, si rende conto che quella non è la sua strada, cambiare indirizzo può essere un bene, ma comunque questo cambio di indirizzo è un fatto eccezionale, non è che la maggioranza degli studenti cambi indirizzo dopo il primo anno.
Ammettiamo invece che il fenomeno riguardi la maggioranza degli studenti: dopo il primo anno decidono che hanno sbagliato indirizzo, e quella non è la loro strada. Ripetono il primo anno di un altro corso di studi, e anche lì ci sono un paio di materie che proprio non vanno, e cambiano ancora. Il tutto per cinque, sei, sette volte: alla fine, stanchi, abbandonano gli studi, dopo aver studiato sette/otto anni ma essere rimasti, ciononostante, con la licenza media.
Detto così sembra assurdo, ma la mia impressione è che, sentimentalmente, ci comportiamo proprio così: scegliamo con più o meno superficialità, non tolleriamo la normale “umanità” del partner, e cambiamo, cambiamo, cambiamo, fino ad averci rimesso sogni, cuore, tempo, spesso anche soldi, e ci ritroviamo soli e pieni di amarezza.
*** Non è proprio un bel panorama… ***
Maggio 14, 2008 at 10:41 am
Confermo. Non si tratta solo di valori ma anche di impegno. E oggi è difficile impegnarsi.
Il matrimonio è una strana alchimia, di solito se va a rotoli la colpa è di tutti e due e di nessuno. E’ stato un’incastro riuscito male, come quando nel puzzle si cerca di forzare una tessera, solo perché le sagome si assomigliano. Quello che mi fa pensare sono quei matrimoni che naufragano subito. Io ho amici che si sono separati presto, addirittura il giorno dopo le nozze