Incontrò? I beg your pardon. Volevo dire come le loro voci si incrociarono… Voci? I beg your pardon. Volevo dire come le loro strade si incrociarono, e incominciarono a scrivere a quattro mani.

L’ha chiesto lui, nel commento di stanotte (è questo che Arthur mi chiede la notte…): “sento addirittura che sono approdato su questo blog, dieci giorni dopo quel commento… ricordi anche come ci sono arrivato? Evvabè, so che te lo ricordi, anche se potresti raccontarlo per i nostri amici…”

Ok, lo racconto, ma anche a lui lo dovetti raccontare, perché non sapeva mica quello che si era svolto dietro le quinte!

C’è una mia conoscente alla quale un giorno diedi un passaggio, e chiacchierando mi disse di avere un blog. Fu così che me lo andai a cercare, lo trovai (divertentissimo), e iniziai a leggere e a commentare (in forma per lo più anonima). Un giorno la rincontrai, e siccome era prossimo il compleanno di mia figlia, e avevo organizzato una cena fuori, con un tavolo di mamme e uno di figli, la invitai caldamente a partecipare, insistendo molto perché nicchiava.

Venne, e a tavola con gli altri, uscì il discorso dei nostri blog, e insomma si arrivò a parlare del perché avere un blog. A un certo punto lei mi chiese: “Hai letto quel tale che mi scrive chiedendomi perché avere un blog? “

No, non l’avevo letto. Mi era sfuggito e, senza segnalazione, mi sarebbe probabilmente sfuggito per sempre. Il giorno dopo lo andai a ricercare, e lo trovai. Questo il commento incriminato:

“E’ da un po’ di tempo che ti leggo e, devo ammettere che l’ho sempre fatto con piacere, soprattutto gustando tante volte la tua ironia. Con questo post, credo tu abbia toccato “il centro del problema”…: perché aprire un blog? A cosa serve e, soprattutto, a chi può servire realmente? Vedi, il tutto nasce dal fatto che da un po’ di tempo, sono alla ricerca di un motivo plausibile (potrebbe anche non esserci…), per aprire anch’io un blog. Sono, ovviamente un navigatore accanito, mi occupo, tra l’altro, di siti web e, sentendo la necessità di raccontarmi e di raccontare, ho incominciato a “rovistare” nella rete e, oltre al tuo, mi sono imbattuto in alcuni blog che, al momento, ritengo abbastanza interessanti. La cosa che mi ha più colpito in tanti blog che ho visitato, (forse troppi…) è che spesso si parla di se e, alle volte anche in maniera un po’ pretenziosa e piagnucolosa. Di contro, i commenti sono sempre, o quasi, telegrafici, o del tipo da te descritti, che noia… Qualcosa non mi torna! Il web è strapieno di blog ma, quanti di questi potrebbero realmente chiudere i battenti…e allora, perché continuano ad esistere!!? Ho l’impressione (sono sempre disposto a cambiare idea, se le argomentazioni sono valide e convincenti…), che il blog, sia una “forzata” vetrina personale, dove spesso si raccontano delle cose (personali…) e, dove spesso, i famosi commenti sono uguali a zero (anche dove ci sono…). Nell’epoca della comunicazione a tutti i costi, comunicare è diventato un optional; si parla di se, delle cose più varie, e alla gente non gliene importa un bel “fico secco”. Un blog, serve per raccontarsi, sicuramente, ma anche per raccontare delle cose, aggiungo io, altrimenti? E’ un diario (quanti blog/diario che ho incontrato…) ma, una volta il diario non era una cosa privata? Vabbè, oggi non esiste il privato, anzi, chi ha occasione di mettere in piazza le sue cose personali lo fa di gran corsa, ed allora… E’ un bisogno un po’ narcisistico per ascoltarsi e, allo stesso tempo, per darsi delle risposte. Forse è come il “lettino dello psicanalista”, dove qualcuno ad ascoltare c’è sempre e comunque. E’ indubbiamente tutte queste cose, un autoanalisi egoistica ma, perché farla sul web, a disposizione di un pubblico, in teoria, così vasto? I miei commenti, alle volte critici, alle volte ironici, ma sempre “lunghi e prolissi”, quasi dei post (così sono stati giudicati…), hanno alle volte suscitato reazioni inaspettate, magari solo perché al di fuori di realtà consolidate. Ci si conosce, e allora va anche bene un commento del tipo: … ;) Condivido, quindi, i tuoi sogni, li condivido e li sottoscrivo. Sai raccontare delle cose e, si ha sempre l’impressione che vengano dal tuo profondo. Sai fondere, a mio avviso, il tuo privato con ciò che ti circonda, senza presunzione e anche con un pò d’ironia, che non guasta mai. E’ vero, sei uno dei tanti blog che imperversano sulla rete, ma anche uno di quelli che usano le parole per comunicare, alle volte con un po’ di narcisismo ma, senz’altro da perdonare, visto che è da ritenersi del tutto naturale. Pertinente o meno, è così che la penso. Ciao Arthur
(Rispondi)

Questo lettore dubbioso ricevette varie risposte tra cui segnalerei questa…
..Inviato da Anonimo il 30/09/07 @ 09:10 via WEB

“Carissimo Arthur, uno che scrive come te DEVE aprire un blog! Hai ragione su tutto quello che scrivi, a volte ci si scrive addosso, a volte è il lettino di uno psicanalista, ma in cui siamo ad un tempo analista e paziente, l’analisi non ce l’aspettiamo dai lettori. A volte, per chi ama scrivere, è semplicemente un motivo per farlo… e poi, come diceva il buon Umberto Saba, il dolore è uno, ha una voce e non varia… ti è mai capitato di leggere un diario, o comunque un qualche tipo di “confessione” di qualcun altro, magari vissuto 200 anni fa, e ritrovarci te stesso? E sentirti meno solo? E sentirti rilassato e capito perché quel qualcuno era riuscito a esprimere quelli che in effetti erano i tuoi sentimenti? Apri il blog, mi metto in lista come visitatrice fissa! Ciao, DM
(Rispondi)

*** Tutto il resto, come sapete, è cronaca… ***