Maggio 2, 2008

Generalmente, quando a casa mia qualcuno suona il campanello, lo lascio suonare.
Neanche mi preoccupo di far finta di non esserci: se sto sentendo lo stereo continuo a sentirlo, persino se sto cantando a squarciagola continuo a cantare.
Ma quella volta ho aperto. La solita vicina, la faccio entrare “Prego, accomodati, ti preparo un caffè?”.
Annuisce, si siede, e viene subito al dunque: “Ma tu non hai nessuno?”. Alzo gli occhi, li punto dritti nei suoi: la fisso a lungo, lasciando che la soggezione la pervada.
Dalla mia testa esce una nuvoletta con scritto “Ma un pacchetto di fatti vostri, mai?”. In fondo però la invidio: immagino che, per occuparsi dei fatti del vicino, uno non debba avere nessun altro pensiero al mondo il che, francamente, non è il mio caso.
“Sai che dice la gente? “. “No”.
“Dice che… “. La fermo: “Intendevo dire, non lo so, e neanche mi interessa di saperlo”.
“No perché loro pensano che… “. La rifermo: “Cocca, intendiamoci su un punto: se le persone che parlano di me sapessero quello che io penso di loro, parlerebbero di me molto peggio”.
L’ho spiazzata. Mi fa quasi pena: magari ha perso il lavoro, o non ha i mezzi per andare in vacanza, e le serve un po’ di materiale per passare il tempo.
“Che ne pensi di questa qui a fianco?”. “Stellina, forse non mi sono spiegata: se sei venuta a trovarmi e a prendere un caffè sei la benvenuta, se sei venuta per una sessione supplementare di “taglia e cuci” hai decisamente sbagliato indirizzo”.
“Ma io ne volevo parlare bene!” precisa lei. “E io non ne volevo parlare per niente” puntualizzo io. “Anzi, siccome è tardi e ho un sacco di faccende da sbrigare, temo che non posso intrattenermi oltre”.
Se ne va, a testa bassa. Con le pive nel sacco. Poveretta, avrà fatto appello a tutto il suo coraggio per venire su: pensava di poter raccogliere qualche succulenta informazione, che tirassi fuori dal cappello un uomo sposato, o , t’immagini, una confessione di tendenze alternative.
In mancanza di questo, si sarebbe accontentata persino che avessi espresso una benché minima opinione su un’altra vicina.
Giornata decisamente infruttuosa…
Maggio 2, 2008 at 11:57 am
eehh…le donne. Sempre alla ricerca di trame oscure. Tuttavia conosco qualche uomo che si batte bene in questo e darebbe filo da torcere a tutte le comari del mondo.
ma potevi darle corda, chissà, forse saltava fuori qualcosa di buono.
Tutti a casa oggi? Solo io al lavoro?
Maggio 2, 2008 at 12:09 pm
No, lavoro anch’io… cioè, sto in ufficio…
Darle corda? Tu pensa che una volta stavamo in acensore e mi fa: “Lo sai, oggi parlavo di te con mia madre” (ndr, lei parla SEMPRE di me, sono il suo argomento di conversazione preferito, senza che io le dia spago: figuriamoci se glielo dessi…).
“E a proposito di che?”.
E lei: “Degli stranieri in Italia”.
“E io che c’entro?” le chiedo strabuzzando gli occhi.
“Beh, tu mica sei romana”.
“Veramente sono romana di Roma, di genitori romani, nonni romani, bisnonni romani…. Per quanto ne sappiamo, a memoria d’uomo, siamo sempre stati a Roma”.
“Beh, ma tu mica sei come gli altri romani…”
“Perché, come sono gli altri romani?”
“Gli altri romani magnano e beveno, te mica sei così!”
Ho finto di aver capito il suo punto di vista: “Ah, intendevi in questo senso!”, e lei si è sentita compresa e soddisfatta.
*** Come dice il buon vecchio Bonolis: “M’arendo!” ***
Maggio 2, 2008 at 12:14 pm
S.P.Q.R, Sono Pazzi Questi Romani, come dice Obelix…
Maggio 2, 2008 at 12:16 pm
Purtroppo a Roma ce ne sono pochi, non posso né confermarti né smentirti…
Maggio 2, 2008 at 12:21 pm
certo che è un bel modo di ragionare: parlare degli stranieri per riferirsi a te, che non magni né bevi. Insomma, un link molto ardito. Dovrebbe essere noiosa, petulante ma allo stesso tempo interessante questa tua vicina.
Comunque, io nun so de roma ma ce sta un buchetto nello stomaco e quindi vado a magnà
Maggio 2, 2008 at 12:30 pm
Comunque, tanto per spezzare una lancia in favore della poveretta, devo dire che cucina piuttosto bene, e ogni tanto mi porta su qualcosa: solo che il gioco non vale la candela, e quindi preferisco rinunciare al manicaretto, e continuare a ignorare il campanello, però, ormai lo sapete, a certi argomenti sono sensibile…
Una volta, come al solito, suona e io non faccio neanche la mossa di andare ad aprire: mia figlia, curiosona, guarda dallo spioncino, poi viene quatta quatta da me e mi fa: “Mamma, è Tizia, ha in mano un piatto coperto con la carta argentata”.
Che vi devo dire, la carne è debole: vado ad aprire, le tolgo il piatto di mano, mi scuso per il fatto che non la faccio entrare adducendo come pretesto che mi sto preparando per uscire, la ringrazio e richiudo.
La scena che ho fatto di aprire, toglierle il piatto dalle mani e richiudere, è diventata un mito sia tra i miei amici che tra quelli di mia figlia.
***Carognisia sugnu ***
Maggio 2, 2008 at 2:32 pm
occhio…un giorno ti offrirà un piatto avvelenato…
Maggio 2, 2008 at 2:36 pm
E’ probabile… già il marito si è offerto di buttarmi dalla finestra…
Ma per il cibo avvelenato, penso che si farebbe un po’ di scrupoli per la bambina…
*** e solo per lei… ***
Maggio 2, 2008 at 2:52 pm
e cosa gli hai fatto al marito? L’hai apostrofato perché fuma sulle scale?
Maggio 2, 2008 at 2:55 pm
Eh eh eh!!!
*** Scatena la tua immaginazione…. ***
Maggio 2, 2008 at 3:32 pm
l’hai sedotto e poi abbandonato?
Oppure l’hai incontrato in palestra e l’hai costretto a pedalare per 2.5 ore?
Ci sono: abita sotto di te ed è stanco di sentirti saltare la corda.
Maggio 2, 2008 at 3:37 pm
Oppure ho aperto gli occhi alla moglie….
*** Io non abbandono mai quelli che seduco… ***
Maggio 2, 2008 at 4:19 pm
hai fatto la spiiaaa?
Maggio 2, 2008 at 4:22 pm
Assolutamente no. Le ho semplicemente fatto presente che subire ogni sorta di angherie non è un destino ineluttabile.
Maggio 2, 2008 at 4:31 pm
ma allora è per questo che viene sempre a portarti i manicaretti. Si sente in debito eterno.
Maggio 2, 2008 at 5:03 pm
In effetti si è molto sollevata per delle indicazioni che le ho dato sul lavoro, sui suoi diritti sulla figlia, su come gestire la situazione con i genitori: poveretta, io ci scherzo ma in fondo mi fa pena, è una persona con cui la vita è stata dura, lei è molto impreparata, ed è in balia di tutto e tutti.
Però bisogna continuamente frenarla, con lei è necessario piantare i paletti molto in fondo: il suo modo per ricambiare è dare consigli a sua volta, e insegnarmi a campare secondo il suo metodo…
*** nun se pò, nun se pò ***
Maggio 3, 2008 at 1:27 am
Ma scusa, è sempre la stessa vicina? Quella che dovevo farle un lavoretto pulito pulito tempo fa?
Maggio 3, 2008 at 6:30 am
Ebbene sì, è lei.