Generalmente, quando a casa mia qualcuno suona il campanello, lo lascio suonare.

Neanche mi preoccupo di far finta di non esserci: se sto sentendo lo stereo continuo a sentirlo, persino se sto cantando a squarciagola continuo a cantare.

Ma quella volta ho aperto. La solita vicina, la faccio entrare “Prego, accomodati, ti preparo un caffè?”.

Annuisce, si siede, e viene subito al dunque: “Ma tu non hai nessuno?”. Alzo gli occhi, li punto dritti nei suoi: la fisso a lungo, lasciando che la soggezione la pervada.

Dalla mia testa esce una nuvoletta con scritto “Ma un pacchetto di fatti vostri, mai?”. In fondo però la invidio: immagino che, per occuparsi dei fatti del vicino, uno non debba avere nessun altro pensiero al mondo il che, francamente, non è il mio caso.

“Sai che dice la gente? “. “No”.

“Dice che… “. La fermo: “Intendevo dire, non lo so, e neanche mi interessa di saperlo”.

“No perché loro pensano che… “. La rifermo: “Cocca, intendiamoci su un punto: se le persone che parlano di me sapessero quello che io penso di loro, parlerebbero di me molto peggio”.

L’ho spiazzata. Mi fa quasi pena: magari ha perso il lavoro, o non ha i mezzi per andare in vacanza, e le serve un po’ di materiale per passare il tempo.

“Che ne pensi di questa qui a fianco?”. “Stellina, forse non mi sono spiegata: se sei venuta a trovarmi e a prendere un caffè sei la benvenuta, se sei venuta per una sessione supplementare di “taglia e cuci” hai decisamente sbagliato indirizzo”.

“Ma io ne volevo parlare bene!” precisa lei. “E io non ne volevo parlare per niente” puntualizzo io. “Anzi, siccome è tardi e ho un sacco di faccende da sbrigare, temo che non posso intrattenermi oltre”.

Se ne va, a testa bassa. Con le pive nel sacco. Poveretta, avrà fatto appello a tutto il suo coraggio per venire su: pensava di poter raccogliere qualche succulenta informazione, che tirassi fuori dal cappello un uomo sposato, o , t’immagini, una confessione di tendenze alternative.

In mancanza di questo, si sarebbe accontentata persino che avessi espresso una benché minima opinione su un’altra vicina.

Giornata decisamente infruttuosa…