Brutta cosa la gelosia. Brutta brutta.

E ve lo dice una gelosa, una che si sente contorcere le viscere persino se “lui” fa un buffetto su una guancia a un’altra: perché io non ci credo che possa esistere amore senza gelosia, non ci credo che uno possa essere coinvolto all’ennesima potenza con una persona senza la paura di perderla.

Ma scenate non ne ho praticamente mai fatte.

“Omnia munda mundis”, tutto è puro per i puri, e io ho sempre avuto fiducia nella persona che avevo accanto; anche perché, senza sintonia di certi valori, secondo me non c’è unione. Posso aver temuto di perderlo, ma non ho mai pensato che mi mentisse. Posso aver pensato che, a volte, mentisse a se stesso, ma sempre inconsapevolmente.

Non amo i bugiardi e i doppiogiochisti, e quindi per me il problema è risolto alla radice.

La gelosia che io condanno è quella malata, la paranoia allo stato puro, quella che rende la vita della persona che ci sta accanto un inferno: scenate, scenate, e ancora scenate, accuse, calunnie, persino pedinamenti, lettura della posta dell’altro, dei messaggi sul telefonino, violazione di ogni suo spazio. E per di più, per quanto una possa tentare di assecondare la persona gelosa, non dare adito, rassicurare, è una battaglia persa. Ci si ritrova soffocati dall’isolamento, dalla solitudine e dalle scenate, in una vita che non ha più niente di gioioso e costruttivo.

Si perde fiducia in se stessi, si perde il sorriso, la voglia di costruire, e tutto assolutamente a vuoto. Ci si ritrova larve spogliate di qualsiasi energia, e soprattutto il compagno, o la compagna, ci lasceranno lo stesso.

Il motivo? Ma perché l’abbiamo tradito ovviamente! E a nulla vale che non sia vero, che sia la più bieca e bassa calunnia: il geloso non ce la fa a convivere con il suo sentimento, con la sua insicurezza, con la sua paura. Con la sua malattia. Praticamente non ce la fa a vivere con se stesso ma, non potendo lasciare se stesso, non può far altro che lasciare l’altro.

Che poi magari alla fine, portato all’esasperazione, tradisce davvero. Magari per evadere da quell’inferno. O forse solo perché stanco di essere accusato ingiustamente alla fine scatta la molla del “Mi hai accusato di questo? E ora lo faccio davvero, così ti do ragione!”, o perché non sopporta più una correttezza e una lealtà che non pagano.

La persona gelosa ti uccide, psicologicamente, ma spesso anche materialmente (e la cronaca è piena di questi episodi).

Che altro dire? Se avete accanto una persona gelosa, in maniera paranoica e invivibile intendo, non aspettate che vi faccia a pezzi, non riducetevi a passare la vostra vita a piangere e giustificarvi, non combattete una battaglia persa, in cui l’unico ruolo che vi è concesso è quello della vittima sacrificale.

Io penso che l’unica soluzione sia fuggire: meglio il dolore di un distacco, lenito da una ritrovata tranquillità, che una stupida, infinita agonia.