Pochi momenti sono più deliziosi di quando un figlio comincia a parlare. Finalmente possiamo condividere i suoi pensieri pisoli pisoli e, se si ha la fortuna che ho avuto io di avere un figlio chiacchierone, il divertimento è assicurato.

Mi raccontò una volta una mia amica, che il figlio le chiese: “Mamma, ma quando uno parla, dove va il parlo?”. Mi disse che il figlio sfornava queste chicche in continuazione, ma lei le aveva dimenticate tutte.

Fu così che decisi di scriverle e ora, risfogliando l’opuscoletto intitolato “Frasi celebri di Attilisia“, il divertimento (e un po’ di commozione) sono assicurati. Il tutto risale a quando lei aveva tra i due anni e mezzo e quasi tre e mezzo.

Le sto rileggendo, e mi ricordo bene l’episodio descritto: Attilina a casa della zia, vede una ciotola piena di biscotti; l’attirano molto ma, educatamente, sta al suo posto e aspetta che la zia glieli offra. Poiché però la zia è evidentemente distratta, le si avvicina e, con il tono più flautato possibile, le suggerisce: “Se vuoi, puoi darmi un biscotto!”.

O un’altra volta che in macchina vuole che le apra una merendina, e io “No, perché si sbriciola troppo”, e lei, di rimando: “Ma poi viene il buon Dio che fa tutto bello e pulito e spazza tutte le briciole!”.

Poi, quella da non perdonarle: “Mamma, anche se sei un po’ brutta ti voglio tanto bene!”.

Una volta, esasperata, le urlai “Io ti ammazzo!”; e lei, fiera, prontamente: “Se mi ammazzi ti mando in carcere, in castigo in un posto bujissimo!”

Una volta, impedendo al padre di guardare il telegiornale, lo esorta: “Guardiamo i cartoni animati, che sono il telegiornale dei bambini!”

E ancora un altro episodio: alla scuola materna mi avevano detto che avrebbero insegnato l’inglese ai bambini, ma io non riuscivo a capire se il progetto fosse stato avviato o meno. Cerco di sapere da mia figlia se c’è una nuova maestra, una persona che parla in maniera strana, ma niente, non riesco a ottenere informazioni. Un giorno, finalmente, mia figlia esclama con voce stentorea “YEEEES!”. Di nuovo insiste: “YEEEES!”. Poi, rivolgendosi a me, mi spiega “Yes significa ‘no’ “. E io, perplessissima, mi chiedo: “E quanto dovrò pagare per queste lezioni?”.

Un’altra volta stava studiando inglese da sola con le videocassette di Walt Disney (Magic English). Io comincio a chiederle: “che significa rabbit?” E lei “Coniglietto”. “E cat?” “Micetto”. “E dog?” E lei, dopo una pausa di riflessione: “Pluto!”.

E per concludere (e vantarmi tanto), frasi per la mamma:

“Mamma, io piango perché sono commossa di quanto tu sei bella!”.

“Mamma, sei come una stella con gli occhi, il naso, la bocca, d’oro e d’argento tutta molto brillante!”

“Mamma, lasciami con papà e stai tranquilla: è buonissimo!”

“Mamma, non ti preoccupare per la pancia grossa: sei bellissima così!”.

E mi fermo qui….