ciccio-e-tore.png Oggi sono capitata per caso su un blog che parlava della tragedia di Gravina, e ho lasciato un commento che vorrei condividere con voi:

Sono arrivata al tuo blog per caso, partendo credo da una tua visita al mio profilo. Poi ho visto il nome del tuo blog, padrinegati, e l’effetto è stato tra il pugno nello stomaco e il segno del destino. Da quando sul mio blog ho scritto il post “Padri separati“, ripreso poi da Libero nelle pagine dell’attualità, si è scatenata la polemica, ma molti erano i messaggi, che mi arrivavano da più parti, di “mettermi nei panni” dell’uomo di oggi: l’uomo che non può più giocare o fare un complimento a un bambino, senza essere accusato di pedofilia, il bambino sbattuto sui manifesti da un fotografo di dubbio gusto con sotto la scritta “carnefice”, quasi in bilico tra la condanna e la predestinazione… sì, avete ragione, non è facile essere uomo al giorno d’oggi. Ma forse essere donna non è stato facile mai… Certo è che, più difficile di tutto, oggi, è essere bambini. Gravina insegna? Mah, a me pare che nulla ci insegni nulla: continuiamo a vivere divorati da un meccanismo che non controlliamo e non contrastiamo, la giustizia come assurda macchina burocratica, famiglie sfasciate, odi, rancori, incapacità degli adulti che passano sopra la testa di questi poveri figli nostri… E Ciccio e Tore che ci dicono “Genitori, eravamo sotto i vostri occhi, e avevamo bisogno di voi: ma eravate troppo occupati ad odiarvi”. Dovrebbero far loro una statua con questa scritta, monito ai genitori di figli ancora vivi, ma della cui vita questi genitori non si accorgono, così presi ad odiarsi. Impareremo mai?