affido-condiviso.jpg Ce ne sono tanti ormai di movimenti in difesa del padre separato. Ci sono troppe madri che usano i figli come arma per vendicarsi di un amore tradito, di un progetto famiglia fallito. Madri che capiscono il proprio stato d’animo, ma non il dolore e la criticità della situazione del proprio figlio, madri il cui amore per i figli non riesce a essere più forte dell’odio per l’ex.

Ciò premesso, e pur avendo personalmente conosciuto situazioni di questo tipo, continuo a pensare che nella stragrande maggioranza dei casi il padre separato non mantenga - se mai l’ha avuta - la capacità di essere genitore. Padri che non si assumono alcun compito genitoriale, alcun ruolo educativo, alcuna responsabilità formativa: danno il tempo che possono, quando possono e se sono di buzzo buono, danno i soldi che gli avanzano, se gli avanzano, quando gli avanzano. E se sono di buzzo buono. Non sia mai che alla ex avanzi un centesimo. E non sia mai che possa rifarsi una vita.

Non parliamo poi delle visite. Se una madre ha un problema, deve fare i salti mortali per sistemare il figlio in sua assenza. Se lui ha un impegno (magari una bella signorina che pare proprio che quella sera gliela passi), fa una telefonata e dice “Non vengo”, e per lui il problema finisce lì: quello che va all’aria è l’impegno di lei.

Naturalmente il padre è adorato dai figli: papà non rompe, con lui non bisogna lavarsi, non bisogna fare i compiti, si pranza con biscotti, cioccolate e caramelle, massimo da Mac Donald, la mamma è di una noia mortale! E poco importa se il figlio non ha le scarpe, e il padre spende una cifra equivalente in luna park.

Questo quando se ne occupa lui. Più spesso prende il figlio e lo porta dalla propria madre, la quale sarebbe pure disponibile a fare la nonna, persino la nonna sitter, ma a fare di nuovo la madre a 360° non ce la fa. Si lamenta la nonna, ma mica lo capisce che se il figlio è così superficiale e irresponsabile per il 99% è colpa sua!

Mi ricordo mia suocera, a tavola, alzarsi indispettita dicendomi: “Ti credo che mio figlio non mangia i fagiolini, non glieli hai conditi!”. Strabuzzo gli occhi: “Signora, suo figlio ha 34 anni, forse un limone riesce a spremerselo da solo!”. O quando si è messa a braccia spalancate davanti alla sala parto, coprendo tutti di ridicolo, a urlare “No, mio figlio non deve entrare, non è spettacolo per un uomo!”. O quando, già separati, lui si prese un appartamento che non poteva permettersi e quindi non dava più soldi per la bambina, e la madre ebbe a commentare: “Ma mio figlio ha bisogno di spazio!”.

Ma, gentili nonne paterne, spiegatemi una cosa: quando vi lamentate che vi viene lasciato il bambino e non ce la fate, vi lamentate perché non ci pensa lui, o vi lamentate che non ci pensa lei? Probabilmente la “lamentazione” è riferita a lei, perché vostro figlio, poverino, ha pur bisogno della sua libertà! E i figli sono cosa da donne….