Cos’è l’amore.
November 30, 2007
Cos’è l’amore, ci ha chiesto Arthur. E io ho cercato dentro di me una risposta.
Mi ricordo quando un qualcuno chiese: “Non so se sono innamorata”, e qualcun altro rispose: “Allora non lo sei.” . Altrimenti lo sapresti.
Mi ricordo quella leggenda che dice che Dio ha creato le anime con due ali, e poi le ha mandate sulla terra divise in due: ed è per questo che ognuno deve ricercare la sua altra metà per poter volare. La Sua. Per poter volare.
Sì, l’amore è questo: trovare la persona con cui sentiamo di essere diventati uno, e poter volare.
Come si trova? Comincio a pensare che l’artefice, il cinico artefice, sia solo il destino. Noi dobbiamo fare solo una cosa: non chiudere gli occhi. E un’altra cosa dobbiamo fare: non tentare di impossessarci delle ali altrui.
Perché, se siamo gabbiani, è inutile avvinghiarsi a un tacchino che non si solleverà mai da terra; è sciocco soffrire quando lui ci viene a dire: “ho trovato una tacchinella, un’anima gemella: è con lei che voglio stare”.
Ha ragione lui: che ci fa un tacchino con un gabbiano, quel povero gabbiano che ce l’ha messa tutta, poveretto, agitando forte forte la sua unica ala ma che, alla fine, girava in tondo? Che ci fa a terra un gabbiano, lo scopo della cui vita è volare, non l’illusione del volo, non il tentativo frustrato e deluso di librarsi in volo.
Cos’è l’amore, ci ha chiesto Arthur. E io ho cercato dentro di me una risposta.
E ho pensato a quell’amore che vuole la felicità dell’altro, al di là e al di sopra di tutto. Ma quello è amore materno.
L’amore uomo/donna vuole la vicinanza, vuole l’esclusività, vuole il possesso. Vuole il tempo dell’altro, i suoi pensieri, le sue parole, le sue attenzioni.
“Sii felice con l’altro/a”, che tanti sommessamente dicono, forse credendo di crederlo, è puro infingimento, uno dei tanto infingimenti dell’amore. E vuol dire “L’altro? Chi è l’altro, cos’è l’altro? Non è vero, dimmi che non è vero! Noi siamo noi, noi, troppo noi per finire! Dimmi che non è vero, dimenticherò quello che hai detto, perché non è vero, non c’è un ‘voi’, noi siamo noi, dimmi che siamo noi!”
Questo significa “Sii felice con l’altro/a”.
Io, a mia figlia, parlo sempre di Albert Sabin. Perché deve sapere che al mondo non esiste solo il bieco interesse. Non esistono solo gli opportunisti. Sabin, che rinunciò allo sfruttamento commerciale del vaccino da lui trovato, affinché potesse essere disponibile con maggiore anticipo, salvando così più vite.
Le parlo sempre dei pompieri di Chernobyl, che rifiutarono di essere sostituiti nella lotta contro la catastrofe, tutelando così, oltre alle vittime che stavano cercando di salvare, anche i propri colleghi.
Le parlo sempre di Giorgio Perlasca, e di quello che rischiò, e di come lo rischiò, per salvare dallo sterminio centinaia e migliaia di persone.
Ma questo è amore per l’umanità. Questo è amore per la vita. Volevo dire, per la Vita.
*** Non piangere, gabbiano, lascia il tacchino alla tacchinella, il tordo alla tordella, e continua il tuo volo: è difficile incontrarsi in volo, ma vuoi mettere vivere il vento, e avere occhi che guardano lontano? Può compensare l’attesa, oh sì che può! ***
Dicevo, cos’è l’amore, ci ha chiesto Arthur.
E io ho cercato, dentro di me, una risposta.
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1.
antonella | December 1, 2007 at 12:05 pm
Spesso mi lamentavo del fatto che nella mia vita fosse entrato poco amore. Crescendo ho capito con l’esperienza che c’e’ ovunque e spesso intorno noi . Abbiamo un modo di viverlo e sentirlo che ce lo fa apparire lontano. Sembra un tipo strano e sfuggente perche’ e’ l’unica forza dell’universo che non si puo’ manipolare. Lo puoi soltanto esprimere. Puo’ passare attraverso di te ma non lo puoi possedere. E’ l’unica forza dell’universo che ti costringe a cambiare e a vivere.
2.
donnaemadre | December 1, 2007 at 12:21 pm
Nella vita spesso entra poco amore perché se ne ha paura. Ci si accontenta di amori di serie B, perché sono quelli che si è disposti a perdere. Per l’amore di serie A bisogna invece essere strutturati, avere il coraggio di lasciarsene coinvolgere e invadere, di affidarsi. Ma ne vale la pena. Perdere l’amore di serie A fa male. Ma quello che ti lascia l’averlo avuto non ha prezzo.
3.
cytind | December 1, 2007 at 11:28 pm
Sono belle le cose che dici, DM. Mi piacciono (cioè, mi piacerebbero), fanno parte dei segreti dell’anima, di quelle cose che anch’io in fondo ho sempre cercato e pensato che ci dovrebbero essere. E ti invidio per la freschezza e la sicurezza con cui tuttora sostieni le cose che dicono le ragazzine, perché a loro sembrano vicine e normali, pur non essendo tu una ragazzina.
Ma tutto questo mi sembra di un lusso strepitoso, che sa di forze e animo e speranze giovani, di enorme dispendio di energia, di tempo (vero o percepito come) infinito davanti, di carica vitale travolgente…
Certo che non è sbagliato preferire i gabbiani ai tacchini, i fuochi d’artificio ai cerini, il Ferrari al cinquino. Grazie.
A me l’altro mezzo gabbiano praticamente non è capitato mai. Mi sono sempre accontentata, e mi accontenterei tuttora, di un piccolo amore affettuoso e/o amichevole, da innaffiare e coltivare con pazienza, da tenere vicino anche solo per vivere un po’ più umanamente. Io ho SEMPRE detto “non so se sono innamorata”, sempre ho avuto dubbi infiniti e in fondo la sensazione che no, che non fosse quello che avrei sperato; ma dopo aver CERCATO di esserlo per un tempo sufficiente, come meglio sapevo e immaginavo, ho avuto qualcosa che, non so, magari era sempre un’altra cosa, ma era, mia cara, radicata, e ci avrei anche continuato a vivere. Abitudine? Aggrappamento? Routine? Ma magari, pur di viverlo tutti e due con buona disposizione d’animo e buona volontà.
Di più, mi piacerebbe: quando ne ho avuto qualche sprazzo, ho saputo di vivere; ma è stato sempre come essere sotto una pioggia d’oro: bello quanto vuoi, ma non immagini di poterne fare un progetto, ti aspetti per certo che finisca e quando succede non ti sogni nemmeno di poter, non dico resistere, ma anche solo obiettare. E’ come veder accumularsi energia potenziale in un sistema instabile, e accettare da un momento all’altro il crollo, il botto.
L’equilibrio tende al basso livello energetico, la normalità mi sembra inevitabilmente moscia per legge fisica…
4.
donnaemadre | December 2, 2007 at 8:31 am
Io mi chiedo sempre perché la maggior parte delle persone abbia paura dell’Amore con la A maiuscola. Che non è per niente, cara Cytind, l’amore romantico e irreale delle ragazzine, è un amore che si nutre pure delle difficoltà della vita, e non è per niente svincolato dalla realtà. Io non dicevo neanche che il gabbiano è meglio del tacchino, dicevo solo che sono due specie diverse, e nella vita bisogna cercare chi ci è compatibile. La maggior parte delle coppie, oggi (probabilmente anche ieri!), è formata da due mezze “qualcosa” difformi, che si tengono insieme quelli sì con enorme, quanto mal impiegato, dispendio di energia. Più di uno se n’è andato da me perché troppo amato, e non perché questo si traducesse in alcun modo in un comportamento “soffocante”, oh no, io sono talmente aperta e piena di interessi!
Il problema è che l’Amore con la A maiuscola è impegnativo, non te la senti di usare i “mezzucci” che hai usato fino a quel momento, ed è quello che ti castra, il castello di alibi in cui sei stato abituato a vivere che crolla, le bugie con cui ci inganniamo che non riescono più a difenderci. Dobbiamo uscire allo scoperto, smontarci e ricostruirci, e il primo istinto è quello di scappare.
Sono tutti tornati. Peccato che si fossero dimenticati, prima di andare via, di mettermi nel pozzetto del congelatore. O almeno lasciare un po’ di naftalina qua e là.
“Ho capito di amarti, non voglio vivere senza di te”. E io che me li guardo, con gli occhi tra il perplesso e l’amareggiato, a rivivermi tutto il dolore del post-abbandono.
Quant’è passato? Sei mesi, un anno, due? E secondo te mi ritrovi qui, fresca come un fiore, innamorata come il primo giorno, con tanta voglia di ricominciare?
L’amore si nutre anche di stima. Oltre che di presenza. Te ne sei andato, e io ho potuto solo subire. Me li sono sciroppati da sola tutto il dolore, tutta l’impotenza, mentre tu svolazzavi a destra e a manca, libero dal peso di ogni responsabilità e ogni confronto adulto. Poi, crisi esistenziale, e ritorni bello bello, credendo di farmi questo gran favore, a dirmi: “Ho capito di non poter fare a meno di te”. Guarda caso, io invece ho capito che ne posso fare a meno benissimo. “Ma io ti amo!”
E ’sti fatti, a noi li vieni a raccontare?
Uno pensava pure di poter dettare condizioni: basta che non parliamo del passato (gli dovesse rimordere la coscienza!). Ho ascoltato il suo monologo senza proferire verbo, poi ho alzato la mano in cenno di saluto, ho voltato i tacchi e me ne sono andata. Le cose belle bisogna pure saperle riconoscere. Le cose belle non stanno lì ferme ad aspettarci, ad aspettare le nostre altalene. Ma tu, Cytind, sei una cosa bella che non sa di esserlo. E questo mi dispiace.
5.
alla09 | December 2, 2007 at 5:38 pm
Ciao cara, sul tuo blog non ci sono mai discussioni banali..questo a volte per me è un problema, perchè non sempre ho la concentrazione per provare a scrivere qualcosa di vagamente sensato…Adesso era un po’ che non passavo e avrei da rispondere per ore…ma non posso, la piccola peste mi sta tirando giu’ tutti i libri dalla libreria! Allora ti mando solo un forte abbraccio e ti dico che sono d’accordo con te. L’Amore con la A maiuscola vale sempre la pena di essere vissuto, anche se ci lascia tanto dolore…e il rimpianto di quello che avrebbe potuto essere se anche in Lui l’amore avesse prevalso sulla vigliaccheria.
6.
cla | December 2, 2007 at 6:53 pm
ma son parole di un libro no?
7.
donnaemadre | December 2, 2007 at 8:40 pm
No caro (o cara, non so chi tu sia). Tutta rigorosamente farina del mio sacco: e scritta in dieci minuti. Forse cinque.
E mi dispiace quando si fanno queste affermazioni.
Magari un giorno saranno pure parole di un libro: il mio.
8.
donnaemadre | December 2, 2007 at 9:13 pm
Cara Alla, l’amore con la A maiuscola è quello vissuto e alimentato da due persone con la P maiuscola. Amare non è una cosa facile: ci vuole intelligenza e onestà intellettuale, ci vuole umiltà, comprensione, empatia. E ci vuole anche la determinazione a far funzionare le cose. Hai presente quel detto che dice: “La paura bussò alla porta: il coraggio andò ad aprire, e non trovò nessuno”. Lo stesso principio si può applicare all’amore: non si tratta di vigliaccheria che ha prevalso sull’amore: se ci fosse stato amore, la viltà non sarebbe esistita. E qui parliamo anche di amore per una figlia! Se non riesce a cambiarti neanche quello…..
Un bacio alla tua pestifera!
9.
arthur | December 3, 2007 at 12:57 pm
Forse l’amore è più difficile descriverlo che viverlo, o magari il contrario, non lo so di preciso…
Nel mio commento n. 260, dell’angolo delle chiacchiere, ho descritto l’amore come fosse una emozione, una grande emozione.
Mi sono immaginato innamorato o sul punto di esserlo e, per dire ciò che provavo, un biglietto, scritto d’impulso, quasi come una preghiera…
Invece poi, era solo un gioco, la voglia di rinnovare una emozione, per non dare nulla per scontato, come fosse la prima volta.
Possibile, impossibile?
Cosa sono gli amori di serie A, B o C?!!
Non riesco a catalogare l’amore in stereotipi preconfezionati. L’amore quando esiste, è amore, altrimenti, chiamiamolo in un altro modo, innamoramento, simpatia, amicizia, sesso, reciproca compagnia…o non so cosa.
Per amare, bisogna essere in grado di investire tanta fatica, di mettersi in gioco, di non avere paura di perderci; aver voglia di ricominciare, avere voglia di condividere.
Forse l’ho già detto ma, vorrò innamorarmi anche a 80 anni, perchè è di emozioni che ho voglia, di viverle perdutamente e senza compromessi. Certo, l’amore è anche fiducia, stima, comprensione, disponibilità, è tutto questo e, tante altre cose ancora ma, essenzialmente è emozione allo stato puro. Quando guardo due vecchietti che con la mano nella mano, camminano per le vie della città, in loro vedo l’amore, la voglia di essere l’uno per l’altro indispensabili. E’ l’emozione che si è tramutata in bisogno, un’emozione più matura, fatta di vita vissuta insieme, di profonda conoscenza l’uno dell’altra ma, anche di difetti tollerati, di piccoli segreti scoperti e mai rivelati. Se mi fanno tenerezza, è per la loro fragilità ma, anche perchè insieme sono giunti a quel traguardo che per tanti diventa irraggiungibile e, spesso mi chiedo: ed io, cosa sarà di me?
Prima che morisse, mio padre tenendo la mano di mia madre, le disse sussurrandole queste parole: ti ho sempre amato tanto. Eppure, i litigi erano il loro pane quotidiano.
Leggendo i vostri commenti, mi colpisce l’amarezza di questi amori non ripagati, di queste speranze mal riposte ma, soprattutto, questo bisogno di essere ancora lì, a disposizione, forse per un cenno, per non sentirsi trasparenti. Sarà amore anche questo ma, il vero amore è condiviso, magari non allo stesso modo ma, pur sempre “ripagato”. Altrimenti, cara Cytind, è solo farsi del male. Crogiolarsi nell’inutile speranza e, intanto…niente va vissuto a tutti i costi, “con buona disposizione d’animo e buona volontà”.
Ha ragione DM: parti, vai in vacanza, fai una crociera ma da sola, per darti delle opportunità, per riprendere te stessa e sperimentare la tua voglia di piacere e di essere ricercata. Ciò che ho detto a Very, vale anche per te, fanne buon uso.
Mi piace la forza di DM, che sa di speranza, la serenità di Antonella, che mi da forza;
ovviamente, non ho nessuna verità in tasca ma, quanto meno, combatto e cerco di crederci.
10.
donnaemadre | December 3, 2007 at 1:21 pm
Caro Arthur, per certe cose hai scritto qualcosa che potrei aver scritto io, tanto condivido i tuoi pensieri. Ma qualche cosa voglio precisare: quello che io chiamo amore di serie B, è quello che forse tu definiresti abuso della parola ‘amore’: è così, ma il dato di fatto (e dobbiamo essere realisti) è che la parola ‘amore’ viene usata per indicare tante cose. A volte a sproposito, a volte no. Perché esiste l’amore che lega due persone, e quello, hai ragione tu, non ha senso se non è, in qualche modo, ripagato; ma esiste anche, come direbbe Platone, l”Amore in sé”, che è un sentimento che è proprio di ciascuno di noi e che, quando abita dentro di noi, ha voglia e bisogno di esplodere, indipendentemente dall’esistenza o meno di un “oggetto del desiderio”. Poi c’è il bisogno d’amore, che pure è di ognuno; c’è quel diritto esistenziale ad essere amati per quello che siamo, a essere importanti per qualcuno. E anche questo bisogno d’amore, viene chiamato amore. Dentro di noi, specie dentro a chi è solo, si agitano forme d’amore, d’Amore, e di bisogno d’amore come schegge impazzite, producendo i risultati più bizzarri. E figli degeneri di questo “frullato” emotivo, sono spesso dei comportamenti autolesionistici e questuanti, mostri da gettare senza ripensamenti dalla rupe Tarpea. Anche mio padre, come il tuo, è morto baciando le mani di mia madre, dicendole “Non avrei potuto vivere neanche un’ora senza di te”, e anch’io mi trovo a chiedermi “Che sarà di me”. Io sono piuttosto “altera”, cioè sono espansiva, affettuosa, non ho problemi a dichiarare i miei sentimenti, ma poi rimane fermo il concetto che dove c’è “corrispondenza d’amorosi sensi”, l’amore è reciproco per forza. Se non c’è, al di là di ogni discorso sull’umana dignità, prostituirsi (affettivamente parlando), è prima di tutto inutile. Passare la vita ad aspettare una persona che comunque NON E’ il nostro principe azzurro, NON E’ la persona che ci renderà felice, alimentare VOLONTARIAMENTE un sentimento che ci fa stare male, è un comportamento che non riesco a condividere. Una volta una persona mi disse, e per me è uno dei complimenti più belli che io abbia mai ricevuto “Hai l’umiltà delle persone intelligenti”. Anche una mia insegnante mi diceva “Tu ti devi mettere in testa che gli altri non hanno la tua testa, e quello che è scontato per te non lo è per gli altri”. Ecco, la nostra amica ha l’umiltà delle persone belle, aperte al prossimo, senza pregiudizi, piene di voglia di dare. E si deve mettere in testa che le sue qualità non sono così diffuse: e comunque, se io dovessi piangere per una casa che non posso avere, non dico che non piangerei, ma lo farei davanti a una villa con piscina e campo da tennis, non davanti a un seminterrato.
Ma gli occhi di un innamorato possono anche trasformare un seminterrato in una reggia…
Comunque considera che io e le mie amiche (siamo in quattro a parlare su questo blog), abbiamo storie, personalità, aspetto e comportamenti molto diversi l’una dall’altra, ma lo stato dell’arte mi pare tragicamente lo stesso!
11.
arthur | December 3, 2007 at 3:27 pm
Non volevo escludere l”Amore in sé”, anzi. Piuttosto, con queste quattro dolci fanciulle, tanto diverse tra loro ma, con “lo stato dell’arte tragicamente uguale”, cosa ci fa uno come me?!! E questi uomini, dove sono? Coraggio, fatevi avanti, Giovanni, tu che spesso parli d’emozioni, cos’è che ci racconti…
A volte vorrei lasciarvi da sole a confrontarvi, così solidali, così capaci di cogliere ogni piccola sfumatura, l’una dell’altra…ed è bello stare a guardarvi.
Mentre vi ascolto, ripercorro momenti già vissuti e, quasi mi sembra di essere un intruso, a voler interrompere tutto questo “chiacchierio” ad alta voce.
Continuiamo a parlarne…
***ma la domenica, come è passata la domenica…***
***Magia della rete! Ieri a Milano vi ho pensato e, vi vedevo tutte e quattro intente a rovistare tra cianfrusaglie d’ogni tipo, a ridere e scherzare, di tutti questi uomini indecisi, così, compagnone di una giornata un po’ diversa. Che bello che sarebbe stato!***
12.
donnaemadre | December 3, 2007 at 3:43 pm
No, per favore… non mi lasciare in mezzo ad altre donne a parlare di come non riusciamo a comunicare con voi!
Dove sono questi uomini? Ti rispondo tra qualche minuto nel nostro angolo…
13.
antonella | December 3, 2007 at 10:01 pm
x arthur : la serenita’ di antonella che mi da forza ? mi sono sbellicata mezz’ora su questa frase ma poi sono diventata seria perche’ anche DM mi ha confermato che trasmetto serenita’ .
?????????????????????????????????????????????????????????? ma de che ?????? sono inquieta per natura, dentro c’e’ sempre stata una tempesta col mare mosso e onde alte 7 metri . oltre all’avvocato c’e’ uno psicologo che gira su questo blog ? a questo punto c’e’ qualcosa di me che non capisco. sorpresa, sorpresa. veramente ti da forza la mia ” serenità”? dove la vedi ? per favore dimmelo perche’ io continuo a chiamarla a bassa voce dal davanzale della finestra tutti i giorni.
14.
donnaemadre | December 3, 2007 at 10:48 pm
Io ti conosco ormai da anni, e ti confermo che trasmetti serenità. Voglio chiedere anche a Cinzia, sono convinta che la pensa come noi. Ma tu dici di no…. A questo punto aprirei un altro dibattito: che cosa è la serenità?
15.
arthur | December 4, 2007 at 9:42 am
Antonella…e così, sei un turbinio di sentimenti, un mare in tempesta forza 8, con onde alte 7 metri?
Wow!!! Deve essere molto stimolante vivere con te. Chissà quanti fuochi d’artificio. Una mia ex donna era più o meno così e…che vita movimentata…non ho mai avuto il tempo di annoiarmi.
Nel tuo commento n. 1 di questo post, dici: “spesso mi lamentavo del fatto che nella mia vita fosse entrato poco amore. Crescendo ho capito con l’esperienza che c’e’ ovunque e spesso intorno noi”. Mi sembra molto saggia come affermazione e, anche sinonimo di serenità e poi, in altri commenti, hai spesso manifestato il tuo pensiero in modo molto garbato, come se l’aver preso coscienza del fatto, non ti arrecasse particolari problemi.
Eccoci!
Certo, la tua rabbia nei confronti dell’operaio rumeno della telecom, ha un attimino alzato la temperatura in tutto il blog, ma è stato soltanto un episodio solitario e quindi, poco influente.
A parte gli scherzi, si può essere sereni, anche con un carattere come un mare in tempesta e, nel caso contrario: parliamone!
Ti abbraccio.
16.
donnaemadre | December 4, 2007 at 10:02 am
E adesso l’Arthur mi corteggia l’Antonella….
*** non c’è più religione ***
17.
arthur | December 4, 2007 at 10:08 am
DM, credo di non averlo ancora detto ma tu: sei tremenda!
***vado a lavorare che è meglio…***
18.
donnaemadre | December 4, 2007 at 10:26 am
Io NON sono tremenda.
E Antonella NON è pakistana.
*** così mi cresce solo mezzo naso ***
19.
antonella | December 4, 2007 at 6:25 pm
va bene va bene, mi piace essere corteggiata !!!!!
20.
markinho | March 15, 2008 at 8:34 pm
Grazie per aver condiviso i tuoi pensieri. Non dico altro e spero nel destino.
21.
mario | May 7, 2008 at 10:16 pm
L’Amore è fusione, nulla più.nulla di meno, per sempre, non esiste il tempo,l o spazio, mano nella mano, perchè oggi di più non ci è concesso, ma domani sarà un’altra cosa, sarà questo più ciò che penso.