Per un bimbo mai nato
July 10, 2007
A Veronica, che sta cercando di superare un dolore che troppe di noi conoscono. Veronica che ha avuto tanto coraggio, ma che non è bastato. Sperando che a tutti quelli che lasciano una donna in attesa la vita presenti il conto. Salato.
Il mio bambino è morto.
Senza avermi sorriso
e senza piangere.
Senza aver stretto il mio indice forte
con la sua piccola mano.
E’ morto
senza aver visto i miei occhi
e senza chiedere.
Senza avermi mai fatto alzare
per sentirlo, la notte,
respirare.
L’ho ucciso senza saperlo,
senza volerlo,
senza sapere che, forse,
lo volevo.
Sei morto,
col tuo musetto
che mi è restato nel cuore.
E tu,
suo padre,
con le tue mani armoniose,
coi tuoi discorsi da grande,
con la tua curiosità soddisfatta,
e insoddisfatta,
e soddisfatta ancora.
Col tuo stupore
e con la tua paura,
con la tua nuova presenza
e la tua assenza,
il tuo crearci
e il tuo lasciarci morire,
lasciandoci così,
senza capire…
NOTA: con mio immenso piacere questa poesia è stata molto letta (lo vedo dalle statistiche sul post), probabilmente anche copiata. Questa poesia è un pezzo di me, della mia vita: dopo che ho perduto il bambino, non vorrei perdere anche le parole scritte per lui, quindi prego coloro che la copiano di mettere la mia firma (quella che conoscete, ovviamente, basta un: tratta da http://donnaemadre.wordpress.com), e possibilmente avvisarmi. Chiaramente mi farà enormemente piacere. Un grosso grazie.
Entry Filed under: Aborto, Amicizia, Donna, Famiglia, Pensieri. .
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1.
alla09 | July 12, 2007 at 10:59 pm
E’ bellissima, leggendola mi si sono riempiti gli occhi di lacrime…tante donne mi hanno scritto raccontandomi la loro scelta e il loro dolore e quel dolore che io nn ho provato lo capisco benissimo, lo sento così vicino….
Forse ho anche capito a chi è dedicata questa poesia..mi piacerebbe pubblicarla anche nel mio blog…se sei d’accordo, ovviamente.
Un abbraccio
2.
donnaemadre | July 13, 2007 at 8:14 am
Non so, non vorrei che andasse in giro come anonima, come invece, per ora, sento il bisogno di restare. Forse potresti mettere il link…
Comunque la persona a cui è dedicata ha perduto il bambino spontanamente: la sua scelta era di averlo ed amarlo. Ti abbraccio.
Dimenticavo: la poesia dedicata a Veronica è stata scritta il 23/02/1993, evidentemente in un’altra occasione…
3.
alla09 | July 13, 2007 at 10:26 pm
Ho messo il link….non volevo certo essere indiscreta ma è una coincidenza veramente singolare..e coincidenze così non sono mai veramente casuali, sono un “segno”. Parere personale, eh. Un abbraccio
4.
donnaemadre | July 14, 2007 at 3:05 pm
Hai letto “La profezia di Celestino”? Le coincidenze non esistono. Tutta la vita ci propone tasselli del nostro destino, e piano piano capiamo il senso della nostra vita. E’ incredibile, ma straordinariamente così.
5.
sterob | October 30, 2007 at 2:38 pm
Emozionante, forse non ci sono parole…mi permetto di copiare la poesia sul mio blog (http://lin4matore.wordpress.com) con allegata la tua nota e il link di questo blog…
sterob
6.
Very | January 11, 2008 at 5:04 pm
questo bimbo sarebbe nato in questi giorni….il termine era il 12 Gennaio…e la sua mamma lo pensa e si domanda come sarebbe se fosse nato….maschio, femmina, pelato o con i capelli? e malgrado questi attimi nostalgici, la sua mamma è felice. è felice e serena…e credo proprio che è merito del suo angelo che si trova in cielo, e da lassù la protegge…ti voglio bene gioia mia…anche se non potrò mai accarezzarti.
7.
donnaemadre | January 11, 2008 at 5:11 pm
Accarezzerai i suoi fratelli, e le sue sorelle. Che da lassù ti porteranno anche i suoi baci.
La vita è lunga Very: e assolutamente incredibile.
8.
ilpensatore | February 29, 2008 at 1:52 pm
una volta lessi “lettera a un bambino mai nato”, di Oriana Fallaci…mi è rimasto nel cuore per l’intensità con cui aveva affrontato quel dolore…un po’ come anche la tua poesia mi ha toccato in profondità.
e…grazie per aver commentato il mio blog…
9.
donnaemadre | February 29, 2008 at 3:37 pm
Figurati… l’ho anche ri-commentato. Il tema dell’aborto è un tema che ho molto a cuore: per ogni bimbo abortito mi sento male visceralmente, la vivo come una sconfitta dell’umanità intera come, del resto, ogni bimbo non protetto, violato o con stupri, o con percosse, o mandato a mendicare… spesso tutte queste cose insieme. Una società si riconosce da come tratta vecchi e bambini: e noi abbiamo decisamene tanti buchi neri. E ti confermo, non ho mai conosciuto una donna (non ho detto che non esistano, ho detto che non ne ho mai conosciute) che abbia abortito per reale necessità. Conosco una donna che ha abortito sette figli, tutti del legittimo marito. Non erano ricchi, ma neanche poveri da non poter aggiungere, di tanto in tanto, una seggiolina a tavola…
10.
ilpensatore | February 29, 2008 at 4:40 pm
purtroppo, ci sono persone che non arrivano a fine mese…perchè poi devono partire per il loro consueto irrinunciabile viaggio alle maldive o perchè preferiscono saltare un pasto piuttosto che perdersi una puntata di lost su sky o la trasferta della propria squadra del cuore.
ci credo che poi mantenere un figlio sia complicato…pensa a quante cose si deve rinunciare…per amore, ma tanti quell’amore non lo mettono e quindi…
11.
donnaemadre | February 29, 2008 at 4:52 pm
Quello della cicala è un classico atteggiamento italiano però (e qui salto di pala in frasca), da formica pentita ma non cambiata, devo dirti che abbiamo dei governi che ti invogliano a cicaleggiare, visto che quello che non ti mangi tu se lo pappano loro.
Tornando al palo, ti sento con il dente avvelenato sull’argomento: io, più che avvelenata, sono piena di dolore e sconcertata. Con quanta superficialità ho sentito trattare l’argomento! Secondo me è già sbagliato il punto di partenza,pensare di poter decidere se “tenerlo” o no: allucinante! Non è una facoltà che abbiamo!
Io non ho niente in contrario a quelli che preferiscono andare alle Maldive anziché immolarsi sull’altare di un figlio, purché questa scelta la facciano prima di concepirlo e non dopo. Comunque, c’è gente che povera lo è sul serio, non è cosi facile come tu sembri pensare: io non me la sento di sparare a zero su chi abortisce. Ricordati, Dio odia il peccato, ma ama il peccatore… e il mio atteggiamento è quello di rimboccarmi le maniche e aiutare, non di sparare a zero.
12.
angelo | March 11, 2008 at 6:59 pm
Mi permetto di utilizzare questo grido di amore e di dolore per iniziare una tesi di laurea sulla ‘pillola del giorno dopo’.
C’è poco da commentare. Un abbraccio forte e sincero
13.
donnaemadre | March 11, 2008 at 7:48 pm
E’ una cosa meravigliosa, e mi commuove che queste mie parole stiano diventando una bandiera contro l’aborto. Prima di pubblicare la tesi fammi un fischio, che ti do i miei dati. Per la tua tesi, forse c’è qualcosa che ti può servire anche nel mio post “Io non ho paura“, che in realtà parla di un’altra cosa, ma in parte racconto la mia gravidanza, avvenuta un anno dopo.
In bocca al lupo per la laurea (in che cosa?)
14.
very | March 12, 2008 at 12:52 pm
che strano pensare che una dedica fatta a me possa finire su una tesi di laurea…..a pensare che la mia l’ho dedicata al mio angelo che non ho mai abbracciato….
15.
donnaemadre | March 12, 2008 at 12:58 pm
Che strano pensare che quei giorni di solitudine, passati a letto a piangere coi dolori forti al ventre, oggi possano servire a evitare qualche “scelta”, e a farci trovare a correre ai giardinetti e sorridere qualche angelo che nessuno avrebbe mai abbracciato
*** Ogni bambino che nasce, è forse l’ultima possibilità che ha l’umanità di salvarsi. ***
16.
Elle | March 12, 2008 at 1:10 pm
Entro in punta di piedi in questo post dove si racconta di un dolore che purtroppo conosco da vicino e che conservo nella parte più intima e silente di me.
Ma la delicatezza di queste parole mi ha fatto rompere quel silenzio, incrinare la voce mentre le leggevo e mentalmente le dedicavo anch’io al mio angelo che non ho mai potuto tenere tra le braccia.
Poi, qualche mese dopo, il miracolo della vita si è ricompiuto ed ogni giorno ringrazio Dio per avermelo donato ed aver colmato la mia vita della gioia della maternità.
17.
donnaemadre | March 12, 2008 at 1:17 pm
Quante di noi portano silenziosamente dentro di sé questo dolore!
18.
very | March 12, 2008 at 1:40 pm
chissà se a me la darà questa grazia….
19.
donnaemadre | March 12, 2008 at 1:46 pm
God says: “You don’t have to fight this battle. Stand still, and you will see the deliverance of the Lord”
Stand still, Very, e lascia stare certa gente. Be confident. Keep a good attitude. E lascia che ti piovano addosso a iosa, da non riuscire a fermarle, tutte le benedizioni che il Signore ha in serbo per te.
*** Però! Stavolta ho fatto concorrenza a Lele… ***
20.
donnaemadre | March 12, 2008 at 7:14 pm
Oggi sono andata sul blog di Sterob (v. commento n. 5), e ho trovato questo commento:
chiara Dice:
Febbraio 20, 2008 alle 10:28 pm
Non ho mai scritto nulla per il mio bambino mai nato..oggi ricorre il suo anniversario.. quello che io decidi per lui. Sento lo stesso dolore che senti tu. Sono trascorsi anni.. molti anni.. ho scritto un sms al padre x chiedergli se si era ricordato che giorno fosse oggi.. mi ha scritto che per lui era un giorno di felicità perchè sperava nel nostro futuro! Uno ti porta ad abortire e pensa che sta costruendo qualcosa di buono! Che orrore. Ti mando un abbraccio mia cara.. pensa ora i nostri bambini giocano allegri e felici e si danno la manina.. speriamo che le nostre lacrime oggi servano per fargli sentire il nostro amore negato.
21.
donnaemadre | March 12, 2008 at 7:19 pm
Eh no, Chiara, io il mio amore al mio bambino non l’avevo negato affatto. Io non ho mai pensato di abortire, nonostante la mia situazione fosse difficile e, ti assicuro, avevo tanta paura. Anche la situazione di Veronica era difficile, e anche lei aveva paura: ma l’ha accettato con grande coraggio e tanto amore. Poi la vita ha deciso per noi: noi conviviamo con il dolore, con il rimpianto, ma non con il rimorso. Non abbiamo deciso per lui.
22.
Elle | March 12, 2008 at 8:02 pm
A scanso equivoci, che in genere non amo ma su questi argomenti men che meno, vorrei precisare che anche nel mio caso è stata la natura a decidere per me.
E vorrei aggiungere che il dolore è stato enorme, soprattutto quando ti senti dire dai medici “forza signora, la prossima volta andrà meglio, in questo caso la natura ha fatto il suo corso…”
Eh no miei cari, questa non è una lotteria…nessun genitore dovrebbe poter mai sopravvivere al proprio figlio, è contro natura! E poi nessun figlio potrà mai sostituirne un altro, nemmeno uno mai nato.
Certo, poi la vita va avanti e in qualche modo tutto si supera, ma forse mai veramente…una parte di me è ancora ferma all’aprile del 2004 lì su quel lettino d’ospedale ad osservare impotente l’immagine del mio bambino senza battito nè movimenti…
23.
donnaemadre | March 12, 2008 at 10:07 pm
C’era una volta una ragazza di 18 anni che si mise con un tizio del quale non so nulla. Buono o cattivo, i due decisero di avere un bambino: lei rimase incinta ed era felice, era una specie di gioco che la divertiva, avere l’uomo e aspettare un bambino, si sentiva tanto grande. A un certo punto però lui la lasciò, e lei aveva già superato il terzo mese di gravidanza. Viveva coi nonni ricchissimi, che la invitarono ad abortire per “non rovinarsi la vita”: lei tentennava, ma loro furono insistenti, le fecero un quadro catastrofico del suo futuro se avesse tenuto qual bambino, una ragazza così giovane, senza essere sposata, non l’avrebbe mai voluta nessuno, non avrebbe trovato un lavoro… ma se si fosse liberata di quel peso, la vita le sarebbe tornata a sorridere. Io non conosco questa ragazza, non so se sia debole o forte, ma certo era stata appena lasciata dal suo compagno, era giovane, spaventata, e piena di dolore. La convinsero. Era al quinto mese di gravidanza, e dovettero ricorrere a un “cucchiaio d’oro”: sul tavolo operatorio, a operazione già iniziata, iniziò a urlare che non voleva, che voleva tenerlo, che voleva suo figlio, ma ormai il processo di espulsione era cominciato. Anche lei ha visto quell’esserino senza vita (o forse era ancora vivo?). Ha urlato ossessivamente “Sono un’assassina, sono un’assassina, sono un’assassina!”. Per anni ha camminato a testa bassa, ha avuto incubi, ha pianto. Per anni non è potuta passare davanti a negozi per bambini, quasi sveniva, e vedere una donna incinta le scatenava sentimenti inenarrabili. L’hanno rovinata. Ma il figlio non l’avrebbe rovinata, le avrebbe dato solo tanto amore, le avrebbe dato uno scopo nella vita, e la forza per lottare. So che questo che ho scritto è crudo, ma questo è l’aborto.
24.
arthur | March 13, 2008 at 9:48 am
Si, questo che hai scritto è molto crudo e…aldilà delle scelte non volute, pensavo che l’aborto, se scelto consapevolmente, fosse una conquista della donna moderna, padrona del suo corpo e del suo volere; in questo, sono il primo a crederci.
Comunque, non discuto su ciò.
Voglio solo dire che è vero, un figlio mai nato ci lascia dentro un vuoto che difficilmente è colmabile. Ci si ritrova a chiedersi come sarebbe stato, ma anche cosa sarebbe stato di te se mai lo avessi avuto.
E magari ti viene in mente mentre guardi altri bambini, altri momenti di padri che con i loro figli giocano, ridono, felici di essersi “conosciuti”
25.
donnaemadre | March 13, 2008 at 9:59 am
Una donna può essere padrona del suo corpo, ma un bambino non è il suo corpo, è un’altra persona e un altro corpo. Conquista della donna moderna? A me pare che l’unica conquista della donna moderna sia tanta solitudine…
E, comunque, le donne hanno sempre abortito, quindi, anche questo, con la modernità non c’entra niente: solo, prima abortivano clandestinamente, rischiando la vita, oggi in ospedale e, almeno questo, può essere considerato un progresso. Ma nella direzione sbagliata. Il fatto invece di poter partorire e lasciare il figlio in ospedale in maniera anonima, è effettivamente un mezzo per poter “rinunciare” a un figlio a cui non si può provvedere, senza ricorrere all’aborto. Certo, portare a termine una gravidanza, con tutte le complicazioni sociali che questo può avere, sapere poi che, in qualche parte del mondo, esiste un tuo figlio, sono comunque problemi grossi da affrontare. Un aborto può invece darci l’impressione di essere indolore, fisicamente e socialmente, può non essere raccontato, non ti costringe a rendere conto a nessuno. Solo a te stessa. E, se esiste, a Dio.
26.
mario | May 7, 2008 at 10:06 pm
Ho condiviso questo tipo di esperienza, in una camera di ospedale a più letti,in ognuno una storia,molto diverse nelle loro realtà. A un certo punto ho sentito un gelo terribile impadronirsi di me, un blocco allo stomaco,una cefalea incredibile,ho dovuto andare via altrimenti sarei crollato sul pavimento. Personalmente non sono facile alle emozioni,la mia attività sportiva le vieta in modo tassativo ma quel giorno fu tremendo. Se io mi sentivo così non voglio immaginare cosa provavano quelle creature e qui mi fermo.
27.
very | May 8, 2008 at 8:45 am
a vorrei precisare a Mario e a tutti gli altri per l’ennesima volta, che la poesia si riferisce ad un aborto spontaneo, non un IVG…
grazie
28.
arthur | May 8, 2008 at 9:49 am
Very, non serve precisare, la tua storia è tua e nessuno può portartela via.
Ti abbraccio!
29.
piemme | May 13, 2008 at 11:04 pm
Questa poesia mi ha emozionato e commosso al tempo stesso ed è riuscita a trasferire e cogliere appieno il dramma vissuto dall’amica Veronica alla quale auguro tutto il bene possibile.
Diverso è stato però il comm. 23 che descrive un disgustoso omicidio. Vorrei ricordare che l’IVG è regolata da leggi di uno stato laico che garantiscono alle donne, nei tempi stabiliti e con una serie di garanzie, la libertà di avere un bambino o no. Questa scelta è una decisione che serba le conseguenze più pesanti nell’isieme della vita di una donna. Un manifesto del movimento femminista recitava: Di chi è la pancia di una donna? Dello stato? Della chiesa? Dei medici? Dei padroni?
Fatti salvi i diritti di tutti, a questo punto viene da chiedersi, quando comincia la vita?
Cara Veronica quella del tuo piccino non è mai terminata anzi vive ogni giorno in ognuno di noi.
30.
donnaemadre | May 14, 2008 at 5:24 am
“Di chi è la pancia?”, come se stessimo parlando di un’operazione di chirurgia estetica.
E’ come se il proprietario di casa si ritenesse in diritto di ammazzare gli inquilini: di chi è la casa? Mia?
*** E quindi, la vita di chi ci sta dentro, pure ***
Ma perché in questo caso è palese che è assurdo, e nell’altro non capiscono che è la stessa cosa quello che stanno affermando?
31.
Very | May 14, 2008 at 9:15 am
grazie piemme delle tue belle parole….Questi giorni sono pesanti per me…è passato un anno già da quando ho scoperto di essere in attesa. E i ricordi sono sempre vivi….
32.
donnaemadre | May 15, 2008 at 10:46 am
Sono andata sul blog di Sterob (v. commento n.5), che continua la sua campagna antiabortista. Poco prima di riportare sul suo blog questo mio post, aveva pubblicato quello che ha definito “Un video sconvolgente” (e lo è, lo è…
che prego le mie amiche Elle e Very di NON guardare, ma la cui visione invece consiglio a chi ha deciso di abortire, o a chi porta la propria compagna ad abortire: giusto perché sappiano quello che stanno facendo, e non si illudano che si tratti di tonsille, appendicite, o di “essere padrone della propria pancia”.
La prima parte parla di come si sviluppa il bambino, e questa parte i più cinici potrebbero pure superarla indenni, la seconda è come viene effettuato l’aborto.
Volete farlo? Purtroppo, e dico purtroppo, nessuno può impedirvelo: sappiate almeno cos’è quello che state facendo, tanto per tornare al concetto di responsabilità.
http://lin4matore.wordpress.com/2007/09/22/100/
33.
piemme | May 15, 2008 at 11:59 am
Non cliccherò mai su questo link. La mia mano si rifuta a prescindere.
34.
donnaemadre | May 15, 2008 at 12:02 pm
E fai bene: è veramente tosto. Se io avessi mai fatto una cosa del genere, potrei impazzire dal rimorso.